Logo
Corteo pacifista per l’8 marzo a Ravenna: in piazza contro la guerra e il ddl Bongiorno

Si è svolto nella mattina di oggi, domenica 8 marzo, a Ravenna un corteo pacifista promosso dalla Casa delle Donne in occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna. La manifestazione, molto partecipata, ha riunito cittadine e cittadini, associazioni e realtà del territorio in un momento di riflessione pubblica sui temi della pace, dei diritti e della solidarietà internazionale.

Il corteo è partito alle 10.30 da Porta Adriana, in piazzetta Gandhi, dove sono intervenute Barbara Domenichini per la Casa delle Donne e Martina Fabbri per UDI Ravenna. Nel suo intervento Martina Fabbri ha ricordato il significato storico dell’8 marzo: “La lotta per questi diritti è iniziata più di un secolo fa, ma è ancora oggi molto lontana dall’essersi conclusa”.

L’esponente dell’UDI ha poi sottolineato il legame tra patriarcato e conflitti armati: “La guerra e il patriarcato sono profondamente interconnessi. La guerra è l’espressione massima di un sistema che legittima la violenza come linguaggio e il dominio come unica forma di potere”.

Dal piazzale il corteo si è mosso lungo via Cavour, accompagnato da slogan e cartelli contro la guerra, fino a raggiungere piazza Andrea Costa. Qui hanno preso la parola rappresentanti di Emergency e Petia Di Lorenzo per Sanitari per Gaza, che ha portato l’attenzione sulla situazione sanitaria nei territori colpiti dai conflitti.

Nel suo intervento Petia Di Lorenzo ha ricordato come il lavoro di cura abbia spesso un volto femminile: “In Italia oltre il 65% del personale sanitario è composto da donne. Sono loro che ogni giorno tengono insieme il sistema della cura”. Ma ha anche richiamato l’attenzione sulla situazione nei territori di guerra: “Quando la guerra distrugge gli ospedali non distrugge solo edifici, distrugge la possibilità stessa di prendersi cura della vita”.

La manifestazione è poi proseguita fino a piazza del Popolo, dove ha preso la parola Sara Errani della CGIL Ravenna, prima della conclusione affidata allo “SfilOtto” contro il Ddl Bongiorno, presentato da Shamkya Spinazzi di Arci Ravenna, una passerella simbolica in cui alcune partecipanti hanno sfilato mostrando capi di abbigliamento – mutande, reggiseni, jeans, magliette, calzini e minigonne – con la scritta “NO” applicata con lo scotch, per esprimere dissenso verso il provvedimento e ribadire il tema del consenso.

La manifestazione si è conclusa in piazza del Popolo, chiudendo una mattinata di mobilitazione per la pace e per i diritti delle donne, nel solco dello spirito dell’8 marzo.