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Sogliano al Rubicone, Chella (PD) contro il declassamento dei Comuni montani: “Scelta miope, così si accelera lo spopolamento”

Il segretario del Partito Democratico di Sogliano al Rubicone e consigliere comunale Alessandro Chella interviene sulla decisione del Governo relativa alla nuova classificazione dei Comuni montani, che escluderebbe territori come Sogliano al Rubicone e Mercato Saraceno dai benefici e dalle politiche dedicate alle aree interne.

“Esprimo forte contrarietà rispetto all’orientamento del Governo sulla nuova classificazione dei comuni montani – afferma Chella – che esclude territori come Sogliano al Rubicone e Mercato Saraceno dai benefici e dalle politiche dedicate alle aree montane. La scelta di adottare criteri prevalentemente geografici e altimetrici risulta profondamente limitante e non tiene conto delle reali difficoltà che affrontano quotidianamente i piccoli comuni dell’Appennino, caratterizzati da territori molto estesi e da una popolazione sempre più ridotta”.

Chella richiama anche la propria esperienza personale: “Parlo anche da giovane di 22 anni che vive questi territori e ne conosce direttamente le criticità. Il problema principale riguarda lo spopolamento giovanile, fenomeno che continua ad aggravarsi perché molti ragazzi preferiscono lasciare queste aree per trasferirsi nelle città o all’estero in cerca di opportunità e servizi che oggi nei territori montani risultano sempre più carenti”.

Tra le questioni evidenziate, il nodo dei trasporti: “In molte zone appenniniche il numero di autobus è insufficiente e, nel caso delle tratte fondamentali, dopo le ore 19:30 il servizio risulta completamente assente. Questo rende estremamente difficile studiare, lavorare o partecipare alla vita sociale senza l’utilizzo dell’auto privata, con costi sempre più elevati anche a causa dell’inflazione”.

Il consigliere sottolinea anche il tema abitativo: “Il tema della casa rappresenta un ulteriore elemento di difficoltà. Se da un lato i prezzi degli immobili nei territori montani risultano mediamente più bassi rispetto alle città, dall’altro oggi anche nelle nostre aree diventa sempre più complesso trovare abitazioni a prezzi accessibili, mentre il pendolarismo su lunghe distanze comporta spese sempre meno sostenibili”.

A preoccupare sono anche i tagli agli enti pubblici: “La riduzione del personale e delle risorse incide direttamente su sicurezza, sanità e servizi territoriali. Sempre più spesso assistiamo a episodi di furti, abbandono di rifiuti e carenze nei presidi sanitari e nelle forze dell’ordine, senza la possibilità di interventi tempestivi ed efficaci”.

Secondo Chella “il rischio concreto è quello di compromettere ulteriormente il tessuto sociale ed economico dei territori montani. Quando i giovani lasciano queste comunità, non si perde soltanto popolazione, ma si indeboliscono le imprese locali, le attività familiari e l’intera rete sociale che tiene vive le nostre comunità”.

Da qui la richiesta di un’analisi più approfondita: “Sarebbe fondamentale avviare uno studio che analizzi quanti giovani abbiano scelto di aprire nuove attività nell’Appennino cesenate o di portare avanti quelle di famiglia, per comprendere realmente cosa significhi oggi vivere e lavorare nelle aree montane e per costruire politiche mirate e concrete”.

Infine, l’appello alla politica nazionale: “La montagna non può essere valutata esclusivamente sulla base di parametri geografici. È necessario adottare criteri che tengano conto anche degli indicatori sociali, economici e demografici, al fine di garantire pari opportunità di sviluppo e qualità della vita a chi sceglie di vivere e lavorare in questi territori. Mi auguro che chi oggi siede in Parlamento e ha il compito di tutelare i cittadini si attivi concretamente per contrastare questa situazione fatta di immobilismo e progressivi tagli alle aree interne”.

“Proseguire su questa strada – conclude Chella – significa rischiare di accelerare un processo di abbandono già in atto. Servono politiche di investimento, servizi adeguati e attenzione reale alle esigenze delle comunità montane, affinché le nuove generazioni possano continuare a costruire il proprio futuro nei territori in cui sono nate e cresciute”.