Ravenna. Al Teatro Alighieri concerto in streaming del maestro Riccardo Muti con l’orchestra Cherubini

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“Impariamo a superare la distanza dal pubblico attraverso l’immaginazione,” spiega Valentina Benfenati, 24 anni, violino di spalla dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini; perché immaginazione, passione, studio e coraggio sono indispensabili per tornare a fare musica insieme, uniti dal generoso gesto di Riccardo Muti per il concerto in streaming gratuito domenica 22 novembre, alle 11 del mattino, sul sito ravennafestival.live.

Con un programma interamente schubertiano – la Sinfonia n. 3 e l’Incompiuta – Muti e i giovani musicisti riaprono virtualmente le porte del Teatro Alighieri per raggiungere le case di spettatori in tutto il mondo. Un’iniziativa che si rinnoverà la domenica seguente, 29 novembre, con un programma italiano di Martucci, Puccini e Verdi. Entrambi i concerti rimarranno disponibili on demand per 15 giorni e chi si iscrive alle newsletter di Ravenna Festival e Riccardo Muti Music riceverà in regalo contenuti speciali dalle prove. Il doppio appuntamento è reso possibile dalla collaborazione fra Ravenna Festival, Fondazione Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e RMMUSIC, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. Nell’ambito del progetto “ANSA per la cultura”, i concerti saranno visibili anche su ANSA.it.

Mai eseguite durante la vita del compositore, Terza e Ottava sinfonia intrecciano curiosamente i loro destini nel 1865 a Vienna, dove la prima dell’Incompiuta viene “completata” con l’ultimo movimento della Terza. In questa, opera mediana nella produzione sinfonica giovanile di Schubert, saltano all’orecchio la vena cantabile e la freschezza dell’invenzione melodica che si dispiegano dopo l’inquieto Adagio introduttivo. Tanto che, oltre alle inflessioni danzanti tipicamente viennesi, più osservatori vi intravedono un piglio rossiniano. Nel modello orchestrale fedele a Mozart e Haydn ancora non affiora il sofferto spessore espressivo delle Sinfonie più mature, quella in do maggiore, detta Grande, e in particolare l’Incompiuta. Che, a dispetto dell’appellativo e dei soli due movimenti (del terzo non vi sono che una manciata di battute), incompleta non è. Dalle viscere del sentimento risuonano le prime otto battute, violoncelli e contrabbassi, a segnare la qualità di una scrittura del tutto nuova, nel trattamento tematico, nel tessuto armonico e nelle sfumature timbriche: uno sguardo verso territori inesplorati.

“Per fortuna le prove con il Maestro non sono mai soltanto una preparazione al concerto, ma una preziosa lezione su come si sta in orchestra, su quello che suoniamo e perché lo suoniamo” racconta ancora Valentina Benfenati circa la sfida di suonare in un’orchestra distanziata e con la consapevolezza che al termine del concerto non ci saranno applausi in sala ma solo silenzio. “Al primo lockdown, in primavera, ci siamo visti crollare il mondo addosso – dice Valentina -. Ma nei mesi successivi abbiamo ritrovato coraggio, forza, speranza, perché abbiamo potuto impegnarci in maniera continuativa per la musica, che è la nostra passione ma anche il nostro lavoro. Ancora una volta ci rendiamo conto di quanto lavorare in quest’orchestra e con il Maestro Muti può fare la differenza”. Così i giovani della Cherubini restituiscono alla città di Ravenna, sempre più loro “casa”, quel cuore culturale che è il Teatro, attraverso due domeniche di musica che ne riaprono virtualmente le porte a spettatori di tutto il mondo.

Il primo streaming nella storia del Teatro Alighieri può contare sull’esperienza e la competenza maturate da Ravenna Festival nei mesi estivi, quando l’accoglienza in piena sicurezza del pubblico è stata accompagnata dalla trasmissione degli spettacoli su piattaforma creata ad hoc. “Abbiamo raggiunto 45 mila spettatori in 143 Paesi – ricorda il Sovrintendente Antonio De Rosa – ma soprattutto abbiamo cresciuto un team audio-video affiatato e orientato alla massima qualità possibile. Non possiamo rinunciare all’emozione dello spettacolo dal vivo, ma il digitale offre strumenti per aiutarci a sostenere artisti e lavoratori del settore, mentre rendiamo musica e cultura accessibili e continuiamo a promuovere l’immagine della nostra città, così ricca in storia e bellezza, in tutto il mondo”. Il riferimento è anche alla clip video che precederà la trasmissione del concerto, dedicata alla Ravenna “dantesca” sulle note del brano Quivi sospiri che il compositore cinquecentesco Luzzasco Luzzaschi creò su versi del canto III dell’Inferno.

Il dialogo con spettatori stranieri sarà particolarmente fitto grazie ad alcuni streaming partner selezionati che trasmetteranno i concerti sui propri siti e portali, a partire dallo Spring Festival di Tokyo – già al fianco di Ravenna Festival per i concerti dell’Amicizia che nel 2016 celebrarono i 150 anni di relazioni diplomatiche fra Italia e Giappone – fino alle pagine web di El País e Rossijskaja Gazeta per il pubblico di lingua spagnola e russa. Il Teatro Alighieri, insomma, non è mai stato così grande. E la sua acustica unica sarà ricreata attraverso l’utilizzo della tecnologia d&b Soundscape e il software En-scene. Chi sceglie cuffie o auricolari potrà infatti apprezzare al meglio l’esperienza audio immersiva, frutto di una ricerca del suono che si sviluppa attraverso la misurazione della risposta acustica del Teatro e la sua riproduzione anche per l’audio domestico. L’Alighieri è uno dei soli otto luoghi al mondo inseriti nel software e il solo teatro italiano, accanto a diverse sale della Wiener Konzerthaus e alla sala concerti del Centro Congressi di Lucerna.
Per una migliore visualizzazione su smartphone e tablet, è disponibile gratuitamente la APP di ravennafestival.live per Android e iPhone.

I concerti concludono la XXXI edizione del Festival, che anche quest’anno ha potuto contare sul sostegno del Comune di Ravenna, della Regione Emilia-Romagna e del MiBACT, partner principale Eni.

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