Semi di Cooperazione
“Semi di Cooperazione” delle CAB entra negli Istituti Agrari di Ravenna e Faenza
Imparare a fare impresa partendo dai campi, ma con lo spirito della cooperazione. È questa la sfida lanciata da “Semi di Cooperazione”, il progetto promosso da Promosagri – la cooperativa di consulenza che riunisce le sette Cooperative Agricole Braccianti (CAB) della provincia – e realizzato attraverso la direzione di Ravenna Teatro, in collaborazione con Legacoop Romagna.
L’iniziativa ha coinvolto quattro classi, circa 90 studenti, degli istituti agrari di Ravenna e Faenza, trasformandoli per alcune settimane in cooperatori a tutti gli effetti: chiamati a costituire una cooperativa, eleggere un presidente, definire ruoli e presentare un’idea imprenditoriale davanti a una giuria.
Protagonisti del percorso sono stati due classi dell’ITAS “Luigi Perdisa” di Ravenna e due dell’Istituto Professionale “Persolino Strocchi” di Faenza, impegnati tra dicembre e febbraio in un’esperienza formativa che ha unito lezioni teoriche, incontri con i vertici delle CAB e attività sul campo.
“Intendiamo mettere sempre più a disposizione degli studenti la cultura delle CAB – spiega Stefano Patrizi, presidente di Promosagri – Il confronto con i più giovani è per noi la fonte più importante di ispirazione per le strategie del futuro.”
Il programma si è aperto con una lezione di Tito Menzani, professore di storia dell’impresa all’Università di Bologna, dedicata al significato economico della cooperazione. A seguire, il dialogo diretto con presidenti e direttori delle Cooperative Agricole Braccianti ha consentito agli studenti di approfondire il funzionamento delle cooperative agricole, le filiere produttive e le sfide contemporanee dell’agricoltura. Il percorso si è poi arricchito con visite ai campi delle CAB, per osservare macchinari, coltivazioni e dinamiche agrarie.
Il momento centrale del progetto è stato il laboratorio progettuale. Gli studenti, organizzati in gruppi, hanno dato vita a vere e proprie cooperative simulate: hanno definito ruoli e consiglio di amministrazione, discusso scelte strategiche e costruito una proposta innovativa di impresa agricola.
“Abbiamo scelto modalità il più possibile immersive, perché per comprendere davvero cosa significa cooperare bisogna sperimentare in prima persona. Non basta ascoltare: occorre decidere insieme e assumersi responsabilità. Da questo lavoro sono nate proposte che spaziano dalla valorizzazione della biodiversità e della filiera corta al riuso degli scarti agricoli, dall’economia circolare a nuove produzioni sostenibili. Idee diverse, ma tutte capaci di dialogare con il territorio e con il mondo cooperativo. Un risultato che ci dà grande soddisfazione”, spiega Alessandro Argnani, direttore di Ravenna Teatro e responsabile del progetto.
Il percorso si concluderà lunedì 2 marzo al Teatro Socjale di Piangipane, in occasione della presentazione del report annuale delle Cooperative Agricole Braccianti. In quell’occasione, gli studenti presenteranno i loro progetti davanti a una giuria composta da rappresentanti delle CAB, tecnici e figure amministrative. Sono previsti riconoscimenti per le proposte più meritevoli, mentre per tutti i partecipanti è in programma una visita conclusiva a importanti cooperative agroalimentari.
Un’esperienza che unisce scuola, impresa e territorio, con l’obiettivo di seminare nei più giovani la cultura della cooperazione come strumento concreto di lavoro condiviso, crescita professionale e sviluppo sostenibile dell’agricoltura locale.


