Mercoledì 20 Febbraio 2019

Fisco. Pugno duro del Comune di Rimini contro gli evasori: arriva una task force per i controlli

Martedì 5 Febbraio 2019
Gian Luca Brasini, assessore al Bilancio del Comune di Rimini

Recuperati nel 2017-2018 circa 10 milioni di euro di Tari

Dall'esclusione dalle gare fino alla revoca dell'utilizzo di suolo pubblico per le attivita' non in regola con i tributi. Con una "task force" dedicata ai controlli, il Comune di Rimini dichiara guerra ai furbetti della Tari e non solo. L'Amministrazione della città romagnola ha deciso di varare un pacchetto di azioni studiato per colpire chi elude la Tari. Negli ultimi due anni, il 2017 e il 2018, il Comune, grazie a una strategia di 'Tax Compliance' ha recuperato circa dieci milioni di euro di Tari non corrisposta. Ora, la stretta con azioni trasversali che - spiega una nota - vedranno la collaborazione con Asl e Ispettorato provinciale del Lavoro. 

Nel dettaglio spiccano, tra le diverse azioni, i controlli discrezionali sulla regolarità dei pubblici esercizi e per il rispetto delle normative igienico-sanitarie a partire dalle attività che risultano nella cosiddetta 'blacklist' e cioè i principali evasori Tari; l'inserimento nel regolamento che disciplina la gestione delle entrate tributarie di un articolo che prevede l'esclusione dalle gare pubbliche per i soggetti che non risultano essere in regola con i pagamenti dei tributi; la modifica al regolamento Cosap che introduce il diniego, la sospensione, la revoca del titolo abilitativo rilasciato per l'occupazione del suolo pubblico per quelle attività che non sono in regola con il pagamento dei tributi.

Dal 2017 ad oggi, sono stati raccolti 6,7 milioni di euro dal recupero crediti e 2,8 milioni di euro dal recupero di evasione. Attraverso le ingiunzioni fiscali già notificate sono stati incassati altri 525.000 euro. Tra le diverse categorie, per quanto riguarda le insolvenze della Tari relative al 2018 il 28% va ascritto agli alberghi, il 13% a ristoranti e bar (13%) e il 3% studi professionali (3%).

Quanto al recupero della evasione di tributi sugli immobili, nel 2018 sono stati recuperati 11.400.000 euro di cui 5.500.000 relativi all'Imu sulle piattaforme petrolifere mentre per quanto concerne l'evasione della tassa di soggiorno sono stati contestati 375.000 euro, di cui oltre il 65%, pari a 245.000 euro, già pagati. 

 

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