Giovedì 27 Luglio 2017

Ecco le 12 criticità rilevate da Cantone e dall'Autorità Anticorruzione negli appalti Hera

Venerdì 14 Luglio 2017

Come abbiamo scritto ieri, risale al 7 giugno scorso ed è pubblicata sul sito dell'ANAC Autorità Nazionale Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, la delibera 626 che mette in rilievo una serie di 12 criticità negli appalti di Hera e di Hera Ambiente. Si parla di violazioni del Codice dei contratti, con affidamenti «non improntati» ai principi di libera concorrenza, non discriminazione e trasparenza, ma anche di un improprio prolungarsi del regime di "prorogatio" delle convenzioni di affidamento.

 

 

RIPORTIAMO QUI IL TESTO INTEGRALE IN CUI LA DELIBERA PARLA DELLE 12 CRITICITÀ RILEVATE DALL'ANAC DI RAFFAELE CANTONE

Tutto ciò considerato e ritenuto (ANAC, ndr) DELIBERA

L’analisi dell’attività contrattuale svolta dalle societa Hera spa e dalla sua controllata Herambiente spa ha evidenziato molteplici criticita tra le quali assumono particolare rilevo le seguenti:

1) il prolungarsi del regime di prorogatio delle convenzioni di affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani ad Hera spa, determinato da una complessa e rallentata gestione delle fasi propedeutiche alle gare, concretizza:

- un improprio vantaggio per la società affidataria;

- la violazione dei principi di efficacia e speditezza dell’azione amministrativa;

- la sottrazione di significative risorse al mercato di riferimento;

2) il subaffidamento da parte di Hera spa di rilevanti attività del servizio viola le previsioni delle convenzioni con le quali Hera spa era individuata come esecutore del servizio di gestione dei rifiuti, violazione non rilevata da Atersir, che subentrata alle AATO originariamente affidanti, non ha esercitato le prerogative di committente che le sono proprie;

3) non sono stati improntati ai principi di libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza e proporzionalità di cui all’art. 2 del previgente Codice dei contratti gli affidamenti, disposti da Hera spa, di appalti indetti con procedura ristretta che prevedevano attività per un tempo che va ben oltre i termini delle convenzioni di affidamento diretto del servizio di gestione dei rifiuti urbani alla stessa Hera spa;

4) hanno violato la normativa allora vigente i rinnovi di contratti operati, da Hera spa, senza che l’opzione di rinnovo, ancorché la previsione del rinnovo fosse prevista nei documenti di gara, fosse accompagnata da adeguate ed analitiche motivazioni che giustificassero il ricorso al rinnovo, strumento alternativo al principio generale del ricorso alla gara;

5) hanno violato le previsioni dell’allora vigente art. 29 del codice dei contratti i rinnovi dei contratti operati da Hera spa senza che il valore del rinnovo fosse calcolato ai fini della determinazione delle modalità di affidamento; tale violazione è di particolare gravità perché ha comportato la violazione delle previsioni dell’allora vigente art. 28 del codice dei contratti nei casi in cui il corretto computo avrebbe determinato il superamento della soglia che imponeva l’affidamento del contratto originario con procedure ad evidenza pubblica e non, come avvenuto, con procedure per lavori in economia-cottimo fiduciario;

6) la mancata indicazione, da parte di Hera spa per molteplici affidamenti, nella determina a contrarre o nelle richieste di acquisto, delle motivazioni circa la mancata suddivisione dell’appalto in lotti ha violato le previsioni del comma 1-bis dell’art. 2 dell’allora vigente codice dei contratti. Detta norma, oggi rinvenibile nell’art. 51 del vigente codice dei contratti, pur garantendo ampia discrezionalità alla stazione appaltante nella scelta di operare la suddivisione in lotti dell’appalto, esige infatti che le motivazioni, tecniche ed economiche, di non operare la suddivisione in lotti siano adeguatamente espresse negli atti di gara;

7) viola i principi della libera concorrenza la richiesta ai concorrenti di requisiti discriminanti quali quelli che pongono limitazioni territoriali ai fini della partecipazione alla gara;

8) la mancata o carente indicazione, negli affidamenti operati con procedure negoziate, dei criteri con i quali si sono scelti gli operatori invitati e dei criteri con i quali si è assicurata la rotazione tra gli operatori disponibili viola i principi di trasparenza e non integra quelli di concorrenza e rotazione, il cui sostanziale rispetto è richiamato, proprio per le procedure sotto soglia, dal codice dei contratti, nel testo allora vigente (artt. 57 e 125) e nell’attuale (artt. 36 e 63) (cfr. delibere ANAC 2 e 8 del 2011);

9) l’ingiustificato ricorso a tempi particolarmente brevi per la presentazione delle offerte nelle gare per l’affidamento di attività complesse viola il principio di proporzionalità di cui l’allora vigente comma 1 dell’art. 2 del codice dei contratti e potenzialmente mina i principi di libera concorrenza e parità di trattamento potendo indurre alla non partecipazione operatori potenzialmente interessati all’appalto;

10) è in contrasto con la normativa vigente l’affidamento diretto a cooperative sociali ex art. 5 della l. 381/91 di attività rientranti nel novero dei servizi pubblici rivolte a soddisfare le esigenze dell’utenza dei servizi stessi e non quelle dell’affidante;

11) l’inserimento nei bandi di clausole che prevedano termini difformi da quelli previsti dagli articoli 4 e 5 della d.lgs. 231/2002 è illegittimo, inoltre la semplice presentazione dell’offerta da parte dell’operatore partecipante alla gara, non sostituisce la apposita contrattazione (pattuizione) di termini diversi da quelli stabiliti dalla norma, pattuizione prevista dai citati artt. 4 e 5 del d.lgs. 231/2001;

12) ai fini di una corretta e verificabile, anche nel tempo, definizione di quali attività affidate a terzi ricadono nell’ambito di applicazione del Codice dei contratti pubblici o della sola autoregolamentazione ai sensi del d.lgs. 231/2001 è necessario che negli atti di affidamento siano chiaramente evidenziate le motivazioni e i dati tecnici, economici ed amministrativi in base ai quali si sia individuata la procedura da seguire.

(ANAC, ndr) dà mandato all’Ufficio istruttore di inviare la presente delibera:

o al Presidente e all’Amministratore delegato delle società Hera spa e Herambiente spa;

o al Presidente ed al Direttore dell’Agenzia territoriale dell’Emilia Romagna per i servizi Idrici e Rifiuti;

o al Presidente della Regione Emilia Romagna affichè, in coerenza con le previsioni del d.lgs 152/2006 ed in attuazione di quanto specificatamente disciplinato dall’art. 12 della E.R. legge 23 dicembre 2011, n. 23, possa espletare le funzioni di regolazione e vigilanza di competenza;

o alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna e alla Procura regionale della Corte dei Conti per l’Emilia Romagna per gli aspetti di rispettiva competenza.

 

IL TESTO INTEGRALE DELLA DELIBERA 626 ANAC SI TROVA A QUESTO LINK

http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/Delibera_626_2017.pdf

 

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