Angelini (ASL Romagna): la campagna vaccinale sta andando bene, se ci sono i vaccini entro l’estate ce la facciamo

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Preoccupata per l’andamento della pandemia e per quella maledetta curva dei contagi che non accenna a calare, ma “carica” e soddisfatta per come procede la campagna vaccinale, con una media di 800 persone a cui viene somministrato ogni giorno il siero Pfizer Biontech in provincia di Ravenna. Così troviamo la dottoressa Raffaella Angelini, Dirigente dell’Igiene Pubblica dell’ASL Romagna, da 10 mesi in trincea sul fronte della lotta al Coronavirus. Una battaglia che ha lasciato sul campo a Ravenna purtroppo tanti, troppi morti (quasi 600 dall’inizio della pandemia) ma che ora finalmente – con il vaccino – fa intravedere il classico spiraglio di luce in fondo al tunnel. E la speranza è davvero quella di riuscire a vaccinare tutti o quasi entro l’estate. È quella la grande sfida che la dottoressa Angelini è sicura di riuscire a vincere: “se ci danno i vaccini ce la facciamo” dice. Non a vaccinare tutti, ma quantomeno a vaccinare quelli che servono a raggiungere l’immunità di gregge.

L’INTERVISTA

Dottoressa Angelini, facciamo il punto ancora una volta sulla pandemia a Ravenna. Questa maledetta curva non si abbassa più, i contagi continuano a essere in numero molto elevato e, soprattutto, registriamo tanti morti.

“Sì. È angosciante questa mortalità così alta. Gli ultimi due o tre giorni vanno un po’ meglio dei precedenti sul piano dei contagi, fanno ben sperare, però occorre prendere in considerazione almeno l’arco temporale di una settimana per capire se si può parlare di un piccolo miglioramento. Purtroppo la curva del contagio rimane a livelli molto alti, non accenna a imboccare la strada della discesa. La ragione è legata all’aumento della mobilità e delle relazioni sociali che abbiamo registrato prima di Natale. Poi sono state prese le misure restrittive per il Natale, ma è ancora presto per vederne tutti gli effetti, per capire cioè se le misure prese sono state efficaci.”

Diversi lettori ci scrivono dicendo che le misure prese non hanno funzionato, non si è salvato il Natale e i contagi continuano… tanto valeva allora riaprire tutto. Le chiedo un commento.

“Per salvare il Natale bisognava chiudere dicembre, tutto dicembre, non riaprire l’8 dicembre per dare alle persone due weekend per lo shopping e gli acquisti, che poi abbiamo visto come sono andati: strade e piazze piene. Non ci voleva il cashback, non bisognava incentivare la corsa agli acquisti e via dicendo. Purtroppo l’epidemia ci sta mostrando da tempo una cosa molto chiara: se noi rincorriamo il virus sbagliamo, perché lui viaggia più forte e si diffonde più in fretta di quanto siamo in grado noi di intervenire. Noi dobbiamo riuscire invece ad anticiparlo. I positivi di oggi sono il frutto di contagi avvenuti per lo più 14 giorni fa. A Natale abbiamo avuto il picco dei contagi avvenuti nei 15 giorni prima di Natale. Funziona così.”

Senza considerare che in tutta questa fase non è mai stato fatto un lockdown totale come in marzo e aprile, e quello sì funzionò.

“Certo. E si è visto bene con i dati, che in queste settimane hanno abbattuto la curva del contagio le Regioni finite in zona rossa, dove le misure erano più rigide. Le Regioni sempre gialle come il Veneto adesso sono in grave difficoltà per l’aumento dei contagi. Ma va detto che oggi è difficile parlare di lockdown quando la gente è esasperata. Purtroppo il virus non ci fa sconti perché siamo stressati. E tutto questo influisce anche su una campagna vaccinale che parte in presenza di un’ampia circolazione del virus. Diventa tutto più difficile. Io spero che questi segnali timidi di miglioramento di questi giorni che vediamo a Ravenna si rafforzino. Per quanto riguarda i ricoveri ospedalieri, la situazione è difficile, da guardare con attenzione, ma non critica.”

Come spiega questa mortalità così elevata a Ravenna negli ultimi due mesi, non passa giorno senza diversi morti, spesso anche con numeri a due cifre.

“La mortalità è elevata perché è elevato il numero dei contagiati in generale e perché, in particolare, sono state interessate tante strutture per anziani, nelle quali, quando entra, il virus fa danni molto gravi. La mortalità del virus fra le persone sopra gli 80 anni arriva al 20-25%.”

Le persone si chiedono se ci sono responsabilità, se non si potesse fare meglio nelle strutture per anziani per tenere fuori il virus, più controlli, più attenzioni, più dispositivi. Si è fatto abbastanza secondo lei?

“Le strutture per anziani non sono sigillate o murate. Il personale entra ed esce e anche se gli addetti non fanno nulla di strano o di sbagliato, con la circolazione così forte del virus è impossibile pensare di poter tenere tutti gli addetti fuori da qualsiasi contatto potenzialmente contagioso, in famiglia, per strada, quando vanno a fare la spesa. È molto facile infettarsi. Poi è molto difficile intervenire quando il virus è entrato in una struttura.”

Ogni quanto tempo fate lo screening al personale e agli ospiti in condizioni normali?

“I tamponi vengono fatti al personale ogni 15 giorni e agli ospiti ogni 30. Quando nello screening periodico troviamo un operatore positivo facciamo subito il tampone a tutti gli ospiti. Se non ci sono altri casi ripetiamo i tamponi dopo una settimana. Purtroppo in questi casi l’esperienza ci dice che spesso si parte con un positivo e poi al controllo successivo i positivi sono diventati 5 o 10 e così via. In parecchie situazioni in due settimane il virus finisce per colpire l’80% degli ospiti e molti fra gli addetti. Come dicevo, è difficile riuscire a prevenire la diffusione del virus in una struttura. La situazione delle Rsa è oggettivamente complicata, perché ci sono anziani fragili che vanno trattati con un contatto diretto e sistematico quotidiano fra paziente e operatore, quindi ci sono tutte le condizioni per la diffusione del virus. Fanno notizia gli anziani che purtroppo non ce la fanno: per fortuna sono tanti anche quelli che guariscono, naturalmente.”

Quando parliamo di questa alta mortalità dimentichiamo spesso anche che la nostra provincia è una delle più “vecchie” d’Italia e con tante strutture per anziani.

“Esattamente. Io penso che nelle strutture per anziani la situazione cambierà radicalmente solo grazie alla campagna vaccinale che è cominciata e sta proseguendo a pieno ritmo. Gli operatori delle Rsa sono già venuti per la maggior parte a vaccinarsi una prima volta nel centro vaccinale. Adesso è cominciata la vaccinazione degli anziani e stiamo andando a ritmo sostenuto, anche se in questo caso i tempi sono più lenti, perché gli anziani non si possono spostare, bisogna vaccinarli dove risiedono, richiedono più cura. Comunque la prossima settimana dovremmo terminare la prima vaccinazione in tutte le Rsa accreditate, cioè le grosse strutture, e poi passeremo a quelle più piccole. ”

Ma così saremo a metà strada, perché servirà la seconda dose.

“Certamente. Partiremo subito dopo con la seconda dose, che deve essere iniettata almeno dopo tre settimane, come si sa.”

Veniamo appunto alla campagna vaccinale. In Romagna, in questa prima fase avete l’obiettivo di vaccinare 24 mila persone, che poi sono tutti i sanitari e i parasanitari, gli anziani delle Rsa e gli operatori delle stesse strutture. Un terzo di queste persone da vaccinare sono a Ravenna. 

“Sì, nella prima fascia sono stati inseriti tutti coloro che gravitano nelle strutture sanitarie, compresi gli addetti alle pulizie degli ospedali e i manutentori, sono considerati ovviamente i medici di base e da ultimo anche gli odontoiatri. Poi attendiamo dalla Regione ulteriori indicazioni per alcune categorie da inserire nel primo step di vaccinazione.”

E il primo step si chiuderà a metà febbraio con la somministrazione ai 24 mila anche della seconda dose.

“Esatto.”

Dopo si passerà al secondo step: quali categorie interesserà?

“Gli over 80, che non sono nelle strutture per anziani. Adesso non mi chieda come li vaccineremo, perché dipenderà da che vaccino abbiamo a disposizione e da alcuni aspetti organizzativi che devono ancora essere messi a punto. Per esempio, se arriva il vaccino Moderna in quantità sufficiente, sarà più semplice fare la vaccinazione, perché è un vaccino più semplice da distribuire e conservare. In questo caso si possono interessare anche i medici di base. Se avremo invece ancora il vaccino Pfizer, dovremo comunque pensare a una moltiplicazione dei punti di vaccinazione perché non è pensabile spostare migliaia di persone anziane in pochissimi centri. L’organizzazione è da mettere a punto.”

Il personale dei servizi essenziali, per esempio il personale della scuola o gli addetti ai trasporti, in che fascia sarà inserito?

“Dovrebbe essere nella terza fascia, dopo gli ultra ottantenni. Quindi stiamo parlando di fine marzo-aprile, secondo il calendario stilato dal piano di vaccinazione nazionale.”

Nella terza fascia ci saranno anche le persone fra i 60 e gli 80 anni.

“Sì. E poi tutte le persone fragili, con certe patologie, di qualunque età. Ma qui andiamo così avanti che per ora non abbiamo informazioni in più da fornire oltre queste così generiche.”

Tuttavia le persone chiedono: quando toccherà a me, chi me lo dirà, chi mi contatterà, che cosa dovrò fare?

“In tempo utile daremo tutte le informazioni necessarie ai cittadini. Così come facciamo per tutte le campagne vaccinali o per gli screening. Le persone non dovranno arrangiarsi, saranno ben informate e indirizzate. Per esempio, per il vaccino anti-influenzale i medici di base chiamano i pazienti e noi mandiamo un sms. Per l’anti-pneumococco mandiamo una lettera. Quando sarà il momento sarà tutto chiaro e ben organizzato. E a quel punto penso che avremo a disposizione anche il vaccino AstraZeneca, che è poi quello più facile da utilizzare e somministrare.”

Qualcuno si chiede perché non si è cominciato a vaccinare dai più giovani. Ignorando che i ragazzi sotto i 16 anni non possono attualmente essere vaccinati con Pfizer e quelli sotto i 18 anni non possono essere vaccinati con Moderna. Non è così?

“È così, perché per fare in fretta i vaccini sono stati testati in particolare sulla popolazione più a rischio, che non sono appunto i giovani. I test dei vaccini sui giovani però si stanno facendo e si faranno e prossimamente sono certa che sarà possibile vaccinare anche i giovani, quando gli studi saranno completi.”

Per ora qual è stata la risposta alla campagna vaccinale da parte delle categorie interessate? Ci sono stati rifiuti?

“Più che rifiuti io ho visto persone che si lamentavano perché non potevano ancora vaccinarsi e avevano desiderio di farlo al più presto. Non ho dati aggiornati su quanti sono stati vaccinati e quanti no. Guarderemo i dati e se troveremo delle sacche di operatori restii al vaccino faremo degli interventi mirati. Comunque, l’adesione mi sembra alta.”

Molti si chiedono come certificare l’avvenuta vaccinazione, certificato che può servire sul lavoro, per viaggiare e in altri ambiti. Rilasciate direttamente voi il certificato?

“Sì. Lo rilasciamo sia dopo la prima dose sia dopo la seconda. Se uno si ferma i minuti necessari e ha voglia di aspettare glielo diamo su carta. Chi ha il fascicolo sanitario elettronico si trova lì la certificazione della vaccinazione. E sarebbe ora che le persone accedessero al fascicolo sanitario elettronico (si può fare anche con lo SPID, ndr) perché è comodo, fa guadagnare tempo, fa risparmiare carta e uno si ritrova archiviati tutti i suoi dati.”

Dopo due settimane, che dice, è ottimista sulla campagna vaccinale? Ce la faremo a vaccinare tutti entro l’estate?

“La mia opinione è che la campagna adesso è partita molto bene. Il personale è carico. La macchina funziona. Noi abbiamo chiesto anche ai medici dell’Ospedale di darci una mano per somministrare i vaccini e riusciamo a coprire quasi tutti i turni con medici volontari, che ci credono. Sono segnali che servono. Poi non so se riusciamo a vaccinare tutta la popolazione, ma se i vaccini ci sono, noi la nostra parte la faremo e, sì, noi ce la facciamo, entro l’estate.”

Avete già ricevuto rinforzi da Arcuri per il personale?

“Ancora no. Per ora ce l’abbiamo fatta con le forze interne, però è in corso il bando di Arcuri e quindi confido che arrivino i rinforzi.”

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