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Vena del Gesso. A Zattaglia un incontro sulla storia del vetro di pietra. Guardando ad un museo di documentazione e visite

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Il centro culturale “M. Guaducci” Zattaglia congiuntamente al CAI Emilia-Romagna, Comitato Scientifico Regionale Emilia-Romagna del CAI, la Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia- Romagna (FSRER) e la Società per gli Studi Naturalistici della Romagna organizza per venerdì 23 luglio alle 20,30 presso la sede del Centro Culturale, via Zattaglia, 22 Zattaglia-Brisighella, una conferenza sul tema:Da Zattaglia a Pompei: La storia del Lapis Specularis, il Vetro di Pietra”.

Questa iniziativa è parte di un progetto proposto dall’intera Comunità di Zattaglia: la realizzazione di un “Centro di documentazione e visite alle cave di lapis specularis” ovvero di un Museo quale ulteriore contributo alla conoscenza del patrimonio naturale e culturale della Vena del Gesso e a sostegno della candidatura dei fenomeni carsici a Patrimonio dell’Umanità avanza dalla Regione e dal Parco all’UNESCO.

“La proposta di realizzare il museo è parte di un progetto più ampio di studi, ricerche e divulgazione che da anni viene condotto dalla Soprintendenza in collaborazione con l’Università di Modena-Reggio Emilia e la Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna che vede il coinvolgimento di archeologi e speleologi spagnoli (nella regione di Castilla-La Mancha lo studio delle cave di lapis è molto avanzato) di archeologi della Soprintendenza di Agrigento e speleologi della Sicilia  – spiegano dal centro culturale -. Punti di riferimento istituzionali sono il Parco regionale della Vena del Gesso romagnola e il Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli della Regione Emilia-Romagna che hanno seguito e supportato tutte le attività”.

“Nel corso degli ultimi anni sono stati realizzati diversi convegni internazionali di studio sulle tematiche del lapis specularis e sulla frequentazione antropica delle cavità naturali – proseguono – . Sono poi state edite numerose pubblicazioni. Particolare attenzione è poi stata posta all’attività di divulgazione. Sono stati svolti numerosi cicli di lezioni organizzate e gestite con le scuole primarie delle zone interessate, mostre e conferenze diffuse nel territorio. È poi stato realizzato un filmato con tecniche professionali (Lapis specularis, la luminosa trasparenza del gesso), un sito internet (www.lapisspecularis.it) che si affianca all’omologo sito spagnolo (www.lapisspecularis.org) che raccoglie, tra l’altro, l’intera documentazione sull’argomento fino ad ora pubblicata in Italia”.

Nella Vena del Gesso è stato realizzato dal Parco, su proposta del Centro Culturale di Zattaglia con la collaborazione del FSRER e gestito dal CAI sezione di Lugo, il “Sentiero dei cristalli”. Questo sentiero, che ha il suo punto di partenza a Zattaglia, consente la visita esterna alle principali cave di lapis specularis, nonché una panoramica sulle più eclatanti manifestazioni carsiche epigee (in particolare doline e valli cieche) diffusamente presenti in quest’area centrale della Vena del Gesso. Nel 2020 il Parco, grazie ad un progetto europeo “ADRIATICAVES” con i lavori condotti dallo Speleo GAM Mezzano, ha reso visitabile la cava di lapis presso Ca’ Toresina.

“Tutto ciò  – spiegano dal Centro culturale – giustifica la realizzazione di un museo di documentazione e visite dedicato alle cave di lapis specularis. In particolare questo museo, se realizzato, permetterà di far conoscere uno degli aspetti di maggior interesse archeologico presente nell’area del Parco. Potrà inoltre essere punto di partenza per le viste in ambiente; consentirà di far conoscere le oltre 20 cave di lapis specularis nel contesto geologico, storico e paesaggistico nel quale sono collocate con particolare riguardo al bacino del Mediterraneo.
Il museo, se realizzato, si integrerà nel percorso museale, realizzato dal Parco, sugli aspetti geologici, carsici e archeologici peculiari della Vena del Gesso. Questo percorso è attualmente costituito dal Museo geologico presso il palazzo Baronale a Tossignano (in fase di realizzazione), dal Museo sul Carsismo e la Speleologia nella Vena del Gesso romagnola presso la ex Casa Cantoniera di Borgo Rivola, dalla Grotta del Re Tiberio, dal Sentiero dei Cristalli, dalla cava di lapis specularis presso Ca’ Toresina, dal Sentiero degli abissi presso il Centro Visite Ca’ Carnè, dalla Grotta Tanaccia, dal Museo geologico del Monticino e dal Museo l’Uomo e il Gesso a Brisighella. Questo percorso si collega poi ad un sistema museale più ampio con i Musei Civici di Imola e il Museo di Scienze Naturali di Faenza.

Secondo i promotori del progetto “il museo può essere allestito in un edificio ora in disuso che verrebbe restituito ad un uso pubblico. La realizzazione del museo a Zattaglia è anche motivata dalle capacità ricettive della zona dove è presente una diffusa una rete di ospitalità molto qualificata formata da agriturismi, B&B, alberghi, ristoranti, negozi e da aziende agricole che coltivano e promuovono prodotti di alta qualità, ben radicata nell’ambiente e in grado di accogliere i visitatori”.

“Il Parco nei suoi 16 anni di attività ha investito ingenti risorse, in particolar modo nelle piccole frazioni a ridosso della Vena del Gesso per questo si chiede alle amministrazioni pubbliche (Comuni, Parco e Regione) di essere parte attiva di questo progetto. Di sostenere la Comunità di Zattaglia così impegnata e protagonista del suo futuro, per la Venna del Gesso e la candidatura dei fenomeni carsici a patrimonio dell’Umanità” concludono dal Centro.

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