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LA CITTÀ CHE NON CI PIACE / Il cimitero Monumentale di Ravenna, ricchezza senza tempo che cade a pezzi

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Una ricchezza senza tempo è il Cimitero Monumentale della Città, pura essenza del Risorgimento ravennate, costruito su progetto dell’’ingegner Romolo Conti sul modello delle certose lombarde, con un interessante sistema di chiostri, celle e sale, in cui trovarono sepoltura tutti i grandi nomi della ricca borghesia nel corso dell’Ottocento ravennate e non, sepolture illustri come lo sono le grandi opere in marmo degli artisti fiorentini dell’Accademia di Belle Arti di Firenze e poi Ravennate.

Opere importanti, imponenti, preziose per la città. Oggi il cimitero comunale è in uno stato di abbandono e dimenticato…

Perché i soffitti a volta cadono nelle celle ingabbiate con la rete da pesca per scongiurare incidenti ai piccioni o a chi porta un fiore, (ormai solo fiori di plastica)!

Un passaggio sotto i portici a scacchi bianchi e neri e uno sguardo al Canale Candiano con le sue ciminiere e le navi passanti che fanno tremare il bel pavimento, merita solo per l’ascolto ad un concerto di mille cicale e come in un bel museo pieno di statue bianche con tanti mosaici che brillano al sole della scuola bizantina.

Oggi tutte le opere, le pareti, i marmi, i portoni, i cancelli, le statue e le effigi dei tempi illustri sono in uno stato di rovinoso degrado alcuni per abbandono degli eredi, altri per i danni del tempo e la mancanza d’interesse da parte delle istituzioni cittadine.

Negli anni scorsi si sono verificati furti di alcune delle opere marmoree presenti nel corridoi principale del Monumentale, realizzate dall’Azeglio e pubblicate nello storico volume del Viroli.

Sarà mai possibile che anche nel tempo del dopo tutto vada a rotoli?

Anika Bargossi

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