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L’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) è pronta salvare alcuni daini di Lido di Classe dalla cattura e dall’eliminazione

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L’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) è pronta salvare alcuni daini dalla cattura e dall’abbattimento decretati dalla Regione Emilia-Romagna. La sezione Oipa di Ferrara, in attesa del bando per l’affidamento di alcuni esemplari, ha inviato stamani alla Regione una manifestazione d’interesse per il loro trasferimento nei terreni che un privato ha messo a disposizione per ospitare a vita gli animali.

Oipa in una nota scrive: “La Regione Emilia Romagna ha deciso di catturare  i daini del Lido di Classe (Ravenna) e del Lido di Volano, sul litorale comacchiese, in provincia di Ferrara, per mandarli nelle aziende faunistiche venatorie, dove saranno cacciati, o nelle aziende alimentari, dove saranno macellati. A oggi la Regione non ha cambiato idea, nonostante le numerose proteste di cittadini e associazioni. E così l’Oipa rilancia la sua iniziativa popolare per invitare la Regione guidata da Stefano Bonaccini ad adottare metodi incruenti per il contenimento degli esemplari “in sovrannumero” e misure di prevenzione che consentirebbero ai daini, tanto amati dai cittadini, di vivere serenamente nel loro habitat. Con il Piano regionale per il controllo delle popolazioni di daino (Dama dama) di Lido di Classe e Lido di Volano approvato con la delibera della Giunta regionale n. 140/2021, la Regione Emilia Romagna intende catturare e trasferire in territori faunistico-venatori i poveri animali, destinati quindi a finire nel mirino dei cacciatori. Per la Regione Emilia Romagna la popolazione degli ungulati va catturata e trasferita poiché rappresenterebbe un pericolo per la sicurezza stradale: un’affermazione basata su un censimento discutibile, visto che l’ultimo risale all’aprile del 2019. La stessa Ispra, inoltre, aveva prescritto la necessità di procedere a più monitoraggi per una stima effettiva degli esemplari presenti in un determinato territorio. Per di più, i progetti di controllo sperimentale sulla fertilità continuano a rimanere solo sulla carta.”

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