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Opere dello scultore Ugo Savorana in mostra nella Chiesina del Miracolo

Per l’occasione lo storico dell’arte Marco Vallicelli ha scritto un testo sull’artista pubblicato nel dépliant promozionale dell’iniziativa

Sabato alle 10.30 nella Chiesina del Miracolo, in via Leone Cobelli a Forlì, si terrà l’inaugurazione della mostra di opere dello scultore Ugo Savorana (nato a Modigliana nel 1890 e deceduto a Forlì nel 1984), alla presenza di Monsignor Livio Corazza, vescovo di Forlì-Bertinoro. L’esposizione, organizzata dal Fo-Fa in occasione della Festa della Madonna del Fuoco, sarà visitabile nei seguenti giorni e orari: 31 gennaio: ore 10.30 – 12; 1 febbraio: 10.30 -12.30 e 16 – 18; 2 febbraio: ore 10.30 – 12.30; 4 febbraio: 8.30 – 19. Ingresso libero.

Per l’occasione lo storico dell’arte Marco Vallicelli ha scritto un testo sull’artista pubblicato nel dépliant promozionale dell’iniziativa.
“È incredibile che artisti autentici, profondi, personali, come Ugo Savorana non abbiano fama come meriterebbero – scrive -, nemmeno nella sua terra. Artista e uomo onesto e serio, quando le alterne vicende umane ponevano l’arte in disuso, ha dimostrato come creatività operosa ed integrità umana si fondano quando siano sorrette da una passione forte e sincera e guidate da schietta vocazione e squisita sensibilità. Lavoratore instancabile, pieno di freschezza d’ispirazione artistica e capacità di realizzazione nei suoi tattili rapporti con la materia da plasmare e con la tavolozza, affronta direttamente la natura e interroga i capolavori della storia. Artista eclettico, ha mirabilmente attinto derivazioni da maestri classici e moderni; col suo realismo plastico ha saputo comunque sottrarsi al formalismo accademico ancora trionfante nel primo Novecento, ponendosi nella valida scia della tradizione dei Bistolfi, dei Canonica, dei Calandra e del maestro suo romagnolo Tullo Golfarelli”.

Ugo Savorana è scomparso all’età di 94 anni a marzo del 1984. “Omettendo tanto delle sue significative biografia e formazione – prosegue Vallicelli – converrà qui segnalare, come minimo, alcune delle sue più prestigiose realizzazioni. Nel 1926 ottiene grande successo alla Biennale d’arte di Modigliana, dedicata al centenario del concittadino Silvestro Lega. Nel 1930 è fra gli artisti selezionati per la realizzazione delle tre porte di bronzo del Duomo di Orvieto, ma poi il progetto si blocca e sarà affidato senza concorso a Emilio Greco, nel 1968. Nel 1940, partecipa al corso per la realizzazione delle porte per San Pietro in Vaticano: la vittoria va a Giacomo Manzù, ma Savorana arriva secondo, ottenendo una medaglia d’argento con segnalazione di merito, recapitatagli a casa dalla “Reverenda Fabbrica di S. Pietro in Vaticano”.

Nel 1931 Savorana collabora alla decorazione del Palazzo delle Poste di Forlì, per cui esegue in particolare due coppie di aquile, le prime in travertino (poi spostate nel campo sportivo Carlo Gotti) e poi quelle definitive in bronzo. Sempre a Forlì, nel 1939, lavora alla decorazione del Palazzo degli Uffici Statali e nell’interno di Palazzo della Prefettura. A lui si deve anche la ristrutturazione in forme romaniche, sul modello di San Mercuriale a Forlì, della chiesa dei SS. Nicolò e Francesco a Castrocaro (1932). Con la ditta Benini collabora anche alla decorazione della stazione ferroviaria di Venezia. Nel 1946 realizza le decorazioni con rosette nei cassettoni dell’abside del Duomo e restaura le colonne danneggiate. Nel 1950 decora la cappella del Crocifisso nella chiesa di Santa Maria del Fiore a Forlì, dove realizza il rivestimento marmoreo e un altare a ricordo dei caduti nel bombardamento alleato i cui nomi sono incisi sulle pareti. Degli anni ’50 sono il ritratto bronzeo in clipeo di Don Pippo, nella Cappella dè Ferri di San Mercuriale e l’ambone, nel presbiterio dell’abbazia medesima.

Dello stesso periodo vanno menzionati il Monumento dei caduti a Meldola e i lavori a Villa Pandolfa a Predappio dove realizza lo scalone e il busto del Bacco. Nel 1953 scolpisce il bassorilievo ritratto di Pina Magnani, benefattrice della Casa di riposo Zangheri. Nel 1958 realizza la fontana di piazza Ordelaffi a Forlì. L’artista si dedica anche alla celebrazione di defunti, con alcuni monumenti funebri nel Cimitero Monumentale di Forlì e il busto celebrativo del motociclista Erio Casadei (1959) nel Palazzo dell’Avis di Forlì. Altre opere dell’autore si trovano in palazzi privati, in particolare è interessante la decorazione dei camini e dei pozzi. L’ultima mostra dedicata all’autore in vita avviene nel 1967 a Modigliana. Savorana lavora fino agli ottant’anni, poi, anche se non si ritira del tutto, si limita a letture artistiche o lavori privati nel suo studio. Gli venne dedicata una retrospettiva a Forlì nel 2010.