Giovedì 25 Aprile 2019

Michele de Pascale non lascia, raddoppia e fa appello ai ravennati: scendete in campo per Ravenna

Venerdì 12 Aprile 2019
Michele de Pascale

L'appello ai cittadini: "Tutte queste persone che amano Ravenna e che non si riconoscono in nessuna delle forze politiche attuali e nemmeno nelle liste civiche che ci sono, devono fare un passo avanti... costruiamo una casa nuova che si affianchi alle forze politiche e che non sia solo uno strumento elettorale ma sia prima di tutto uno strumento di partecipazione per incidere nella vita della città"

Prima la nomina a Presidente dell'UPI, poi quella nella Direzione nazionale del Pd. Due punti, una linea, si dice. Ha così cominciato a circolare una domanda che poi è diventata una voce - messa in circolazione ad arte, suppone il diretto interessato - ovvero quella che Michele de Pascale stesse preparando le valigie per coltivare una carriera nazionale, abbandonando Ravenna. E così, per smentire la voce prima che possa diventare una grancassa, sono intervenuti il segretario provinciale del Pd e poi lo stesso Sindaco. Nessuna fuga da Ravenna: Michele de Pascale correrà nel 2021 per un secondo mandato da Sindaco.

 

Lo ha detto in una prima intervista a un quotidiano locale, lo ripete a noi. E per la sua prossima candidatura pensa a una grande coalizione di forze politiche e di forze civiche, tutte assieme, secondo la piega che le vicende locali hanno preso anche in queste elezioni amministrative ormai alle porte. Il Sindaco fa dunque appello all'orgoglio dei ravennati, al loro impegno civico, all'amore che nutrono per la città e dice loro: impegnatevi per Ravenna, fatelo insieme a me.

Michele de Pascale nell'intervista non lo dice ma l'obiettivo appare chiaro: la mobilitazione civica e l'appello agli uomini e alle donne di buona volontà dovrà servire - nelle intenzioni sue e del Pd - a fermare la forza montante della destra che sembra sempre più agguerrita e da mesi si prepara a dare l'assalto alla roccaforte rossa. Che poi di rosso rosso conserva ormai ben poco. 

Nel frattempo il Sindaco cercherà di portare a casa qualche risultato tangibile importante, perchè finora è stata messa molta carne al fuoco, ma di progetti veramente avviati se ne sono visti pochi. Da qui al 2021 però dovrebbero partire e in qualche caso concludersi quelli per l'Hub portuale e per il Palazzetto, per la Darsena, per gli Stradelli e per la Piscina. Insomma, qualcosa di serio, qualcosa che lascia il segno da buttare sul piatto dello scontro elettorale per strappare la rielezione fra due anni.

 

L'INTERVISTA

Sindaco Michele de Pascale, l'ultima intervista fu un anno fa dopo la disfatta elettorale del Pd il 4 marzo 2018. Un anno dopo alla guida del Pd c’è Nicola Zingaretti. Possiamo dire che il Partito democratico è uscito da tunnel?

“Possiamo dire che il Pd e il centrosinistra si sono incamminati su una nuova strada, questo sì. La cosa più grave in tutto questo periodo è stato l’avere fatto finta che non fosse successo nulla il 4 marzo, senza aprire una vera discussione. Poi, alla fine, la discussione c’è stata e a quanto pare ha appassionato tanti italiani che hanno partecipato alle Primarie, molto più numerosi del previsto. Oggi il Pd ha un nuovo segretario, un nuovo gruppo dirigente e una nuova linea e ora si tratta di ricostruire. È ancora tutto da fare, ma almeno abbiamo cominciato a farlo.”

E nel nuovo gruppo dirigente, fra le teste pensanti del nuovo Pd di Zingaretti c’è anche Michele de Pascale, un’antenna di Zingaretti sul territorio?

“Io e Zingaretti ci conosciamo da anni. È una persona di cui ho grande stima, credo sia ricambiata. Da amministratore locale cercherò di dare una mano a Zingaretti a rilanciare il centrosinistra. Ripeto, da amministratore locale.”

Lei è Sindaco, Presidente della Provincia, Responsabile ANCI Emilia-Romagna, Presidente UPI, membro della Direzione nazionale PD. Non sono troppi questi impegni? Qualcuno dice che dovrebbe occuparsi di più di Ravenna, mentre i più maligni dicono che si sta preparando per una carriera nazionale… come stanno le cose?

“L’ho già detto e lo ripeto: chi pensa che io possa essere interessato a un posto da parlamentare non mi conosce. Per me fare il Sindaco è l’esperienza più bella e più entusiasmante che possa capitare a chi ha una passione civica e politica. Quindi, non andrò a Roma. In ambito locale, i due incarichi di Sindaco e Presidente della Provincia sono in qualche modo obbligati, il Presidente è per forza un Sindaco: un Sindaco del territorio deve in ogni caso ricoprire il doppio ruolo. L’incarico più significativo fuori dal territorio - totalmente inaspettato e di cui sono orgoglioso - è la nomina a Presidente dell’UPI, l’Unione delle Province Italiane, anche se le Province non godono di grande reputazione oggi. In realtà UPI e ANCI sono coinvolte in tutte le grandi scelte di governo del Paese. Ma il mio impegno in UPI è in qualche modo sostitutivo dell’impegno in ANCI Emilia-Romagna, che va in scadenza con le prossime elezioni amministrative.”

Da tempo si parla di una Provincia della Romagna e Legacoop Romagna ha rilanciato la proposta al suo recente congresso. Lei è d’accordo?

“Sì. Anche questo l’ho detto più volte. La Romagna deve saper lavorare in squadra. C’è però una riflessione che voglio fare: non dobbiamo andare verso un accentramento che depauperi di servizi il territorio, non possiamo cioè continuare a unire e unire a senso unico, sottraendo servizi di prossimità ai cittadini, che poi significa possibilità di controllo da parte degli stessi cittadini. Allo stesso tempo non dobbiamo unire qualcuno contro qualcun altro: per intenderci non mi interessa la polemica con l’Emilia, che non è utile alla Romagna.”

Ha dichiarato a un giornale locale che si ricandiderà alla guida di Ravenna ma che vuole un fronte civico, più liste civiche al suo fianco… eppure quelle che già c’erano nel 2016 non brillano di luce propria. A essere onesti le uniche liste civiche che mostrano segnali di vitalità sono tutte all’opposizione, a partire da Lista per Ravenna.

“Io ho detto una cosa diversa. Nel 2016 fui candidato all’interno di un progetto avviato da altri. Nel 2021 la situazione per me sarà molto differente. Può anche darsi che di liste civiche ce ne siano anche di meno numericamente. Il senso delle mie parole è un altro. In queste settimane, anche per via di certe informazioni circolate e di qualche parola usata dalle forze di opposizione che metteva in dubbio che io potessi ricandidarmi, tantissime persone, anche persone che non mi sarei mai aspettato, mi hanno detto che assolutamente dovevo ricandidarmi. Allora io dico: tutte queste persone che amano Ravenna, che tengono a Ravenna, che non si riconoscono in nessuna delle forze politiche attuali e nemmeno nelle liste civiche che ci sono, devono fare un passo avanti. Il mio appello è questo: costruiamo una casa nuova che si affianchi alle forze politiche e che non sia solo uno strumento elettorale ma sia prima di tutto uno strumento di partecipazione per incidere nella vita della città. Naturalmente il mio appello va anche alle liste civiche che mi hanno sostenuto nel 2016. Proviamo a fare qualcosa di grande, tutti insieme.”

Il Comune ha deciso di pubblicare il suo periodico d’informazione: Ravenna Informa. Ce n’era davvero bisogno? Ancisi dice che sono soldi dei cittadini spesi male e che oltretutto è un progetto che costa caro, 730 mila euro in due anni. È così?

“Considerare lo stipendio dei giornalisti che lavorano per il Comune di Ravenna in carico al giornale non è corretto, cioè l’ufficio stampa del Comune non fa il periodico fa tante altre cose, e poi definire questa cosa come inutile significa avere anche poco rispetto per il lavoro delle persone. Un comune come quello di Ravenna ha il dovere di informare i suoi cittadini. Noi abbiamo in mente uno strumento utile che informi sui servizi, sugli eventi, sulle attività del comune. Uno strumento che non si sovrappone al lavoro degli altri organi di informazione. Quasi tutti i comuni hanno uno strumento di questo tipo. Ce l’aveva anche Ravenna fino a pochi anni fa, poi era stato sospeso per ragioni di bilancio e normative. Ora le norme ci consentono di pubblicare di nuovo Ravenna Informa e lo faremo.”

Campagna per il settore dell’oil&gas: qual è il bilancio? Dal fronte delle imprese arrivano brutti segnali, vedi gli investimenti Eni dimezzati. Che segnali arrivano invece da Roma?

“È chiaro che al momento le nostre speranze sono nelle mani del sottosegretario Giorgetti.”

Cioè nelle mani della Lega.

“Sì, anche se il sottosegretario è un leghista un po’ atipico, nel senso che è ancora un leghista del nord, meno lepenista e più federalista, meno populista e più produttivista. Io spero che il problema si risolva e il blocco delle ricerche e del settore venga superato. Se Giorgetti ce la fa sono il primo ad applaudirlo, Lega o non Lega. D’altra parte il mio colloquio con gli esponenti del M5S ha dato un esito molto molto molto negativo. La percezione è che una parte significativa del governo - quella a cui sono state appaltate tutte le deleghe produttive, perché il M5S ha il lavoro, lo sviluppo economico e le infrastrutture e non è poca roba - quella parte politica, insomma, non ha nemmeno la consapevolezza della gravità delle conseguenze della decisione presa.”

 

Michele de Pascale con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

 

Progetto Hub Portuale: come mai il bando slitta continuamente? Prima si è detto dicembre, poi marzo, ora giugno… intanto il Porto soffre.

“Le autorizzazioni hanno un iter complesso in Italia, la nostra burocrazia non aiuta, purtroppo lo sappiamo. Lo sanno tutti coloro che fanno investimenti. Riguarda anche investimenti molto più piccoli di questo del Progetto Hub Portuale, che è molto importante. Pochi giorni fa c’è stata la firma del prestito BEI ed è un bel segnale, vuol dire che il progetto è credibile. Sono convinto che in tempi brevi si possa uscire finalmente con il bando, che tutta la comunità portuale e ravennate attende. Sono fiducioso.”

La campagna sui nuovi orari dei treni che doveva segnare un brillante risultato - da Bologna a Ravenna in 60 minuti - si è risolta in una mezza farsa… Il Sindaco ha dovuto ammettere di aver fatto male a fidarsi di Trenitalia. Come la mettiamo?

“In realtà il servizio è significativamente migliorato. Siamo passati da 83 minuti a circa 68-69 minuti di percorrenza fra Ravenna e Bologna. Con riduzione delle fermate, cadenza oraria, potenziamento nei weekend e in tarda serata. La criticità c’è stata per le stazioni di Godo e Classe. L’accordo con Trenitalia è che entro il 2019 tutte le fermate vengano recuperate. In futuro speriamo di poter aumentare le fermate a Classe anche in chiave turistica.”

La gestione della partita però è stata totalmente deficitaria.

“È stata pessima. Sia perché ci era stato promesso che non ci sarebbero state riduzioni di fermate nel Ravennate e così non è stato. Sia perché i cambiamenti sono stati comunicati il giorno prima dell’entrata in vigore del nuovo orario, senza possibilità di interlocuzione. Anche noi li abbiamo visti un giorno per l’altro, come i passeggeri.”

La Ravegnana sarà chiusa ancora per tutta l’estate: i cittadini si chiedono esasperati, è mai possibile che non si possa impiegare meno tempo per sistemare 100 metri di argine e di strada?

“Purtroppo non si può fare diversamente. Il danno che si è verificato è stato molto molto ingente. Non è facile capirlo dall’esterno, ma il fatto è che sotto quella strada si era formata un’enorme voragine. Per mettere in sicurezza tutta la zona ci vogliono tanto lavoro e questi tempi tecnici. Non dimentichiamo poi che lì ha perso la vita un nostro concittadino e noi tutti dobbiamo essere grati alla Procura della Repubblica di Ravenna per la celerità delle indagini, a prova di record. Altrimenti i tempi potevano essere anche più lunghi.”

Anas ha promesso investimenti per 100 milioni sulla viabilità locale. Per ora vediamo solo cantieri infiniti e pericolosi sulla E45, quando vedremo qualcosa di significativo a Ravenna?

“Questo se lo chiede anche il Sindaco. Insieme al Prefetto abbiamo adottato un metodo: una volta ogni mese o mese e mezzo incontriamo Anas per essere aggiornati sull’andamento dei progetti. Va detto che dopo l’inverno di un anno fa la manutenzione sulle strade ravennati è migliorata, una serie di asfalti sono stati rifatti. E quest’anno i ravennati potranno andare al mare con una Via Trieste rifatta. Anas ha già realizzato la sua parte e a breve, in maggio, partiranno i lavori di competenza del Comune. Però sugli altri progetti che riguardano la viabilità in ambito locale, Anas non è ancora stata in grado di dirci quando saranno messi in cantiere. Noi stiamo con il fiato sul collo all’Anas, ma i tempi dell’Anas non sono i nostri tempi, purtroppo.”

OMC è concluso. Per OMC 2021 dovrebbe essere pronto il nuovo palazzetto, ma quando partite? Il tempo stringe e due anni sembrano pochi tenuto conto che siamo in Italia… ce la farete?

“Assolutamente sì. Intanto voglio dire, per quanto riguarda OMC, che fino a poco tempo fa il tormentone era: ma questa sarà l’ultima edizione a Ravenna? Ora questo tema è accantonato, OMC continuerà a vivere a Ravenna, grazie all’azione sinergica di Comune e Camera di Commercio. Per il nuovo palazzetto siamo in fase di assegnazione, siamo praticamente all’apertura delle buste. In autunno partiranno i lavori.”

Avete trovato lo sponsor?

“Ci stiamo ragionando. Non posso dire di più.”

Piscina comunale: siete andati avanti su un progetto e poi siete stati costretti a fare marcia indietro. E ora che cosa farete e in quali tempi?

“La piscina è un tema importante e mi piace citarlo anche per il metodo. Nel senso che all’Amministrazione comunale è stato presentato un progetto. Noi l’abbiamo studiato e su quel progetto c’è stata una prima fase di confronto con le associazioni. Ad un certo punto abbiamo ritenuto che quel progetto fosse la soluzione più idonea alle esigenze della città. Poi le associazioni sportive hanno chiesto di incontrarci e richiesto un supplemento di riflessione. All’inizio c’era un po’ di confusione e così abbiamo chiesto noi alle associazioni di precisare i punti di criticità e le loro proposte.”

E alla fine avete fermato le macchine.

“Alla fine ci hanno convinti che il progetto che avevamo messo a punto non dava risposte a tutte le esigenze della nostra comunità e delle associazioni. Abbiamo fermato tutto, abbiamo dato mandato ai nostri tecnici di trovare soluzioni tali da non interrompere l’attività e da aumentare anche la dotazione di acqua per i ravennati che frequentano la piscina. In questo momento sono in corso le verifiche tecniche e in tempi brevi torneremo al confronto con le associazioni.”

Non c’è il rischio di uno slittamento dei tempi?

“I tempi non devono slittare. Anche perché l’intervento sulla piscina è urgente. Comunque sulla piscina alla fine il metodo del confronto sta pagando.”

Potevate pensarci prima però.

“Non conosco persone che non sbagliano. Conosco persone che quando sbagliano tirano dritto lo stesso. Noi vogliamo essere fra quelli che quando sbagliano lo ammettono e si correggono.”

Un altro progetto di cui si parla da tempo è quello della riqualificazione degli stradelli: quando partite?

“È in corso la progettazione esecutiva, abbiamo fatto in questo caso decine di incontri preventivi con concessionari, gestori degli stabilimenti balneari, associazioni di categoria per definire tutti i dettagli del progetto. A breve sarà messo a punto il progetto esecutivo e poi si passerà alla fase di gara. È chiaro che la riqualificazione avverrà per lotti e che allo stesso tempo non si può lavorare a fondo né durante la stagione invernale né durante il pieno della stagione estiva: dunque dovremo fari i lavori, farli bene nei tempi stabiliti e senza creare disagi agli operatori.”

Insomma è un bel rebus.

“Bisogna studiare bene la cantierizzazione, il cronoprogramma dei lavori. Aggiungo una cosa importante, legata alla riqualificazione degli stradelli, che riguarda la dotazione dei parcheggi. Su questo punto dobbiamo fare una scelta. Ravenna ha turisti ed escursionisti. Ai primi i parcheggi non interessano molto perché arrivano e restano per qualche giorno e sanno dove trovare posto auto. I più interessati ai parcheggi sono gli escursionisti che raggiungono il mare per un giorno e vogliono lasciare il loro mezzo non troppo lontano.”

Voi su chi volete puntare?

“Vogliamo puntare sul turismo. Anche a costo di creare qualche problema in più agli escursionisti. Perché vogliamo rendere più interessante e unica l’esperienza della vacanza dei turisti sui nostri lidi. Ma anche per gli escursionisti abbiamo previsto delle soluzioni. Contestualmente agli stradelli amplieremo sia il parcheggio scambiatore all’ingresso di Marina sia il parcheggio del Marchesato. E poi da quest’estate potenziamo moltissimo la linea del trasporto pubblico verso il mare, con un servizio che collega la stazione di Ravenna, il Pala De André, il parcheggio scambiatore e il centro di Marina di Ravenna, in maniera continuata ogni 30 minuti. In questo modo vogliamo provare a convincere sia gli escursionisti che vengono in giornata, sia i ravennati che vanno in spiaggia, che la soluzione del trasporto pubblico è conveniente, semplice, economica, comoda.”

Turismo: il 2018 non è stato brillante per Ravenna, che doveva diventare come Barcellona nelle sue intenzioni del 2016. Direi che per ora è rimasta la Ravenna di sempre. Perché?

“Abbiamo due dati. Il dato dei lidi è negativo. E qui dobbiamo dirci le cose come stanno: c’è bisogno di un grande progetto di riqualificazione e rilancio. Gli stradelli sono parte del pacchetto. La città d’arte invece ha un trend in continua crescita.”

D’accordo, ma non possiamo parlare di un boom.

“Un momento: sono tre, quattro anni che la città d’arte fa registrare sistematicamente una crescita del 5, 6, 7 per cento. Ravenna città d’arte si sta sempre più inserendo nei percorsi turistici più importanti d’Italia.”

Quindi è soddisfatto dei risultati ottenuti?

“Dei numeri di Ravenna città d’arte sono molto soddisfatto. Non sono per nulla contento dei numeri del turismo balneare, qui serve un cambio di passo radicale. Anche perché in termini numerici il turismo balneare per Ravenna vale ancora due tre volte la città d’arte.”

Ambiente: che cosa avete intenzione di fare per le spiagge maltrattate dal mare e per la Pialassa del Piombone che versa in stato comatoso?

“Sulle spiagge stiamo continuando ad andare avanti con i lavori di protezione e di ripascimento. Purtroppo sappiamo che il nostro territorio è fragile sia per il problema storico della subsidenza, sia per la questione dei cambiamenti climatici che facciamo finta di non vedere ma che bussa continuamente alle nostre porte. Sulle pialasse, avevamo ottenuto un finanziamento di 6 milioni per la riqualificazione della Baiona, che è comunale, finanziamento al momento purtroppo in stand by con il nuovo governo. Sulle pialasse leggo a volte analisi sconclusionate e attacchi sconsiderati sui giornali a chi sta lavorando per il risanamento. Dobbiamo avere fiducia nei tecnici che stanno operando, che sono qualificati e sanno ciò che stanno facendo.”

Finanziamenti per il Bando Periferie. Alla fine sono stati sbloccati? Quando i lavori in Darsena per le fognature?

“I finanziamenti di parte pubblica sono stati sbloccati e i lavori per il rifacimento delle fognature sono prossimi. A breve partirà il bando di gara. Già si sta realizzando il sottopasso e stiamo lavorando sulla passerella. La parte pubblica si muove. Io sono più preoccupato per la parte privata, perché questo clima di incertezza sui finanziamenti non aiuta i privati.”

CMC è gran parte della storia produttiva di questa città. Lei è un po' più ottimista dopo la presentazione del piano concordatario in Tribunale?

“Sono stato all’assemblea recente di CMC dove mi hanno stupito due cose. L’orgoglio dei soci di CMC, che hanno rivendicato fino in fondo il loro know how, il loro saper fare e l’essere una delle più grandi imprese di costruzioni capaci di misurarsi sul mercato globale. La seconda cosa è stata la coesione della compagine aziendale, pur in un momento così grave. Tutto questo deve fare riflettere e spero convinca anche i creditori ad accettare il piano di CMC, perché lì c’è un grande valore che non deve andare disperso, un grande valore che purtroppo si è scontrato con una fase terribile del settore delle costruzioni e con la grande miopia italiana, in cui lo Stato in questi anni ha distribuito bonus e ammortizzatori sociali invece di far lavorare le aziende e di aprire i cantieri per fare le opere pubbliche necessarie. La città comunque è a fianco dei soci e dei lavoratori della CMC.”

Che cosa si sente di dire ai suoi colleghi Sindaci del centrosinistra che rischiano grosso nelle elezioni comunali del 26 maggio prossimo?

“Devono essere consapevoli che il giudizio dei cittadini sarà legato al lavoro fatto in questi anni. C’è un vento nazionale, è vero, ma le persone poi sanno valutare nel merito e sanno riconoscere chi ha fatto bene. E i miei amici sindaci hanno lavorato bene, hanno fatto un ottimo lavoro.”

 

Intervista a cura di Pier Giorgio Carloni

 

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