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Lettera aperta a Ravenna Coraggiosa sulla transizione energetica: perché non siete venuti con noi alla manifestazione del 12 maggio?

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Care amiche e cari amici di Ravenna Coraggiosa, per la seconda volta in poche settimane, sulla stampa di domenica 16 maggio leggo, con piacere, della vostra contrarietà all’impianto di stoccaggio di anidride carbonica e della vostra convinzione che si debba procedere con decisione sulla via delle rinnovabili. Mi permetto allora di porvi alcune questioni, in spirito di sincera e costruttiva discussione. La prima è relativa al fatto che nella coalizione di de Pascale non ci sembra vi siano – come voi dite – “orientamenti in parte diversi”, ma in realtà c’è un macigno, rappresentato soprattutto dal Partito Repubblicano (ma anche ampiamente dentro il Pd e altri gruppi), che blinda il settore delle estrazioni e la costruzione del CCS, così come tutta la strategia di ENI, come pilastro dello sviluppo ravennate e nazionale, e come punto fondamentale dell’indirizzo politico.

Penso dovreste a questo punto pretendere dal Sindaco e dalle realtà vostre alleate di pronunciarsi almeno per l’apertura di una discussione critica vera in città e nel Paese, in cui si chiarisca senza ipocrisie il clamoroso equivoco che propone lo stoccaggio della CO2 come transizione verso le rinnovabili. È evidente che investire miliardi in un’opera del genere per poi dichiararla obsoleta dopo pochi anni non avrebbe senso, e pertanto realizzarla può solo voler dire procrastinare sine die la permanenza nel contesto estrattivista.

Seconda questione: non vi pare di dare un po’ troppo credito alle valutazioni del Ministro Cingolani (che in molti hanno battezzato Ministro della Finzione Ecologica)? La “linea Cingolani” non mette in discussione il modello presente, non chiarisce una scelta definitiva per l’idrogeno verde, non abbozza l’ipotesi di dare vita alle comunità energetiche, non prevede percorsi agevolati e accelerati per le imprese che intendano investire in opere 100% rinnovabili, confonde la riconversione ecologica con innovazioni puramente tecnologiche le quali – pur interessanti di per sé – ben poco scommettono sulla produzione diffusa, sul controllo democratico delle fonti di energia e su una ristrutturazione realmente sostenibile dell’intero territorio, della mobilità e del consumo.

Terza questione: ma se siete davvero contrari al CCS, e per la chiusura delle piattaforme di estrazione, perché non siete venuti con noi alla manifestazione del 12 maggio? Indipendentemente da come ci si collochi rispetto al governo della città, sarete convinti come noi – immagino – che gli obiettivi si raggiungono se c’è una forte mobilitazione sociale. Credetemi, se foste venuti (vi confido in gran segreto che qualcuno di voi in Piazza Kennedy si è affacciato…) non avreste trovato pericolosi fondamentalisti, ma persone di grande buon senso, soprattutto giovani, interessate a disegnare un futuro un po’ più attraente, pulito e solidale di quello che propongono ENI e i suoi padrini politici. O temete che inquinarvi un pochino con la frequentazione della piazza ambientalista sia più pericoloso, per la vostra identità e i vostri valori, che convivere stabilmente con i palazzi dell’Oil & Gas?

Pippo Tadolini

Campagna “Per il Clima – Fuori dal Fossile” Coordinamento di Ravenna

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