Faenza. Straordinari ospiti dal Brasile alla Casa del Teatro

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La Casa del Teatroospiterà, nelle sue uniche date in Romagna, la compagnia brasiliana Caravan Maschera Teatro, con due appuntamenti: sabato sera 14 dicembre, alle ore 21, in programma lo spettacolo di teatro d’immagine Vidas Secas, e domenica pomeriggio 15 dicembre, alle ore 16, una proposta per ragazzi di teatro di burattini Tiringuito, Luisa e la morte.

Vidas secas

Vidas secas ritrae in maniera asciutta e tagliente la saga di una famiglia che, per sfuggire alla morte certa dovuta al dilagare di una terribile siccità, vaga per il Sertão brasiliano alla ricerca di migliori condizioni di vita.
Il testo letterario di Graciliano Ramos viene rivisitato attraverso l’uso di marionette, maschere e in quasi totale assenza di parole.

Tiringuito

Tiringuito, Luisa e la morte racconta la storia di Tiringuito che è un povero e timido servo ed è innamorato di Luisa. Proprio nel giorno in cui trova il coraggio di chiedere la ragazza in sposa, appare la Morte, venuta per portare via con sé il giovane. I personaggi-burattini dello spettacolo nascono dagli archetipi della Commedia dell’Arte, della Guarattella napoletana e dei Mamulengos del Brasile. Tiringuito infatti non è un semplice servo, ma parente di sangue del Buffone medievale, pieno di vitalità, un antieroe irriverente e ribelle. E così affronterà con la sua gioia di vivere e il suo spirito indomabile ogni sorta di nemico, perfino la Morte.
E’ uno spettacolo di burattini che affascina grandi e piccini con giochi di scena, lazzi e scene di combattimento.

Caravan Maschera Teatro è una compagnia fondata nel 2010, con il desiderio di sperimentare e approfondire le forme di teatrali in cui prevale l’uso dell’immagine e dell’elemento visivo come forma di comunicazione: teatro di figura, forme animate, maschere, clown, teatro fisico, buffone e teatro visuale. In Brasile la compagnia ha sede nel TERRITORIO DAS ARTES CARAVAN MASCHERA, situato in un quartiere rurale della città di Atibaia (SP): il centro comunitario di quartiere viene trasformato in centro culturale e in spazio per prove, residenze e interscambi culturali all’interno del contesto periferico. Si realizzano attività di diffusione e sensibilizzazione all’arte: si impartiscono corsi che offrono una didattica integrata tra le arti (arti plastiche, teatro, fotografia, storia dell’arte, cinema e video) in un progetto che promuove il dialogo e il parallelismo tra le varie manifestazioni artistiche (www.projetoorun-aiye.com).

“Un teatro senza muri vuole aprirsi non solo a un nuovo pubblico, ma cerca di facilitare la frequentazione con modalità che diano a tutti i cittadini la possibilità, anche economica, di esserne parte – spiegano da La Casa del Teatroospiterà – . Continuiamo quindi con la formula proposta negli ultimi anni: non chiediamo di pagare un biglietto, ma di contribuire in maniera volontaria dopo la visione dello spettacolo, come segnale di consenso e di vicinanza, un regalo, non un obbligo. A ciascuno secondo le sue possibilità”.

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