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Cervia. Vaccinazione anticovid e dubbi su AstraZeneca. Cappelli (Pri Cervia): chi rinuncia e viene messo in coda

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Giancarlo Cappelli del PRI CERVIA interviene sulla questione vaccini anticovid e sulla possibilità dei cittadini di scegliere un vaccino rispetto ad un altro.

“Anche a Cervia, secondo il piano vaccinale dettato dalla regione Emilia-Romagna, è possibile effettuare la prenotazione per ricevere il siero in base all’età. Ciò che non era previsto erano paura e diffidenze verso l’inoculazione con il vaccino AstraZeneca, anche se facilmente ipotizzabili a fronte dell’iniziale sospensione di tale vaccino, del tentativo di riabilitazione passando la somministrazione dai 55 anni, poi ai 65 anni, infine ai 70/79 anni, e, non bastasse, dell’inserimento nel bugiardino che “molto raramente può provocare una combinazione di trombosi e trombocitopenia” spiega Cappelli.

“L’allarme per i casi di trombosi, anche se rari, sta causando una sorta di fuga da AstraZeneca e a nulla sono valse le rassicurazioni dei vari organi sanitari. Alcuni cittadini cervesi hanno disdetto la prenotazione o non si sono presentati all’appuntamento (come del resto in tutta Italia) per la somministrazione di tale vaccino” proseguo .

“Rinunciando, per paura e non perché sono contrari alla vaccinazione, vengono messi in coda e non si capisce quale tipo di vaccino riceveranno all’ultima prenotazione. Il Ministro della Salute ha dichiarato che coloro che rinunciano slittano in coda: detta così sembra una punizione. Ma siamo di fronte a persone che si vogliono vaccinare, anche se con altro vaccino con qualifica a RNA. Queste persone hanno il diritto di poter scegliere cosa introdurre nel proprio corpo, ma attualmente questo diritto non viene riconosciuto” sottolineano dal PRI cervese.

“Chi rifiuta un tipo di siero, non essendo la vaccinazione obbligatoria, speriamo verrà preso in considerazione per un altro tipo di vaccino e solo così si potrà raggiungere l’immunità di gregge” conclude Cappelli.

 

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