Emergenza freddo, l’Albergo sociale di Rimini si amplia: 11 nuove stanze per i senza fissa dimora
Con l’arrivo dei mesi più freddi, Rimini rafforza il sistema di accoglienza per le persone senza fissa dimora. L’Albergo sociale amplia infatti la propria capacità ricettiva con undici nuove stanze, pari a 22 posti letto aggiuntivi, che si sommano alle venti già attive, portando ulteriormente in alto la risposta cittadina all’emergenza freddo.
La struttura, dedicata all’ospitalità temporanea di persone in condizioni di grave disagio abitativo, è gestita dalla Caritas insieme alla Coop Madonna della Carità, all’Associazione Papa Giovanni XXIII e all’associazione Donarsi Onlus. Un lavoro di rete che si intensifica proprio nei mesi invernali, quando il calo delle temperature rende la vita in strada particolarmente rischiosa.
L’ampliamento dell’Albergo sociale rientra in un più ampio piano promosso dal Comune di Rimini, che ogni anno attiva misure straordinarie per rispondere ai bisogni delle persone senza dimora. Complessivamente, grazie alla collaborazione con le realtà del terzo settore – tra cui Capanna di Betlemme, Caritas e Casa don Gallo – il sistema di accoglienza cittadino può contare su circa 150 posti letto. Un investimento complessivo che si aggira intorno ai 170 mila euro e che punta a garantire non solo un riparo notturno, ma anche percorsi di accompagnamento e sostegno.
Accanto all’accoglienza in struttura, prosegue anche il lavoro quotidiano dei volontari, impegnati nel contatto diretto con chi continua a vivere in strada. In questo ambito il Comune ha sostenuto l’acquisto di circa mille kit di emergenza, distribuiti direttamente durante le uscite serali e notturne: sacchi a pelo, tappetini isolanti, impermeabili e altri beni di prima necessità, pensati per offrire una protezione immediata dal freddo ma anche un segnale concreto di attenzione e vicinanza.
Un intervento che, come ogni inverno, prova a coniugare risposta all’emergenza e dimensione umana, nella consapevolezza che dietro ai numeri ci sono persone, storie e fragilità che richiedono ascolto continuo e presenza costante sul territorio.


