Biblioteca Gambalunga di Rimini presenta il ricco archivio del partigiano Gianni Quondamatteo

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Sabato 3 ottobre al Museo della Città, nella Sala del Giudizio alle 16.30, la Biblioteca Gambalunga (deposito secolare delle memorie della comunità riminese), presenta ai cittadini e agli studiosi il ricco archivio di Gianni Quondamatteo (Rimini, 19 marzo 1910-19 gennaio 1992), che raccoglie la vastissima documentazione prodotta nella sua cinquantennale attività politica e culturale.

Antifascista e partigiano, Quondamatteo militò nel partito comunista (sino all’espulsione nel 1968), ricoprì la carica di primo Sindaco di Riccione dopo la Liberazione (1944-1949), e nel 1947 fondò insieme al pittore e scenografo Paolo Bignami il Premio Riccione per il Teatro, per premiare la scrittura teatrale italiana contemporanea. I suoi ideali politici si tradussero in amore e passione per la cultura e il “parlare popolare” della Romagna, inteso, scrisse il grande linguista Tullio De Mauro, come uno  strumento di “militanza democratica e intelligente e appassionata”.

La sua fu un’attività di ricerca “corale”, fondata su testimonianze di ‘colti’ e ‘incolti’, di  specialisti quali Friedrich Schürr e Tullio De Mauro.  Ne nacquero:  il  vademecum gastronomico Mangiari di Romagna, scritto con Luigi Pasquini e Marcello Caminiti (1960), in cui si disquisisce anche di letteratura, tradizioni, usi e costumi, seguito, dopo quasi un ventennio, dal Grande dizionario (e ricettario) gastronomico romagnolo (1978); il recupero meritorio della poesia di Giustiniano Villa (1962, 1971), l’esplorazione delle svariate parlate romagnole e degli aspetti sociali della Romagna, che originò Tremila modi di dire dialettali  (1973-74) e la raccolta di racconti dialettali  intitolata E’ viaz. Racconti e fiabe di Romagna (1974). Quondamatteo, che dall’esperienza giornalistica derivò competenza e sensibilità divulgativa, cercò di distanziarsi dal cliché e dalla idealizzazione della Romagna, per raccontare una terra fatta di miseria e di ingiustizie sociali. Dalla proficua collaborazione con un giovane Giuseppe Bellosi, che sarebbe divenuto uno dei massimi studiosi dei dialetti romagnoli, nacquero Cento anni di poesia dialettale romagnola (1976),  Romagna civiltà (1977), Le parlate dell’Emilia e della Romagna (1979), con cui continuò la perlustrazione sui vari aspetti socio-linguistici che sarebbe sfociata nel Dizionario romagnolo (ragionato) (1982-83), “summa” di oltre vent’anni di ricerca e incontri con collaboratori provenienti dalle diverse città romagnole, la supervisione del glottologo Friedrich Schürr.

Grazie alla donazione della famiglia alla Biblioteca Gambalunga, gli studiosi, gli amateurs di cose dialettali e romagnole potranno indagare l’Archivio Quondamatteo,  curiosare fra carte, diari, quaderni, pieghevoli, fotografie, manifesti politici, disegni, ecc. (50 buste d’archivio) attraverso il catalogo on line della Biblioteca Gambalunga:  (https://opac.provincia.ra.it/SebinaOpac/resource/archivio-gianni-quondamatteo).

Oggi che i dialetti sono usciti dal rango di lingue subalterne, e  si sono rivelati un elemento fondamentale della cultura italiana,  una forma per arricchire il nostro modo di esprimerci e guardare le cose, esplorare l’archivio di Quondamatteo, che non volle abbandonare le voci del suo Dizionario a se stesse, ma intese farne motivo di storia locale, di costume e ambiente, significa leggere la nostra storia, ma anche esercitarci al plurilinguismo. Aspetto che secondo Tullio De Mauro è  “la via per la felicità”.

A guidarci alla conoscenza di Gianni Quondamatteo e della sua opera saranno l’etnologo, glottologo e poeta Giuseppe Bellosi (Gianni Quondamatteo, studioso della Romagna popolare e dialettale), lo scrittore e saggista Piero Meldini (I mangiari di Romagna), la bibliotecaria Mara Sorrentino (L’Archivio di Gianni Quondamatteo), il saggista e poeta Gianfranco Miro Gori (Più che un vocabolario. il Dizionario romagnolo di Quondamatteo), il ricercatore storico Paolo Zaghini (Il politico), Fabio Bruschi, già direttore del Premio Riccione (Il Sindaco che inventò il  Premio Riccione).

L’incontro sarà preceduto dai saluti dell’Assessore alla Cultura Giampiero Piscaglia e dei famigliari Quondamatteo. Coordinamento di Oriana Maroni, direttrice della Biblioteca Gambalunga.

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