Martedì 19 Marzo 2019

GdF Ravenna. Operazione Black Sea. Individuata maxi frode nella commercializzazione di carburante

Venerdì 8 Marzo 2019

Disposto sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per oltre 11 milioni di Euro

Nei giorni scorsi le Fiamme Gialle del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ravenna hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica partenopea, di beni immobili e disponibilità finanziarie per oltre 11 milioni di euro, importo corrispondente all’evasione fiscale realizzata da quattro soggetti denunciati per i reati di omessa dichiarazione fiscale, emissione di fatture relative ad operazioni inesistenti, occultamento di scritture contabili e truffa ai danni dello Stato.

Il provvedimento cautelare è stato adottato al termine di una complessa attività di polizia economico-finanziaria condotta dalla Guardia di Finanza di Cervia, che ha permesso di fare luce su una maxi-frode all’IVA nel settore della commercializzazione di carburante perpetrata dai quattro denunciati che, sfruttando illecitamente la normativa fiscale, avevano architettato un sofisticato sistema per acquistare prodotto petrolifero senza pagare l’IVA e per rivenderlo “sottocosto” ottenendo così illeciti guadagni.

L’operazione delle Fiamme Gialle rappresenta lo sviluppo di una precedente attività di indagine, che nel 2018 aveva consentito di individuare due società “cartiere”, inizialmente collocate a Cervia e poi trasferite in provincia di Forlì, coinvolte in un vasto giro di false fatturazioni. In quel caso le Fiamme Gialle cervesi avevano sottoposto a sequestro beni per oltre 13 milioni di euro, individuando un’ulteriore società coinvolta nell’illecita commercializzazione di prodotti petroliferi, questa volta con sede a Napoli, sulla quale si è quindi concentrata l’attenzione investigativa dei Finanzieri.

In sintesi, la società napoletana, attraverso false “dichiarazioni di intento” che attestavano falsamente la sua natura di “esportatore abituale”, acquistava considerevoli volumi di carburante in regime di esenzione IVA, beneficio concesso dalla normativa fiscale per coloro che acquistano beni per esportarli all’estero. Il prodotto petrolifero tuttavia non veniva mai esportato, ma rivenduto in Italia a distributori stradali di benzina, circostanza che consentiva alla società di incassare da questi ultimi l’IVA relativa alle cessioni di carburante, che sistematicamente non veniva versata all’Erario.

In definitiva, la compagine partenopea, rivelatasi essere un “evasore totale”, è riuscita a realizzare nel giro di un biennio un’evasione fiscale di circa 6 milioni di euro, emettendo fatture fasulle per oltre 8 milioni di euro.

Di qui il provvedimento cautelare emesso dall’Autorità Giudiziaria di Napoli, che ha consentito alla Guardia di Finanza di Cervia di sequestrare nei confronti degli autori della frode, oltre che disponibilità finanziarie, anche 22 immobili di proprietà ubicati nelle province di Napoli, Macerata ed Ascoli Piceno.

Lo schema fraudolento ha permesso non solo di realizzare un’ingentissima evasione fiscale, ma anche di produrre una vera e propria alterazione delle regole di mercato. Infatti il carburante illecitamente acquistato senza applicazione dell’IVA veniva rivenduto alle pompe di benzina a prezzi notevolmente più bassi rispetto a quelli ordinariamente praticati, così concretizzando una significativa concorrenza sleale in danno degli operatori commerciali del settore

 

 

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