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Inaugurata a Forlì la prima Casa Ludica nella Provincia di Forlì-Cesena: un aiuto per le persone colpite dalla ludopatia e per le loro famiglie

La struttura, che si trova in Corso Garibaldi 325, fornirà anche servizi di prevenzione nelle scuole. Nel 2025, i giocatori patologici afferenti al Servizio Dipendenze Patologiche di Forlì sono stati 67

Un luogo per aiutare i giovani e le famiglie dai pericoli del gioco d’azzardo patologico. È stata inaugurata questa a Forlì la Casa Ludica ‘Level up’ che si trova in Corso Garibaldi 325, la prima nella Provincia di Forlì-Cesena. Un servizio che si affianca agli altri sportelli già presenti a Forliompopoli, a Modigliana e all’unità mobile che interviene nei casi specifici in tutta la provincia. La Casa Ludica è un luogo d’ascolto per giocatori d’azzardo e familiari e spazio di promozione per attività di prevenzione e sensibilizzazione sul gaming e gambling. In essa trovano spazio uno sportello di consulenza legale sul sovraindebitamento, attività educative e preventive rivolte a scuole, famiglie, comunità e gruppi di auto-mutuo-aiuto per giocatori e familiari, per fronteggiare questo grave problema che impatta non solo sul singolo individuo, ma anche sulla comunità.

A livello nazionale, nel 2025 si stimava che circa il 3% della popolazione adulta fosse affetta da gioco d’azzardo patologico, con una prevalenza leggermente superiore nella popolazione maschile. In Emilia Romagna, i dati regionali riportavano valori analoghi, confermando la rilevanza del fenomeno e la necessità di interventi strutturati e mirati Nel corso del 2025, i giocatori patologici afferenti al Servizio Dipendenze Patologiche di Forlì sono stati complessivamente 67; di questi, 42 hanno usufruito di consulenze finalizzate ai percorsi di sovraindebitamento. In circa il 90% dei casi di Disturbo da Gioco d’Azzardo il trattamento è stato esteso anche ai familiari, riconoscendone il ruolo centrale nel percorso di presa in carico.

“Inauguriamo una struttura pensata per promuovere il gioco sano, la socialità e la prevenzione della dipendenza da gioco d’azzardo Questo è un giorno importante per questa comunità – afferma Massimo Fabi, Assessore regionale alle Politiche per la Salute -. Contrastare le dipendenze rappresenta una priorità per la Regione, perché si tratta di fenomeni che riguardano migliaia di famiglie con conseguenze economiche, psicologiche e relazionali profonde. Per questo motivo, accanto agli strumenti di cura e assistenza, è fondamentale investire nella prevenzione e nella promozione di stili di vita equilibrati. La Casa Ludica rappresenta un’alternativa, dove il gioco torna ad essere occasione di incontro, creatività e condivisione, lontano dalle logiche di isolamento e rischio che caratterizzano l’azzardo”.

Per l’apertura della casa ludica Level up sono stati utilizzati i fondi vincolati GAP (Gioco Azzardo Patologico), stanziati con le delibere di Giunta Regionale DGR 358/2019 e successive. Il Ministero della Salute, già con la Legge di Bilancio 2016, aveva istituito uno specifico Fondo per il contrasto al gioco d’azzardo. In tale contesto, le risorse del Fondo GAP (Gioco Azzardo Patologico) hanno trovato attuazione attraverso i Piani regionali e i relativi atti attuativi. Essi disciplinano interventi di prevenzione, monitoraggio e formazione, nonché azioni di promozione del gioco sano e di sviluppo di reti territoriali integrate, incluse iniziative quali l’istituzione delle Case Ludiche. Definiscono gli obiettivi strategici per promuovere la conoscenza del fenomeno e i rischi correlati,  sviluppare interventi di prevenzione e sensibilizzazione in ambito scolastico,  garantire la formazione degli operatori e rafforzare una rete integrata tra servizi, enti locali e soggetti del territorio.

“Tali atti – spiega la dottoressa Mariella Allegretti Direttrice del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche di Forlì-Cesena – rappresentano esempi concreti di come le risorse del Fondo GAP siano state utilizzate per tradurre gli obiettivi strategici dei Piani regionali in azioni operative sul territorio, garantendo l’integrazione tra AUSL, enti locali e soggetti del terzo settore e promuovendo interventi mirati di prevenzione, sensibilizzazione e formazione. Le Case Ludiche si configurano come strumenti operativi fondamentali per la prevenzione del gioco d’azzardo patologico, rivolti a giovani, famiglie e operatori del territorio. Attraverso attività educative, formative e di sensibilizzazione,  promuovono una cultura del gioco sano e responsabile e contribuiscono ad accrescere la consapevolezza dei rischi connessi al gioco d’azzardo. La casa ludica di Forlì Level-Up è progettata come presidio educativo e di prevenzione, rivolto prevalentemente alla popolazione adolescenziale in stretto dialogo con la rete del territorio: centri giovanili, scuole, associazionismo giovanile, centro per le famiglie”.

L’accesso allo spazio con gli operatori è su appuntamento, in base ai giorni di apertura (lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 14, martedì e giovedì dalle 14 alle 11) oppure ad accesso libero, durante gli eventi di sensibilizzazione aperti alla cittadinanza. Il numero da contattare per richiedere un appuntamento è 335 5843678 (già presente sui siti e nei flyer stampati e distribuiti), la e- mail è sportelloslot.fo@auslromagna.it  e il  profilo Instagram è “slotforli”. In continuità con lo stile del Servizio verrà promossa anche la ludoteca, tramite i profili social del Servizio. Si prevedono anche l’attivazione di laboratori scolastici, eventi culturali, percorsi guidati di gruppo e momenti di informazione e sensibilizzazione rivolti ai genitori e agli insegnanti, che comprendono interventi specifici sulla prevenzione delle dipendenze digitali. Verranno inoltre organizzati incontri aperti alla cittadinanza su temi come il sovraindebitamento e l’esdebitamento, avvalendosi della consulenza del legale del progetto Slot.

“Casa ludica e SerD – precisa la dottoressa Giovanna Maria Latino, Direttrice Dipendenze Patologiche Forlì-Cesena –  non sono due luoghi in concorrenza, hanno finalità diverse. La casa ludica non è un luogo di diagnosi e cura, ma è dedicato all’intercettazione precoce di un disagio ed è anche un luogo di primo accesso, previo appuntamento. Speriamo anche che  possa fungere da facilitatore, implementando l’accesso dei cittadini con problematiche di gaming/gambling (dipendenza da gioco d’azzardo)”.

Nel 2024, gli italiani hanno giocato 157,4 miliardi di euro nel gioco d’azzardio, numero in aumento rispetto ai circa 147,7 miliardi del 2023, segnando un +6,6%. Il giro d’affari del gioco d’azzardo equivale a circa il 7,2% del PIL nazionale. Dei 157,4 miliardi, circa 21 miliardi di euro sono andati “persi” (cioè la spesa reale, al netto delle vincite ridistribuite). “Da quando sono nati i SerT sono cambiate radicalmente le esigenze della collettività e vengono dati nuovi servizi di supporto – spiega Tiziano Carradori, Direttore generale dell’Ausl della Romagna -. Quello sul gioco d’azzardo è molto importante, perché rappresenta una problematica che impatta non solo sull’individuo, ma anche sulla collettività. Il nostro obiettivo è non far scoprire alle persone di essere colpite da questa malattia all’ultimo momento, ma di fare prevenzione per evitarla e per curarla il prima possibile. Per questo motivo è fondamentale che tutti i servizi si interfaccino e collaborano, e la Casa Ludica è uno strumentale fondamentale per lavorare su questa strada”.

Dello stesso pensiero è il sindaco Gian Luca Zattini presente all’inaugurazione insieme agli assessori Angelica Sansavini, Paola Casara e Vittorio Cicognani. “Una volta esistevano le bische nei bar dove si giocava d’azzardo – sottolinea – mentre ora il gioco d’azzardo on line arriva nelle case delle persone ed è molto pericoloso, perché spinge a giocarsi molto denaro e ad avere dipendenze. Questa problematica deve essere risolta con l’aiuto di tutti, perché l’individuo da solo fatica ad uscirne. È dunque fondamentale partire dalla prevenzione nelle scuole, per poi aiutare le persone con strutture come la Casa Ludica. Tutta la comunità deve unirsi per fronteggiare questo grave problema”.