Coronavirus: la lezione albanese

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Corsi e ricorsi storici. Il  premier albanese si è preso l’enorme soddisfazione di ricambiare il nostro aiuto nelle operazioni umanitarie (Pellicano ed Arcobaleno) mandandoci 30 medici per l’emergenza coronavirus. Ha detto Edi Rama: “Non siamo ricchi ma non privi di memoria e non dimentichiamo chi ci ha aiutato nel momento del bisogno. Quando una stanza della casa brucia, tutti i vicini debbono contribuire a spegnere l’incendio”.

Ancora, citando Madre Teresa, albanese, “nella notte, non maledire il buio, ma accendi una fiaccola”. Questa è l’Albania oggi a cui l’attuale Europa nega l’ingresso, mentre si tiene stretto il dittatore sovranista ungherese Orban. Il bel gesto ha anche un sapore beffardo: ogni anno centinaia di italiani vanno a studiare medicina in Albania per aggirare l’assurdo numero chiuso alle nostre Università.

Faleminderit, ossia grazie.

Angelo Ravaglia – Lugo

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