Emilia Romagna Teatro Fondazione organizza a Cesena Classroomplays

Più informazioni su

A cosa serve il teatro e in che modo può contribuire allo sviluppo della società? Da questa domanda parte il progetto Classroomplays – ovvero spettacoli da vivere direttamente in classe – di Emilia Romagna Teatro Fondazione che si proietta nell’arco di un triennio portando la rappresentazione nell’ambito privilegiato in cui si costruisce la società del futuro: la scuola.

A Cesena, lunedì 25 novembre (ore 11.15), nella classe 4Ds del Liceo Classico Vincenzo Monti, è di scena il primo Classroomplay Aristotele invita Velázquez a colazione e gli prepara uova e (Francis) Bacon di Davide Carnevali, con gli attori della compagnia permanente ERT Michele Lisi e Paolo Minnielli.

Lo spettacolo sarà replicato il 3 dicembre nella classe 4I del Liceo Linguistico Ilaria Alpi alle ore 9.10 e il 4 dicembre nella classe 4H dello stesso istituto (ore 11.15).

Il 9 dicembre, invece, debutta nella classe 4Ds del Liceo Classico Vincenzo Monti il secondo spettacolo del progetto, Teseo fila la lana, Pollicino sbriciola per terra e Cartesio presta a Dante un gps per trovare la retta via (ore 11.15).

I due testi di Carnevali sono pubblicati nella collana editoriale Linea, creata in collaborazione da ERT Fondazione e Luca Sossella editore, dedicata ai testi teatrali contemporanei.

Il teatro si fa strumento didattico per mezzo di un approccio multidisciplinare che attraversa filosofia, storia, letteratura e arte in modo ironico e coinvolgendo in prima persona gli studenti chiamati a essere non più spettatori passivi, ma pensatori attivi e attori consapevoli della società in cui vivono.

Classroomplays riflette sulla relazione che intercorre tra una visione del mondo e le forme culturali attraverso cui essa si manifesta: il primo anno, con Aristotele invita Velázquez a colazione e gli prepara uova e (Francis) Bacon, indaga – a partire dalla Poetica aristotelica – i concetti di presentazione e rappresentazione dalla Grecia alla modernità, il principio di formalizzazione e il primato del verosimile sul vero in un linguaggio agile e sempre portato a chiamare in causa gli spettatori. E lo fa in modo ironico, servendosi – come Brecht ha insegnato – del comico per veicolare una tematica seria.

Velásquez armato di uno smartphone e investito pittore di corte dal Re Filippo IV è alle prese con l’impossibilità di ritrarre un volto…

Il problema della rappresentazione tocca quotidianamente e da molto vicino i giovani spettatori: l’utilizzo dei social, molto diffuso fra i ragazzi, implica da parte dell’utente il dispiegamento di una precisa strategia di “rappresentazione di sé”, che è primariamente una “costruzione artificiale del sé”. Lo spettacolo cerca di renderli coscienti di questo fatto, provando a stimolare in loro una riflessione critica sulla realtà che li circonda, e sul rapporto che essi stessi intrattengono con questa realtà.

In Teseo fila la lana, Pollicino sbriciola per terra e Cartesio presta a Dante un gps per trovare la retta via invece Zeus e Prometeo sono nel bel mezzo di un litigio, Dante sciorina rime su una base trap, Pitagora e Cartesio affrontano la matematica applicata alla vita di tutti i giorni, la stessa che aiuterà Pollicino a uscire dai guai, mentre Teseo e Arianna se la vedono col Minotauro, senza poter utilizzare GoogleMaps…

I concetti di ordine e struttura tengono insieme miti greci e fiabe europee: il viaggio degli eroi qui procede a cavallo tra realtà e finzione, tra la Divina Commedia e il Discorso sul metodo, con Umberto Eco e Gilles Deleuze, alla ricerca di un ponte divulgativo familiare che unisca le grandi complessità del vivere umano.

L’impegno di ERT verso i più giovani, il desiderio di offrire loro degli utili punti di vista sul mondo in cui abitano, si coniuga con la relazione costante con i docenti delle scuole del territorio, che vagliano, condividono e accolgono le proposte della Fondazione. In questo caso i testi nascono da una commissione di ERT a un giovane pluripremiato drammaturgo (Premio Hystrio alla Drammaturgia  2018, solo per citare il riconoscimento più recente), che accetta la sfida di affrontare argomenti di carattere filosofico con un linguaggio pensato per gli studenti.

Più informazioni su