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Falcinelli (Pres. Ordine Medici Ravenna): “Usciremo dalla pandemia tra un anno. Tra 6/9 mesi necessario terzo richiamo per tutti i vaccinati”

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Prosegue l’impegno dei medici di Medicina Generale della provincia di Ravenna nella lotta al covid. Da diverse settimane sono stati incaricati di partecipare alla somministrazione del vaccino ai pazienti 70-74enni, ai caregiver di persone con disabilità in possesso della Legge 104 e di vaccinare a domicilio coloro che sono impossibilitati a recarsi nei centri vaccinali. Inoltre, a partire da metà maggio, inizierà la somministrazione della seconda dose di vaccino al personale scolastico.

“I medici di Medicina Generale partecipano da tempo alla campagna d’immunizzazione e ora, con l’arrivo delle nuove dosi di Pfizer-Biontech, Astrazeneca, Moderna e Johnson&Johnson, ( 209.810 dosi per l’Ausl Romagna previste per il mese di maggio) si potrà fare un importante passo in avanti. È fondamentale che i vaccini arrivino con regolarità – sottolinea Stefano Falcinelli, presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Ravenna -. I centri vaccinali funzionano bene ma è chiaro che per arrivare a vaccinare con capillarità, il coinvolgimento dei medici di famiglia è un fattore determinante” .

“E’ però importante contestualizzare – sottolinea Falcinelli -. Penso ai pazienti anziani che vivono in località molto distanti dai grandi centri vaccinali, in questo caso sarebbe meglio che fosse il medico di famiglia a inoculare il vaccino al paziente, direttamente in ambulatorio, mentre diverso è per chi vive in città dove è stato allestito un hub vaccinale. La possibilità della vaccinazione negli studi dei medici di medicina generale deve essere considerata un’opzione secondaria rispetto all’hub vaccinale. Bisogna infatti tenere presenti le capacità organizzative, che uno studio medico può avere, sia come spazi che come personale, dovendo gestire anche la normale attività”.

Rispetto ai vaccini, Falcinelli commenta positivamente l’arrivo delle dosi Johnson&Johnson “a differenza degli altri vaccini richiede una sola dose, dà immunità dopo una quindicina di giorni ed è più facile da conservare e maneggiare. Potrebbe far fare un importante passo avanti alla campagna vaccinale ma purtroppo è ancora difficile pianificare, poiché bisogna vedere la disponibilità che ci sarà”.

Sempre parlando delle vaccinazioni e di cosa dobbiamo aspettarci, il presidente dell’Ordine dei medici di Ravenna segnala un “Alert” importante, oggi ricordato da Il Sole 24Ore: “Tra 6/9 mesi dovremo organizzare un terzo richiamo per tutti i vaccinati. In pratica, quando staremo per finire la prima fase delle vaccinazioni, dovrà prendere il via la seconda, ripartendo dai primi vaccinati – spiega -. Credo che sia necessario che tutti si convincano che la convivenza con il virus sarà ancora lunga: bisognerà proseguire con le vaccinazioni, indossare le mascherine, evitare assembramenti, igienizzarsi le mani ecc… ancora per tempi lunghi. Non penso che usciremo da questa pandemia prima di un anno”.

“Bisogna tener ben presente che la lotta al virus non dipende solo da ciò che possiamo fare, qui, ora e adesso, ma anche da quello che accade nel resto del mondo – spiega Falcinelli, citando l’esplosione di casi covid che nelle ultime settimane sta interessando l’India -. Un mondo globalizzato è più pericoloso, perché un focolaio in un Paese dall’altra parte del mondo, può avere ripercussioni ovunque”.

“Per questo è importante che i comportamenti “anticovid” siano rispettati, seppur comprendendo la necessità di tornare ad una vita quasi normale andando al ristorante, al cinema o a teatro – prosegue -. Se si adottano buon senso, giudizio e precauzioni ritengo che non ci saranno problemi ma certamente vedere le immagini di Milano e degli assembramenti dei tifosi in piazza per la vittoria del campionato di calcio dell’Inter, mi fanno temere che la strada sia ancora lunga”.

Infine rispondendo ad una domanda sulle segnalazioni, ricevute dalla redazione da parte di alcuni lettori, sulla difficoltà di contattare il proprio medico di famiglia, Falcinelli spiega: “Penso che possa essere vero, ma tra pazienti da visitare, telefonate, messaggi telefonici, mail da controllare, non è possibile riuscire a rispondere in tempo reale a tutti. Bisogna che le persone si rendano conto dell’enorme mole di richieste che i medici ricevono. Noi medici di famiglia siamo tutti impegnati contro il covid e inoltre dobbiamo gestire le urgenze e anche tutti i pazienti cronici che devono fare controlli periodici, come i cardiopatici, i diabetici, i broncopneumopatici che, in questo periodo, hanno grandi difficoltà a trovare risposte in ospedale. Quindi è possibile che vi siano delle difficoltà nel contattare il proprio medico, ma se ciò accade è perché è probabilmente impegnato con un altro paziente” conclude.

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