Logo
Addio (per ora) a “Il Pavimento”: smontata l’opera di Montalbini a Porta Adriana

Questa volta non è stato un gesto simbolico, ma concreto: “Il Pavimento” non è più a Porta Adriana. Dopo il no della Soprintendenza alla richiesta di proroga, nella mattinata di oggi l’opera site specific realizzata da Nicola Montalbini è stata smontata, ponendo fine – almeno temporaneamente – a una presenza che aveva acceso il dibattito culturale cittadino e conquistato una larga parte dei ravennati.

Il tappeto di mosaico, creato in occasione della IX Biennale del Mosaico Contemporaneo, verrà ora trasferito in un magazzino, in attesa che venga ufficializzata la sua nuova collocazione. Dal Comune arriva la rassicurazione che non si tratterà di un “addio”, ma di un passaggio intermedio: la destinazione sarà infatti uno spazio pubblico, aperto e a pochi passi da Porta Adriana, anche se al momento non sono stati resi noti ulteriori dettagli.

La vicenda ha suscitato discussioni e prese di posizione in città fin da quando è emerso che la Soprintendenza non avrebbe concesso né la permanenza definitiva né una proroga temporanea dell’installazione. Un epilogo annunciato, ma non per questo meno discusso. Solo pochi giorni fa, alla vigilia dello smantellamento, l’assessore alla Cultura e al Mosaico Fabio Sbaraglia, il sindaco Alessandro Barattoni e lo stesso Montalbini avevano incontrato la stampa per ribadire un punto fermo: “Il mosaico Il Pavimento troverà una nuova collocazione, in uno spazio pubblico, nel centro di Ravenna”.

Massima prudenza, però, sul luogo individuato. L’Amministrazione ha scelto il silenzio, consapevole che anche la futura sistemazione dovrà passare dal vaglio della Soprintendenza, la cui decisione resta determinante.

L’artista, nei giorni scorsi, aveva espresso con chiarezza il senso profondo del progetto e la sua relazione con la città: “A me preme che la vita de Il Pavimento – che è riuscito a innescare un riconoscimento reciproco con la città – non si interrompa e che possa trovare un nuovo spazio condiviso, dove ravennati e turisti possano fermarsi a osservarlo, camminarci sopra, viverlo, come è stato fino ad ora”.

Uno spirito che spiega anche il saluto collettivo andato in scena sabato pomeriggio a Porta Adriana, una sorta di “arrivederci a presto” carico di affetto e aspettative. Ora l’opera entra in una fase sospesa, lontana dagli sguardi, ma non dal dibattito. La sua prossima collocazione dirà molto non solo sul destino di un mosaico contemporaneo, ma anche sul rapporto tra tutela, spazio pubblico e creatività nella Ravenna di oggi.