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Uil Scuola: “Il nuovo anno scolastico è alle porte ma i veri grandi problemi non vengono risolti”

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Il segretario generale della Uil Scuola Ravenna, Fabio Tommasoni, torna sui problemi che la scuola si troverà ad affrontare a settembre alla ripartenza del nuovo anno scolastico. Manca poco più di un mese e, come sottolinea il sindacalista, “nulla è cambiato o cambierà”.

Se da un lato ci sono infatti gli appelli del Comitato Tecnico Scientifico e del presidente della Regione Bonaccini, per la vaccinazione totale del personale scolastico e degli studenti, accanto alle prescrizioni della mascherina e del distanziamento minimo. la sicurezza a scuola richiede per Tommasoni, e non solo, misure decisamente più strutturali, a partire dalla ristrutturazione dei fabbricati scolastici e delle aule, dalla riduzione delle classi sovraffollate, fino alla cronica presenza del precariato fra personale docente ed ATA e “l’assoluta immobilità sul fronte trasporti”.

“Queste sono le reali criticità che andrebbero risolte, strutturalmente e la cui risoluzione consentirebbe al sistema scolastico di ripartire veramente in sicurezza – sottolinea Tommasoni -. Pare che, da parte della politica, si voglia guardare alla pagliuzza nell’occhio piuttosto che alla trave pericolante sopra le teste, ovviamente in senso figurato”.

La Uil Scuola Ravenna ribadisce, per quanto concerne la questione vaccinazioni del personale scolastico, la propria posizione di garanzia e tutela. Eventuali obblighi vaccinali illegittimi ed autoritari non possono essere imposti dalla narrazione politica basata su opinioni di parte. “Ad oggi più dell’80% del personale scolastico si è vaccinato”, precisa il sindacalista.

“Come Sindacato della Scuola – aggiunge – riteniamo che la sicurezza ed un’Istruzione sempre migliori si raggiungano assumendo e stabilizzando le centinaia di migliaia di lavoratrici e di lavoratori precari da anni, ampliando gli organici funzionali ad una didattica di qualità anche per rispondere alle sfide del covid. Più docenti, più ATA nelle scuole equivarrebbero a classi meno affollate, ad una qualità dell’insegnamento più alta, a maggior sicurezza contro il Covid, ma purtroppo, anche a livello provinciale, il reale fabbisogno occupazionale non sarà minimamente soddisfatto poiché dei posti autorizzati sulla carta solo una modesta parte sarà realmente coperta economicamente da parte del Ministero per le assunzioni in ruolo”.

“Lo stesso dicasi per un sistema dei trasporti legato alla scuola realmente potenziato e sviluppato ma che invece latita o è del tutto assente nelle discussioni e/o nelle esternazioni della politica – conclude Tommasoni -. Il timore che a settembre si prospettino gli stessi soliti problemi all’interno delle nostre scuole è reale e palese, dato che nulla si muove sui temi che come Uil Scuola stiamo sollevando sia a livello nazionale che a livello provinciale”.

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