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Ravenna, ritorno a scuola: il divertissement dello scrittore Matteo Cavezzali con l’invito a “non fare le fiche”

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Le fiche di Dante non è una parolaccia. Perlomeno, non è come sembra. È un divertissement che ci propone lo scrittore Matteo Cavezzali in questo giorno particolare di riapertura delle scuole fino alla prima media. Giorno importante soprattutto per chi ha figli in tenera età. Cavezzali dunque rende omaggio agli studenti che tornano a scuola in presenza e insieme a Dante, di cui stiamo celebrando il Settimo Centenario. Come? Attraverso un passo dell’Inferno, Canto XXV, in cui Dante parla di un gesto, “fare le fiche”, ovvero mettere il pollice fra l’indice e il medio, che all’epoca aveva lo stesso significato che ha per noi oggi mostrare il dito medio. Insomma un gesto che noi abbiamo assunto dal mondo anglosassone e non proprio urbano. Cavezzali ci ricorda che fare le fiche era un gesto violento e provocatorio al tempo di Dante, una vera e propria bestemmia a Dio, punibile con 10 lire di multa oppure con una frustata se si era recidivi. Secoli dopo, sembra che durante il processo, allo stesso Giordano Bruno – bruciato in Campo dei Fiori a Roma nel 1600 – sia stato attribuito proprio questo gesto blasfemo come aggravante.

cavezzali

Insomma Matteo Cavezzali invita i ragazzi a non “fare le fiche” alla maniera dantesca, gesto che sulle prime sarebbe scambiato per un innocuo rubanasino mentre invece potrebbe diventare – se solo Dante ci vedesse – qualcosa di molto molto disdicevole.

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