SOS Donna Faenza realizza progetto di empowerment economico grazie all’8 per mille della Chiesa Valdese

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L’Associazione SOS DONNA di Faenza, centro contro la violenza alle donne, a partire da Ottobre 2019 e per tutto il 2020 ha realizzato un progetto di empowerment economico e lavorativo per donne vittime di violenza, grazie al contributo dell’8 per mille della Chiesa Valdese.

Obiettivo del Progetto, spiegano, “è stato quello di rafforzare le azioni realizzate attraverso gli Sportelli di Accompagnamento ed Orientamento al lavoro che l’Associazione SOS Donna ha attivato sia sul territorio di Faenza, sia con un punto di ascolto sito a Riolo Terme, per tutte le donne in situazioni di difficoltà dell’Unione della Romagna Faentina. Un lavoro dignitoso, la conoscenza dei propri diritti ed il supporto da parte di una rete formale e informale sul territorio sono fondamentali per il percorso di uscita dalla violenza. Lo Sportello di Orientamento al Lavoro rappresenta un “luogo intermedio”, un filtro fra il Centro, e il mondo esterno: è un luogo dove cominciare a ricollocarsi, ad accorciare le distanze con una realtà lavorativa spesso non percepita, o sentita come lontana ed ostile, un luogo per creare reti, opportunità, agganci con altre persone e per spingersi quindi sempre più verso l’esterno”.

Nonostante la grave situazione legata alla diffusione della pandemia COVID-19 correlata, il Centro Antiviolenza SOS Donna “è sempre rimasto aperto, anche implementando attività da remoto, per offrire sostegno alle donne nuove ed a tutte quelle già in percorso. Abbiamo, quindi, continuato anche le attività degli Sportelli Lavoro, essenziali specialmente in un momento in cui tutto il peso di cura della famiglia e dei minori è ricaduto sulle spalle della popolazione femminile, causando passi indietro ed in alcune occasioni l’intensificarsi della violenza per alcune di quelle donne, per cui la ricerca lavoro ed un suo reperimento rappresentano l’unica occasione per uscire da contesti maltrattanti. Da ottobre 2019 a ottobre 2020 si sono rivolte allo Sportello di orientamento e accompagnamento al lavoro dell’Associazione SOS Donna, 44 donne (25 di queste a Riolo Terme), che hanno usufruito di tale servizio per la prima volta. Delle 44 donne seguite, 28 hanno trovato un lavoro tramite lo sportello lavoro, mentre le altre sono ancora in percorso ed in cerca di occupazione, avendo attivato, laddove possibile, percorsi formativi che permettessero loro di migliorare qualifiche e risorse”.

I motivi che rendono spesso difficoltoso per le donne trovare un lavoro, spiegano, “sono legati alla scarsa conoscenza della lingua italiana, per esempio, per le donne straniere, che abbiamo sostenuto conseguentemente nell’apprendimento della lingua, od al fatto di avere figli piccoli da accudire, senza una rete di sostegno od alla mancanza della patente e quindi di un’auto. Proprio per questo motivo, grazie al Progetto “Un Lavoro per ricominciare” abbiamo potuto anche sostenere due donne per ottenere il conseguimento della patente di guida, requisito che attualmente è indispensabile per poter rispondere ad un maggior numero di offerte lavorative. Attraverso il lavoro delle operatrici di Sportello inoltre nell’ambito del coordinamento del progetto, sono stati organizzati vari incontri con aziende del territorio per promuovere una maggiore conoscenza reciproca tra Centro Antiviolenza e realtà aziendali, al fine di creare, tra tali attori, sinergie e possibilità di collaborazione in grado di incrementare l’occupazione e l’occupabilità delle donne, specialmente di coloro che vertono in condizioni di vulnerabilità, come le donne in fuoriuscita dalle violenze, oltre a creare momenti informativi nelle aziende al fine di sviluppare al loro interno e grazie allo scambio con operatrici esperte, conoscenze attorno al fenomeno della violenza maschile contro le donne, della violenza di genere, con particolare enfasi sulla violenza economica”.

 

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