Certificati anti-rimpatrio. La Procura di Ravenna chiede l’interdizione degli otto medici per un anno
Un anno di interdizione dall’esercizio della professione: è la misura richiesta dalla Procura di Ravenna per otto medici del reparto di Malattie infettive dell’ospedale romagnolo finiti al centro dell’inchiesta sui cosiddetti “certificati anti-rimpatrio”. Come noto, secondo l’ipotesi accusatoria, i professionisti avrebbero attestato in maniera ritenuta arbitraria la non idoneità di alcuni cittadini irregolari al trasferimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr).
A dare notizia della richiesta di interdizione sono stati i quotidiani Resto del Carlino e Corriere di Romagna.
L’interrogatorio di garanzia, inizialmente previsto per questa mattina davanti alla gip Federica Lipovscek del Tribunale di Ravenna, è stato rinviato al 12 marzo. Il differimento – secondo quanto appreso dall’ANSA – è stato disposto dopo che le difese hanno chiesto più tempo per analizzare la documentazione raccolta dalla Procura.
Gli otto medici sono indagati per falso ideologico continuato.


