Campagna vaccinale anti-Covid: ecco qualche risposta alle tante domande dei cittadini

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È in pieno svolgimento la campagna di vaccinazione anti-Covid in Italia. Attualmente siamo nella prima fase, che prevede – come stabilisce il Piano strategico nazionale – la vaccinazione del personale sanitario, degli addetti e degli ospiti delle strutture per anziani o Rsa. Al momento in Italia sono stati vaccinate circa 720 mila persone (vedi immagine).

IL PIANO STRATEGICO NAZIONALE NELLA VERSIONE INTEGRALE: Piano_strategico_vaccini

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Malgrado la campagna vaccinale sia in corso da ormai 15 giorni, sono ancora molte le domande che i cittadini si pongono, alle quali cercano risposte e parole di chiarezza. Ecco perché abbiamo pubblicato il piano strategico nella versione integrale, che potete leggere e scaricare, ed ecco perché riportiamo qui sotto, dal sito nazionale dedicato alla campagna vaccinale, le domande e le risposte più frequenti.

1 – Quali sono gli obiettivi della campagna vaccinale contro il Covid?

L’obiettivo della campagna di vaccinazione della popolazione è raggiungere al più presto l’immunità di gregge per il Covid. La campagna è partita il 27 dicembre, vista l’approvazione da parte dell’EMA (European Medicines Agency) del primo vaccino anti Covid-19. Dopo una fase iniziale, che dovrà essere limitata, per il numero di dosi consegnate, essa si svilupperà in continuo crescendo. I vaccini saranno offerti a tutta la popolazione, secondo un ordine di priorità, che tiene conto del rischio di malattia, dei tipi di vaccino e della loro disponibilità.

2 – I vaccini sono sicuri?

I vaccini vengono autorizzati solo dopo un’attenta valutazione del profilo di sicurezza in base agli studi effettuati nella fase di sperimentazione. In ogni caso il profilo di sicurezza verrà continuamente monitorato anche dopo l’autorizzazione.

3 – È obbligatorio vaccinarsi?

Al momento no e non è intenzione del Governo decidere l’obbligatorietà della vaccinazione. Nel corso della campagna sarà valutato il tasso di adesione dei cittadini. Se l’adesione volontaria sarà molto alta non si porranno problemi di obbligo per raggiungere l’immunità di gregge. In caso contrario, l’obbligatorietà potrebbe tornare in discussione.

4 – Quali sono le categorie prioritarie nella fase iniziale della vaccinazione?

  • Operatori sanitari e sociosanitari. Gli operatori sanitari e sociosanitari “in prima linea”, sia pubblici che privati accreditati, hanno un rischio più elevato di essere esposti all’infezione da COVID-19 e di trasmetterla a pazienti suscettibili e vulnerabili in contesti sanitari e sociali. Inoltre, è riconosciuto che la vaccinazione degli operatori sanitari e sociosanitari in prima linea aiuterà a mantenere la resilienza del servizio sanitario.
  • Residenti e personale dei presidi residenziali per anziani. Un’elevata percentuale di residenze sanitarie assistenziali (RSA) è stata gravemente colpita dal COVID-19. I residenti di tali strutture sono ad alto rischio di malattia grave, a causa dell’età avanzata, della presenza di molteplici comorbidità, e della necessità di assistenza per alimentarsi e per le altre attività quotidiane.
  • Persone di età avanzata. Un programma vaccinale basato sull’età è generalmente più facile da attuare e consente di ottenere una maggiore copertura vaccinale. È anche evidente che un programma basato sull’età aumenti la copertura anche nelle persone con fattori di rischio clinici, visto che la prevalenza di comorbidità aumenta con l’età. Pertanto, considerata l’elevata probabilità di sviluppare una malattia grave e il conseguente ricorso a ricoveri in terapia intensiva o sub-intensiva, questo gruppo di popolazione rappresenta una priorità per la vaccinazione.

5 – Rientro fra le categorie interessate al vaccino nella prima fase, che cosa devo fare?

  • Nella prima fase, quella in corso, la vaccinazione è riservata ai professionisti sanitari, al personale sanitario e sociosanitario di ospedali e servizi territoriali del nonché agli ospiti e al personale dei presidi residenziali per anziani. Tali categorie sono contattate con chiamata diretta dal Servizio sanitario, su base territoriale, e informate sulle procedure da seguire.

6 – Non rientro fra le categorie da vaccinare in questa prima fase, che cosa debbo fare?

La campagna di vaccinazione proseguirà a fasi che dipenderanno dalla quantità di vaccini disponibili, dalle indicazioni delle autorizzazioni EMA (European Medicines Agency) per ogni nuovo vaccino e, in ogni caso, riguarderanno nell’ordine le classi di popolazione indicate nel Piano Strategico Vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19. Le indicazioni potranno essere aggiornate in base all’evolversi della pandemia, delle conoscenze provenienti dalla ricerca scientifica e della disponibilità di vaccini.
Al momento queste sono le categorie individuate:

  • la prima categoria è composta da personale sanitario e sociosanitario (è in corso la loro vaccinazione);
  • la seconda categoria comprende gli ospiti e il personale dei presidi residenziali per anziani (è in corso la loro vaccinazione);
  • la terza categoria è composta dalle persone che hanno dagli 80 anni in su (la loro vaccinazione è preventivata dopo la vaccinazione delle prime due categorie);
  • la quarta categoria è formata dalle persone che hanno dai 60 ai 79 anni (la loro vaccinazione è preventivata dopo la vaccinazione delle prime tre categorie);
  • la quinta categoria è composta da persone di ogni età che soffrono di più di una patologia cronica pregressa, immunodeficienze e/o disabilità (la loro vaccinazione è preventivata dopo la vaccinazione delle prime tre categorie).

È in corso un dibattito per stabilire come e quando vaccinare il personale dei servizi essenziali (dalla scuola ai trasporti, per esempio). Attualmente i centri di vaccinazione sono concentrati in poche realtà, man mano che si vaccinerà una fascia più ampia di popolazione verranno moltiplicati anche i centri di vaccinazione. È prevista nelle fasi successive alla prima anche la vaccinazione presso gli ambulatori medici. Saranno attivati per questo canali di informazione per i cittadini e linee di prenotazione per chi intende vaccinarsi.

7 – I minori possono essere vaccinati?

Il primo vaccino approvato da EMA (European Medicines Agency) quello Pfizer non è attualmente raccomandato per i bambini di età inferiore a 16 anni. L’Agenzia europea, così come le altre agenzie internazionali, attendono ulteriori studi per poter autorizzare la vaccinazione sulla popolazione pediatrica. Il vaccino Moderna non è per ora somministrabile a chi ha meno di 18 anni.

8 – Le persone immunodepresse possono essere vaccinate?

Sono disponibili dati limitati sulle persone con immunodeficienza o in trattamento con farmaci immunomodulanti. Sebbene tali soggetti possano non rispondere altrettanto bene al vaccino, non sussistono particolari problemi di sicurezza. Secondo il Piano strategico le persone con immunodeficienza o in trattamento con farmaci immunomodulanti dovranno essere vaccinate nelle prime fasi, in quanto maggiormente suscettibili di ammalarsi di Covid-19.

9 – Le persone che hanno avuto il Covid potranno essere vaccinate?

Sì. Siccome si ritiene abbiano al momento una certa copertura immunitaria, la loro vaccinazione è prevista dopo altre categorie più a rischio.

10 – Chi controlla le eventuali reazioni avverse dopo il vaccino? A chi comunicarle?

L’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), oltre alle attività di farmacovigilanza normalmente previste per farmaci e vaccini (basate sulle segnalazioni spontanee e sulle reti di farmacovigilanza già presenti), promuoverà l’avvio di alcuni studi indipendenti post-autorizzativi sui vaccini COVID-19. Le attività di vigilanza riguarderanno sia la raccolta e valutazione delle segnalazioni spontanee di sospetta reazione avversa (farmacovigilanza passiva) che azioni proattive, attraverso studi/progetti di farmaco-epidemiologia (farmacovigilanza attiva). L’AIFA si è dotata di un Comitato scientifico, che, per tutto il periodo della campagna vaccinale, avrà la funzione di supportare l’Agenzia e i responsabili scientifici dei singoli studi nella fase di impostazione delle attività, nell’analisi complessiva dei dati che saranno raccolti e nell’individuazione di possibili interventi. La finalità è quella di disporre, anche attraverso una rete collaborativa internazionale, della capacità di evidenziare ogni eventuale segnale di rischio e, nel contempo, di confrontare i profili di sicurezza dei diversi vaccini che si renderanno disponibili e di fornire raccomandazioni.

11 – Quali vaccini arrivano in Italia e quando?

Le tempistiche e le cifre potranno essere soggette a variazioni in funzione dei processi di autorizzazione e assegnazione delle dosi. L’Italia, in base agli accordi stipulati, potrà contare sulla disponibilità delle seguenti dosi (stima quantità di dosi di vaccino disponibili (in milioni) in Italia, per trimestre (Q) e per azienda produttrice, in base ad accordi preliminari d’acquisto (APA) sottoscritti dalla Commissione europea e previa Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC)): 

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12 – Quante dosi servono per avere la copertura immunitaria?

Per quasi tutti i vaccini vicini all’autorizzazione al momento sono previste due dosi a distanza di qualche settimana in base al tipo di vaccino. Attenzione, come per qualsiasi vaccino la copertura immunitaria non è assicurata al 100%. Nei casi dei due vaccini finora autorizzati in Italia (Pfizer e Moderna) la copertura è del 95%.

13 – È previsto il rilascio di un certificato internazionale che accerti l’avvenuta vaccinazione?

Sicuramente sarà rilasciata una normale certificazione di avvenuta vaccinazione. Istituzioni internazionali quali la Commissione Europea e l’OMS stanno valutando una proposta di certificato internazionale digitale.

 

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