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Ravenna. Al via “UniversalMente”, il festival per leggere l’attualità attraverso la lente dell’approfondimento universitario

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Leggere l’attualità attraverso la speciale lente dell’approfondimento universitario, è l’obiettivo di UniversalMente, festival alla prima edizione in cui l’università e i suoi saperi si confrontano col mondo d’oggi. È questo il un nuovo format promosso da Fondazione Flaminia di Ravenna, che grazie al coinvolgimento dei docenti dei corsi di laurea Unibo del Campus di Ravenna, offre alla cittadinanza occasioni di approfondimento sui cambiamenti della società innescati anche dalla pandemia.

Dibattiti, seminari, tavole rotonde e approfondimenti, attraverso cui  docenti e ricercatori ravennati dialogheranno insieme a ospiti di altri atenei italiani o del mondo, esponenti del giornalismo, della politica o del lavoro.

Due le vetrine di UniversalMente, una in primavera ( dal 28 aprile al 19 maggio) e una in autunno, periodi in cui si svolgerà la kermesse.

A inaugurare la prima edizione, saranno i ‘Pomeriggi mediterranei’, ciclo di quattro incontri in programma alle 17 su piattaforma Zoom, con al centro il Mediterraneo e il nuovo corso di laurea in Società e Culture del Mediterraneo. Il riferimento è al Mediterraneo punto di incontro di tre continenti e dei tre monoteismi, terra di incroci, scambi e contaminazioni. Quel Mediterraneo tornato dalla seconda metà del Novecento ad essere uno dei punti focali di un mondo globalizzato e allo stesso tempo regionale e multipolare. Dall’anno accademico in corso, il Dipartimento di Beni Culturali ha inaugurato a Ravenna lo studio dell’area mediterranea, nelle sue specificità storiche, politiche, culturali ma anche ambientali e giuridiche.

“Una prima edizione che si propone alla città con un programma ricco ed interessante – ha sottolineato la Presidente di Fondazione Flaminia Mirella Falconi, durante la presentazione di UniversalMente -. Un’occasione importante per l’università e per la città ed una prima edizione che puntiamo a far diventare un festival permanente”.

“Voglio evidenziare che il titolo di questa prima edizione ‘Pomeriggi mediterranei’ è in sintonia con il corso di laurea in Società e Cultura del Mediterraneo, una delle importanti novità di quest’anno accademico ’20/21 che assieme a Medicina caratterizza il Campus di Ravenna – ha dichiarato Luigi Canetti, direttore Dipartimento di Beni Culturali -. In una situazione come quella pandemica, il campus di Ravenna è quello che quest’anno può vantare il maggior numero di iscrizione, con un salto che mai si era registrato negli ultimi 10 anni”.

“Grazie a questo importante progetto Flaminia porta al di fuori della aule universitarie il sapere – ha evidenziato Canetti – “Il festival potrà arricchire la città dal punto di vista culturale, economico e sociale, portando grandi nomi e affrontando grandi temi, per comprendere i cambiamenti, e cogliere le opportunità che si celano anche nella pandemia”.

“Pomeriggi mediterranei si propone come un’occasione per offrire nuovi stimoli sia agli studenti universitari sia alla cittadinanza nella sua interezza. Riflessioni e spiegazione, mettendo in dialogo competenze ed esperienze diverse – ha spiegato Michele Marchi, coordinatore corso di laurea Società e culture del Mediterraneo – Verranno infatti trattati argomenti complessi, senza banalizzarsi ma con un’analisi pacata, andando contro alla demagogia del talk show”

Ecco allora che i docenti del nuovo corso di laurea, insieme ad ospiti di prestigio quali lo storico della politica Giovanni Orsina, l’ex ministro ora presidente della Fondazione Med-Or Marco Minniti e il giornalista Alberto Negri, per citarne alcuni, metteranno le loro competenze e il loro sapere critico a disposizione degli studenti e della cittadinanza intera per sondare alcune delle questioni più attuali del nostro tempo legate al Mediterraneo.

Si inizia mercoledì 28 aprile con una discussione attorno al volume Andare per Università (ed. Il Mulino) di Simona Negruzzo, docente di Società e culture del Mediterraneo a Ravenna. Daniele Menozzi della Scuola Normale di Pisa e Mario Neve del Dipartimento di Beni Culturali insieme a Fernanda Alfieri del Dipartimento di Storia Culture Civiltà discuteranno l’importanza dell’istituzione universitaria nel nostro Paese così come si è sviluppata, centro di irradiamento della libertà di pensiero e di lotta contro tutte le forme di oscurantismo, nel passato così come nel nostro complicato presente.

Seguono i seguenti appuntamenti:

Mercoledì 5 maggio – La Russia, tra Mar Nero e Mar Mediterraneo
Nel complesso tempo geopolitico che stiamo vivendo, il Mediterraneo è tornato al centro dei principali “giochi” politici ma anche economici così come dei più delicati equilibri umanitari. All’interno di questo contesto Mosca, dopo una fase di complicato riadattamento nel post Guerra Fredda, sta costantemente aumentando il suo protagonismo. Indaghiamo le radici storiche di questo attivismo russo nella cosiddetta “area degli Stretti” e nel Mediterraneo orientale, tra Crimea e Siria, con due dei maggiori esperti sul tema, l’analista dell’ISPI sui temi di Russia Caucaso e Asia Centrale Eleonora Tafuro Ambrosetti e la giornalista Anna Zafesova.
Paolo Ognibene – Università di Bologna – Dipartimento di Beni Culturali
Eleonora Tafuro Ambrosetti – Istituto per gli studi di politica internazionale -ISPI
Anna Zafesova – Il Foglio/La Stampa

Mercoledì 12 maggio – Italia e Libia: una questione di interesse nazionale?
Centodieci anni fa l’allora Regno d’Italia iniziava il suo complesso e spesso “tragico” rapporto con la Libia. Due guerre mondiali, una dittatura, la rinascita repubblicana e l’indipendenza coloniale, la Guerra fredda e la dittatura di Gheddafi spazzata via dalle primavere arabe. Tutto è cambiato ma non l’importanza politica, economica e culturale del territorio libico per il nostro Paese. Partendo dalle radici storiche di questo rapporto, ne approfondiremo la dimensione strategica con due profondi conoscitori di tali dinamiche come l’ex ministro degli Interni Marco Minniti e uno tra i giornalisti più esperti di Nord Africa e Medio Oriente del panorama europeo come Alberto Negri.
Michele Marchi – Università di Bologna – Dipartimento di Beni Culturali
Marco Minniti – Fondazione Med-Or
Alberto Negri – Il Manifesto/Il Quotidiano del Sud

Mercoledì 19 maggio – Post Pandemia: verso quale mondo?
Vi è una sola possibilità di uscita reale dall’attuale crisi pandemica: averne compreso a pieno l’impatto storico-politico e cultural-identitario. Le interpretazioni che cercano soluzioni facili, che legano l’emergenza sanitaria al breve periodo rischiano di condurre il mondo globalizzato verso un nuovo vicolo cieco. Il primo numero del 2021 della rivista Paradoxa, curato da Paolo Pombeni, ha cercato di “storicizzare” l’attuale crisi, inserendola in un mutamento sistemico, cioè di lungo periodo. Lo storico della politica Giovanni Orsina, il filosofo del diritto Mario Ricciardi e la storica dell’economia Vera Zamagni partiranno da questa “provocazione” per fornirci le loro interpretazioni, indispensabili per pensare il mondo di domani.
Giovanni Orsina – Luiss Guido Carli – Dipartimento di Scienze politiche
Paolo Pombeni – Università di Bologna
Mario Ricciardi – Università Statale di Milano e Direttore della Rivista Il Mulino
Vera Negri Zamagni – Università di Bologna

Universalmente, festival del sapere e dell’attualità è organizzato da Fondazione Flaminia. I Pomeriggi Mediterranei sono realizzati da Fondazione Flaminia e Dipartimento di Beni Culturali in collaborazione con Laboratori Aperti e Cifla, Centro per l’innovazione di Fondazione Flaminia.

DEF. Programma Universalmente

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