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Associazioni ambientaliste in campo su area CMC: la vecchia sede sia dichiarata d’interesse culturale, si fermi ogni speculazione

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Sulla questione dell’area CMC si registrano due interventi di associazioni ambientaliste. Il primo è del Gruppo di Intervento Giuridico odv che chiede di “salvare la storia della CMC e di Ravenna dalle speculazioni”, mentre il secondo è di Italia Nostra Ravenna che sempre sulla stessa linea chiede al Comune di schierarsi “dalla parte dei cittadini in merito alla vendita dell’area CMC in Darsena”.

“Un gruppo di cittadini ha contattato la nostra associazione e ci ha espresso la propria preoccupazione per una possibile ennesima speculazione edilizia a Ravenna, presso la Darsena di Città, area urbana interessata anche da un intervento di recupero urbanistico.- si legge nella nota del Gruppo di Intervento Giuridico odv – La preoccupazione è stata amplificata per il grande valore identitario, oltre che commerciale, dell’area: si tratta infatti del subcomparto che ospita, da quasi 100 anni, la sede operativa della Cooperativa Muratori e Cementisti, la famosa CMC nota in tutto il mondo e pietra miliare del movimento cooperativo italiano… Non a caso, è partita una condivisibilissima iniziativa spontanea da parte di numerosi cittadini che chiedono di destinare ad altro un luogo così importante e centrale per il dismesso quartiere Darsena di Città. Ciò che si potrebbe prospettare, invece, è sua radicale trasformazione ad usi commerciali e residenziali intensivi.”

Il Gruppo d’Intervento Giuridico odv “valutando degno di nota il valore dell’immobile principale del subcomparto, l’ampio edificio a galleria da cui dipartono una serie di corpi di fabbrica, il cosiddetto “Cantiere Darsena”, ovvero l’attuale sede della CMC”, si è attivato e ha inviato il 7 marzo 2021 alla Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ravenna, Forlì-Cesena, e Rimini “un’istanza per verificare se per l’edificio sia stata avviata la procedura di dichiarazione d’interesse culturale, ai sensi degli articoli 10 e seguenti del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i., al fine di preservare un complesso di archeologia industriale di grande rilievo, posto dunque in pericolo dalla radicale trasformazione dell’area conseguente a prossima acquisizione da parte di uno o più soggetti imprenditoriali immobiliari.” Nel caso il procedimento non fosse stato avviato, il Gruppo d’Intervento Giuridico odv auspica che, “analogamente a quanto molto lodevolmente e doverosamente avviato dalla stessa Soprintendenza per l’ormai centenario magazzino ligneo Montecatini in sinistra Candiano, si possa provvedere al più presto anche per l’edificio CMC.”

E veniamo a Italia Nostra che cita l’iniziativa di un gruppo spontaneo di cittadini volta a richiedere, tramite una petizione, che vengano rivisti gli obiettivi urbanistici che vincolano l’area CMC in via Trieste presso la Darsena di Città. Il gruppo “Ravenna può”, attivo sul social “Facebook”, “invita i cittadini di Ravenna ad attivarsi per evitare che l’area CMC, in vendita, diventi oggetto dell’ennesima speculazione edilizia”.

“Come non concordare? Abbiamo ancora negli occhi l’ultimo trasbordatore di banchina, distrutto in un weekend di luglio del 2015, grazie ad una perizia, avallata dal Comune, a dir poco discutibile. – scrive Italia Nostra – Quanti, amministratori compresi, nel guardare ora le banchine completamente spoglie e che si cerca di riattrezzare con le passerelle, si mangiano le mani? Chi ora comprende quale valore aggiunto avrebbe potuto dare alle banchine la presenza almeno dell’ultimo trasbordatore, abbattuto senza senno e senza pietà? Prima che sia troppo tardi e che ogni testimonianza di questo quartiere così speciale sia cancellata, si ascoltino i cittadini e si valuti con attenzione le loro richiesta a cui, come Italia Nostra, non possiamo che dare pieno appoggio.”

“A tal proposito, sulla scia di quanto predisposto, stando ai media, dall’associazione Gruppo d’Intevento Giuridico, abbiamo anche noi inoltrato istanza alla Soprintendenza di Ravenna affinché valuti la predisposizione dell’avvio del procedimento dell’interesse culturale per l’edificio storico della CMC, risalente al 1938. Un pezzo di storia della nostra città che non può essere cancellato o manomesso, e che, con il contiguo magazzino ex Sir, potrebbe costituire un unicum eccezionale ed una vera risorsa, anche economica, di livello internazionale per il rilancio e la riqualificazione della Darsena. Soprintendenza che ringraziamo vivamente per aver predisposto analogo provvedimento per il magazzino ligneo ex Montecatini in sinistra Candiano” conclude Italia Nostra.

Area CMC foto Luca Rosetti

 

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