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La beffa dei danni all’agricoltura nella vicenda dei daini di Classe

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Come è ormai noto, la Regione Emilia Romagna ha destinato una parte dei daini di Classe e Lido di Volano a distretti individuati dal piano faunistico-venatorio (in ognuna di queste zone viene attuata la caccia di selezione del daino, e non saranno certo piccole marcature a risparmiare la vita ai malcapitati animali), presso privati (per cui sarebbe anche previsto un bando, di cui non si hanno notizie) o in allevamenti da carne, con buona pace della tutela per la vita dei daini.
Fra le cause che condannano a morte in differita questi animali, a parte gli incidenti automobilistici per prevenire i quali non sono mai state attuate le misure ecologiche che pure hanno azzerato gli incidenti da fauna selvatica in altre zone della Regione, vengono citati i danni all’agricoltura.

Il direttore di Coldiretti Ravenna Assuero Zampini parla in una recente intervista di “danni ingenti alle colture agricole” e continua: “La presenza incontrollata dei daini genera gravi danni alle coltivazioni, con gli ungulati che sradicano letteralmente le colture di cui si nutrono e col loro passaggio distruggono il terreno agricolo” ; e chi può, davanti a tanto catastrofiche affermazioni, dubitare che i raccolti vengano sistematicamente distrutti da branchi incontrollati di daini?
Dopo i danni causati dai daini alla rete ferroviaria citati nella delibera provinciale del 2014, e risultati poi ammontare a zero, dopo l’incongruità sugli incidenti stradali, “troppo esigui” per realizzare attraversamenti verdi ma eccessivi se si tratta di intervenire con catture costose e crudeli, dopo le cifre ballerine dei censimenti, noi, con rispetto, dubitiamo.

Abbiamo quindi studiato con attenzione i documenti risultanti dalla “Richiesta su aziende che hanno subito danni da fauna selvatica, la loro esatta localizzazione e il tipo di intervento proposto e finanziato” presentata dalla consigliera Giulia Gibertoni.
Sorpresa (mica tanto)! Negli anni 2019 e 2020 i risarcimenti per danni provocati dai daini nelle province di Ferrara e Ravenna ammontano a ZERO. Nulla, niet, manco dieci euro per una piccola radice, e pensare che circa duecento aziende nel ravennate ed un centinaio in provincia di Ferrara hanno richiesto in questo biennio risarcimenti per danni alle colture; fra le specie a cui si imputano i danni vengono elencati picchi, qualche scoiattolo, persino cormorani, ma dei daini neanche l’ombra.

Risalendo più indietro negli anni,  nella delibera n. 140 del 1° febbraio 2021, alla Tabella n. 4 – “Danni alle produzioni agricole” – risulta che dei 16 anni esaminati dal 2001 al 2016, per 11 di questi il danno è stato zero e per i rimanenti 5 anni in 4 di questi i danni sono contenuti ed inferiori ai 2000 euro per anno.
Per quanto riguarda il nucleo dei daini di Volano i danni sono di entità sempre irrisoria, meno di 2.000 euro per anno per ciascuna annata agraria da quella 2014-2015 a quella 2018-2109.

Altro dato interessante derivante dall’esame dei documenti: nel ravennate fra il 2019 e il 2020 circa 200 aziende hanno richiesto risarcimento danni, ma solo 12 hanno avuto accesso ai fondi regionali per attuare mezzi di prevenzione contro danni da fauna selvatica (non ci è dato sapere se non ne è stata fatta richiesta o se la Regione per qualsiasi motivo non li abbia concessi); a Ferrara nello stesso biennio un centinaio di aziende hanno richiesto risarcimento per danni da fauna selvatica, ma una sola azienda ha avuto i fondi per la prevenzione. Chi ha ottenuto i fondi regionali non ha poi richiesto risarcimento danni.

Riteniamo di estrema importanza questo punto: ove attuate, le misure di prevenzione contro i danni alle colture da fauna selvatica funzionano, e lo ammette la stessa Regione nella delibera: a pag. 20, in riferimento ad una delle aree agricole che sarebbero interessate si afferma che “anche grazie ai sistemi di prevenzione messi in atto, fino ad oggi i danni lamentati sono ragionevolmente contenuti.”

A pagina 29 leggiamo che “Anche a seguito della messa in opera dei sistemi di prevenzione messi a disposizione dalla Regione – repellenti acustici, olfattivi, recinti elettrici o recinzioni fisse su frutteti .. l’esborso annuo è molto esiguo.”
Perché, allora, gli agricoltori non accedono ai fondi regionali per attuare misure di prevenzione dei danni da fauna selvatica ? non solo per quanto riguarda i danni causati dai daini, che come abbiamo dimostrato sono esigui o nulli, ma per tutti gli animali?
A chi conviene continuare a chiedere risarcimenti per i danni e non fondi per prevenirli?

In conclusione, la Regione Emilia Romagna ha presentato un piano nebuloso, in cui non è definito il numero di quanti daini saranno destinati diritti al macello negli allevamenti da carne, si cita un progetto di sterilizzazione di cui non sono noti i tempi e neppure a quali dei daini sarà rivolto (una volta sterilizzati potranno essere reintrodotti in pineta? O pure per loro si aprirà la caccia in differita sugli Appennini?)
Quello che è certo è che, ancora una volta, si decide del destino di animali innocenti sulla base di danni esigui se non inesistenti, del tutto evitabili con idonee misure di prevenzione.

Per quanto riguarda l’impatto sull’area protetta della presenza dei daini – una delle grandi colpe di cui vengono accusati questi animali – non è stato eseguito alcuno studio in proposito. Nessuna prova, nessun dato, nulla. Ma è tutto un gran parlare dei danni all’ecosistema, ignorando sempre gli impatti negativi causati dai fattori umani.
Non è divertente e tragico che nell’indifferenza generale su allevamenti intensivi, agricoltura intensiva, deforestazione causata da consumi dissennati, l’equilibrio ecologico diventi importantissimo solo se si parla di daini?

Le associazioni:
Animal Liberation
C.L.A.M.A. Ravenna
Cruelty Free
Lega del Cane
Italia Nostra sezione Ravenna

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