Cena a 6 mani di Slow Food al Ristorante Cà del Pino per chiudere GiovinBacco 2020, per la biodiversità e l’ambiente

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Lunedì 26 ottobre Slow Food Ravenna organizza – come da tradizione – la cena conclusiva di GiovinBacco, la manifestazione che la condotta di Ravenna realizza insieme a Tuttifrutti e che si tiene nel prossimo weekend (venerdì 23, sabato 24 e domenica 25 ottobre). La cena di quest’anno è a sei mani e si tiene al Ristorante Cà del Pino di via Romea Nord 295 a Ravenna (tel. 0544 446031). Gli chef che prepareranno i piatti per la cena sono: Marco Cavallucci di “Casa Spadoni” già 2 stelle Michelin, Matteo Salbaroli di “Cucina del Condominio”, Mattia Borroni del “Ristorante Alexander”. Tutti e tre gli chef aderiscono al progetto Ravenna Food.

Costo della cena: 45,00 Euro per soci Slow Food, Ais e Ravenna Food CheftoChef, per i non soci 50,00 Euro. Info e prenotazioni (prenotazione obbligatoria entro venerdì 23 ottobre): per la Condotta Slow Food di Ravenna maurozanarini@gmail.com oppure 335 375212; per la Condotta di Godo Bassa Romagna 347 4524084 oppure slowfoodbassaromagna@gmail.com

Il Menù

Aperitivo di benvenuto dalla cucina preparato da Marco, Matteo e Mattia
Crudo di orata all’acqua pazza, vongole nostrane della Baiona, salicornia e limone a cura di Mattia
Risotto al germano reale con riduzione di sangiovese a cura di Marco
Bosega arrostita al timo, carciofo in umido e aglio nero a cura di Matteo
Castagne di Marradi, spuma di mascarpone e tartufo a cura di Marco

La Cantina: i vini in abbinamento sono stati selezionati tra le cantine presenti a GiovinBacco. I liquori di Leonardo Spadoni, contraddistinti dalla riscoperta di ricette artusiane per la produzione di liquori arcaici.

La cena si svolgerà secondo i protocolli di sicurezza anticontagio Covid-19. Si prega di segnalare eventuali intolleranze e/o allergie al momento della prenotazione.

“Cari Soci e Amici di Slow Food, da diversi mesi tutto il mondo è concentrato sulla crisi sanitaria e su quella economica che ne consegue. Ma la vera minaccia è la crisi ambientale, che amplifica enormemente le altre due. Da qui dobbiamo ripartire, per affrontare insieme la principale crisi del nostro tempo, per cambiare la situazione prima che sia troppo tardi. Per affrontare la crisi, abbiamo la risposta, e si chiama “biodiversità”. Come è possibile nutrire il pianeta garantendo a tutti un cibo buono, pulito e giusto? Come possiamo impegnarci per invertire un modello di sviluppo che genera disastri ambientali e sociali, erodendo il capitale naturale? Secondo Slow Food l’unica strada è ripartire dalla biodiversità in tutte le sue accezioni: dal livello invisibile dei batteri a quello delle specie, dei saperi e delle culture. La nostra proposta è più che mai attuale e urgente. Pertanto per la Cena conclusiva di GiovinBacco il filo conduttore non poteva essere che questo: ripartiamo dalla terra per proteggere la biodiversità”. Così si legge nella nota che ha diffuso Slow Food sulla cena.

 

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