“I Comunisti di Ravenna in Comune… Per non continuare a farci del male!”. Precisazioni sull’assemblea di RIC

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Con l’Assemblea di “Ravenna in Comune” dello scorso 14 ottobre, la terza di una trafila iniziata quest’estate con alcune dichiarazioni pubbliche di alcuni suoi esponenti, si chiude di fatto – almeno per noi – l’esperienza della Lista Unitaria di alternativa al PD che nel 2016 tante speranze aveva acceso nell’elettorato cittadino. Da qui nasce la nostra scelta di consiglieri territoriali di RiC iscritti aRifondazione Comunista di rendere pubblica una riflessione, che ha interessato – oltre noi – altri compagni iscritti, simpatizzanti e “semplici” cittadini.

Lo facciamo, non solo per amor di chiarezza ma, soprattutto, perché crediamo che RiC, per il lavoro svolto e per le intelligenze che ha mobilitato, possa essere ancora uno strumento importante per l’Unità della Sinistra di Alternativa al PD, ai suoi alleati e alle sue politiche neo liberiste. Ebbene, nonostante i risultati ottenuti dalla nostra Lista “RiC”, nel corso di questi ultimi mesi, alcuni esponenti hanno voluto leggere nel cambiamento della composizione del governo nazionale -“sicuramente diverso dalla coalizione “giallo-verde”, hanno affermato taluni – un cambiamento di linea anche nel governo cittadino e, con la “paura dell’uomo nero” e il solito mito del “voto utile” vorrebbero aprire una “linea di credito” per impegnare Ravenna in Comune in un confronto che approdi, “se possibile” affermano (bontà loro), ad un’alleanza di programma, a sostegno di de Pascale.

A questa “lettura” dei buoni sentimenti ma lontana dalla realtà dei fatti con cui la Giunta de Pascale continua ad amministrare la Città, noi non ci stiamo. Se non abbiamo mai fatto mistero, infatti, della nostra ostilità ad un Governo centrale accentratore, più attento a sostenere le imprese e le attività economiche che ad investire in Sanità e Istruzione Pubbliche; garantire buona occupazione e migliori salari e stipendi; agire con un efficace piano di Trasporto pubblico, altrettanto non abbiamo nascosto il nostro giudizio severo verso una Giunta che, in nome della sicurezza e per ingraziarsi i favori della sua “destra” interna, mentre “aggiusta” e fa a pezzi i regolamenti comunali per favorire commercio ed edilizia, se la prende con i più poveri.

Per questo motivo e tenuto conto dei risultati del lavoro fatto da RiC che ci ha consentito di essere riconosciuti come gli unici oppositori alle politiche del PD, riaffermiamo qui quanto ribadito durante l’Assemblea del 14 ottobre ricordando che:

  1. Ravenna in Comune nasce per rappresentare quei cittadini che non si riconoscono nelle politiche del PD e dei suoi alleati (di centro, di sinistra e di destra) e per dare corpo alla riaggregazione della Sinistra alternativa al PD, appunto, fondata sulla rappresentanza sociale e il coinvolgimento dei corpi sociali intermedi;
  2. È solo in questo contesto di ampliamento della democrazia partecipata che le forze politiche, la nostra compresa, che partecipavano al progetto di Ravenna in Comune hanno accettato di cedere sovranità alla Lista per evitare che quel 6 per cento di elettorato si trasformasse in astensione dal voto.

Essere aperti alle diverse sensibilità e valori presenti in RiC non ci consente, però, oggi come iscritti a Rifondazione Comunista di accettare una “cessione di sovranità al buio” con il rischio di ritrovarci, con una Lista snaturata e pronta a consegnare questa esperienza di cammino comune ad una inutile collocazione codina del PD senza più alcuna prospettiva di cambiamento.Vogliamo continuare ad impegnarci a portare avanti il programma di RiC nella sua originaria collocazione politica per questo siamo indisponibili a proseguire in un confronto defatigante fatto di regole di democrazia “a posteriori”.

Continuare a farci del male non è nel nostro stile! Proprio per questo motivo, ci impegneremo, all’interno delle strutture di direzione di Rifondazione Comunista di Ravenna, per creare le condizioni perché il nostro Partito metta a disposizione, di quell’elettorato che ci diede fiducia 5 anni fa, il nostro simbolo e la nostra organizzazione, in un rapporto aperto con altre forze politiche che si riconoscono ancora nel progetto originario di RiC, per organizzare la presenza di una Lista di Alternativa al PD anche alle prossime elezioni amministrative. Non si tratta di chiudere prima del tempo alcuna porta né, come ha affermato qualcuno, di porre pregiudiziali che altri, al contrario, hanno tentato di “imporci”. Su altre strade, con gl’interlocutori che avranno recuperato i presupposti del 2016, saremo disponibili ad incontrarci per aprire una nuova fase politica a Ravenna sempre con l’obiettivo di dare voce a chi non si rassegna.

Alessandro Bongarzone, vice presidente Consiglio territoriale di Mezzano
Domenico Gavella, capogruppo di Ravenna in Comune Consiglio territoriale di Mezzano
Daniele Ballardini, capogruppo di Ravenna in Comune Consiglio territoriale di Piangipane 

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