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Rimini. Dai rifiuti nascono… opere d’arte

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Il ciclo dei rifiuti si trasforma da problema in opportunità per una nuova visione nella quale l’ospedale è un laboratorio di cittadinanza. Questo è il principale obiettivo del nuovo progetto di Newster Group di Rimini, realizzato con lo studio Kaleidon insieme ad altre due aziende della regione Emilia Romagna, Litokol e Mela-P, e l’indispensabile supporto della Direzione sanitaria e dell’ufficio tecnico dell’Ospedale Infermi.

Un pannello di 12 metri di lunghezza, che accoglie i visitatori diretti alle scale dell’Ospedale Infermi di Rimini, creato grazie a materiali ‘green’ rigenerati da rifiuti sanitari sterilizzati. La mostra si chiama ‘Ti ricordi?’ ed è dedicata a nonni, medici, infermieri, al personale sanitario e ai volontari che operano intorno al nosocomio, soprattutto oggi dopo due anni così difficili trascorsi nella piena pandemia Covid.

“Questo percorso è un momento di condivisione del tempo che stiamo vivendo nel luogo che più di ogni altro, negli ultimi mesi, è diventato uno spazio di comunità _ spiegano gli ideatori del progetto _ Qui medici, infermieri, pazienti e visitatori hanno fatto esperienza della paura, della lontananza dagli affetti e dell’impegno quotidiano per la cura dei malati. Il pannello ci abbraccia con uno sguardo lieve costruito a partire dalle immagini dei bambini che giocano: accanto frasi e pensieri colmano la distanza, incoraggiano e offrono consolazione e alimentare un senso di gratitudine. Il gioco avvicina i nonni ai nipoti, i medici ai pazienti, diventando la chiave per rielaborare, come comunità civile, questo tempo difficile e sospeso. Tutti siamo cresciuti giocando e ci portiamo dentro l’esperienza straordinaria e vera della gioia e dell’amicizia che nasce dal gioco. A quel bene possiamo attingere per superare i momenti difficili. È importante ricordarlo ed è importante farlo insieme”.

“L’opera è stata ideata per l’Ospedale Infermi, e Newster Group dona questa installazione alla città di Rimini _ dicono dalla direzione Newster _ in occasione del 25° anno di fondazione dell’azienda. I pannelli, realizzati in resina, sono prodotti dalla lavorazione del rifiuto sanitario sterilizzato che si trasforma in nuova risorsa, per donare bellezza alla comunità. Sono il simbolo di un impegno concreto per ridurre l’impatto ambientale e rendere sostenibile l’intero processo di gestione dei rifiuti ospedalieri. Ci piace pensare l’ospedale come ad un luogo condiviso, uno spazio sempre più accogliente e una cittadella della salute dove potersi prendere cura gli uni degli altri”.

“Pensare l’ospedale come una cittadella della salute – dichiara Francesca Raggi, Direttrice dell’Ospedale – vuol dire “immaginarlo non solo come una struttura che eroga servizi sanitari, ma anche uno spazio di comunità. Questo progetto, tra l’altro, si colloca in un contesto in cui la progressiva ristrutturazione di  reparti e servizi di cura, viene pensata in un’ottica di umanizzazione a 360 gradi,  fin dalla fase di progettazione. L’umanizzazione degli ambienti di cura è un campo sempre più al centro dei piani strategici delle aziende sanitarie, indice di una sanità moderna e in evoluzione. Il concetto di “umanizzazione” non è solo una prerogativa degli obiettivi delle aziende sanitarie moderne. Umanizzare le cure, e quindi l’assistenza, è uno dei capisaldi della medicina intesa come scienza rivolta alla salute dell’uomo. Certi ambienti potranno essere ripensati come luoghi e diventare simboli di una relazione viva con le persone che li abitano. Una biblioteca, uno spazio di meditazione, una mostra con la storia dell’ospedale di Rimini, una serie di interventi artistici e di design, trasformeranno alcune aree della cittadella in spazi di bellezza condivisa. Siamo grati quindi a Newster e a Kaleidon, per avere voluto promuovere, con la donazione di questo pannello, l’idea di una cittadella della salute, luogo che diviene bene comune, come bene comune è la salute stessa, alla tutela della quale siamo tutti chiamati responsabilmente. L’Auspicio per il prossimo futuro, è che questo possa essere anche un nuovo punto di partenza per sensibilizzare cittadini, imprenditori e associazioni a collaborare per renderlo possibile e sostenibile”.

Dell’ospedale nel pannello si racconta l’anima, si documenta la memoria, e si condividono progetti futuri per migliorare la percezione e la fruizione attraverso un percorso condiviso che ponga al centro la comunicazione. L’isola ecologica. Il rifiuto da problema a opportunità.

“Il progetto presentato oggi è innanzitutto il segno visibile della gratitudine della comunità allo straordinario servizio del nostro ospedale, diventato nell’ultimo anno e mezzo un punto di riferimento per la città – commenta il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad _ Se Rimini ha saputo reagire e rialzarsi dopo lo shock dell’ondata pandemica lo si deve soprattutto all’abnegazione dei medici, degli infermieri, di tutto il personale che lavora nella grande rete sanitaria. Prima di ogni medicina, prima di ogni terapia, è l’umanità e la sensibilità di chi ci prende in cura a dare il primo sollievo. In questo progetto però ci leggo anche un ulteriore valore simbolico, la rappresentazione figurata dello stretto legame che esiste tra promozione della salute e la tutela dell’ambiente. Due ambiti decisivi per il futuro della nostra società e che rappresentano due leve su cui investire per l’obiettivo unico, il benessere delle nostre comunità a 360 gradi. L’approccio che deve guidare la pianificazione delle politiche della sanità nei prossimi anni, supera il concetto di salute come ‘solo’ cura della malattia, ma vede la salute come bene comune: salute è prevenzione, ricerca, sono spazi di socialità e di incontro, è sostenibilità ambientale, sono servizi di prossimità, vicini fisicamente e idealmente al cittadino”.

IL PROCESSO DI STERILIZZAZIONE NEWSTER GROUP

La sterilizzatrice Newster è una tecnologia protetta da brevetto, opera secondo il processo di trattamento denominato Frictional Heat Treatment FHT (prodotta direttamente da Newster System). Il processo di sterilizzazione si basa sul principio di riscaldamento per frizione: metodo riconosciuto come alternativo all’incenerimento sia dalle leggi vigenti riguardanti la gestione dei rifiuti sanitari a rischio infettivo, sia dagli enti internazionali come Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO). Il processo di sterilizzazione avviene ad una pressione leggermente inferiore rispetto a quella atmosferica (in tal modo non ci sono rischi di fuoriuscita di sostanze patogene e tantomeno rischi di esplosione) in ambiente umido. Il ciclo comprende, oltre alla sterilizzazione, anche una fase di triturazione; le due fasi hanno luogo all’interno della stessa cella di processo che rimane sempre chiusa ermeticamente. Il “cuore” del processo si trova sul fondo della cella dove un grosso rotore dotato di robuste lame tritura e mette in rotazione il rifiuto; lo sfregamento e gli urti del rifiuto stesso, rispettivamente lungo le pareti della cella e contro il rotore, trasformano l’energia cinetica in calore, riscaldando uniformemente il materiale all’interno della cella fino a 150 °C. Raggiunta questa temperatura, il materiale viene raffreddato con acqua di rete fino al raggiungimento di 95 °C e automaticamente scaricato.

BENEFICI SANITARI E AMBIENTALI

La sterilizzazione in situ e il grado di sterilizzazione garantito superiore a 28 giorni dal trattamento, oltre all’assenza di odori sgradevoli e di umidità ed alla elevata riduzione in peso e volume del residuo finale, permettono di eliminare il rischio di diffusione di agenti patogeni attraverso i rifiuti solidi, contribuendo in tal modo alla prevenzione e al controllo delle infezioni all’interno dell’ospedale, dove il rifiuto può rimanere stoccato per più giorni in sicurezza, riducendo così anche il numero di ritiri necessari. A tal proposito la riduzione in volume del rifiuto trattato permette di effettuare ritiri e trasporti su strada meno frequenti, con un conseguente beneficio economico, ambientale e di sicurezza per gli operatori della filiera.

Lo sterilizzatore Newster grazie alla sua caratteristica di poter trattare svariate tipologie di materiale senza effetti negativi sull’efficienza di processo, avrebbe la possibilità di trattare tutti i tipi di materiali provenienti dai reparti infettivi e/o addirittura dalle zone individuate come focolai, senza alcun pre-trattamento di segregazione, agevolando così il lavoro degli operatori sanitari da un lato e la movimentazione di materiale pericolo all’interno di aree e zone ancora non colpite dall’epidemia dall’altro.

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