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|Teatro a Predappio: due spettacoli tra dialetto romagnolo e drammaturgia contemporanea
Il Teatro Comunale di Predappio propone due nuovi appuntamenti che mettono in dialogo tradizione popolare e teatro contemporaneo, offrendo al pubblico due spettacoli molto diversi tra loro ma accomunati dalla capacità di raccontare la società e le relazioni umane.
Il primo appuntamento è in programma domenica 22 marzo alle ore 16.30, quando sul palco salirà la compagnia dialettale Cvi de Funtanò con la commedia “Vita da Chè o Vita da S-Cè”, ambientata nella Romagna dei primi anni Sessanta.
La vicenda si svolge a Faenza, nella casa di Agostino Molari, dove vive la famiglia Mulera, una famiglia semplice, legata a ritmi e abitudini della provincia romagnola del dopoguerra. L’equilibrio domestico viene però sconvolto dall’arrivo di una serie di personaggi inattesi e decisamente fuori dagli schemi: una soprano dal carattere esplosivo, una vivace cagnolina e altri protagonisti pittoreschi danno vita a una girandola di situazioni paradossali, equivoci e colpi di scena.
Attraverso il dialetto romagnolo e un ritmo comico incalzante, lo spettacolo restituisce con ironia e nostalgia l’atmosfera di un’epoca fatta di vicinato rumoroso, relazioni autentiche e piccoli drammi quotidiani trasformati in divertenti avventure. La rappresentazione rientra nella rassegna dedicata al teatro dialettale, iniziativa che valorizza la tradizione linguistica e teatrale del territorio.
Il secondo appuntamento è invece fissato per giovedì 26 marzo alle ore 21 con “Quattro minuti e dodici secondi”, testo del drammaturgo britannico James Fritz, per la regia di Giancarlo Nicoletti. Lo spettacolo porta per la prima volta in Italia uno dei lavori più discussi e apprezzati della drammaturgia contemporanea internazionale.
In scena Chiara Becchimanzi, Claudio Vanni, Flavia Lorusso e Samuele Ghiani, protagonisti di un intenso dramma che affronta il delicato rapporto tra adolescenza, responsabilità e universo digitale. Il titolo fa riferimento alla durata di un video esplicito comparso online e collegato al telefono di un ragazzo di diciassette anni. Da qui prende avvio un confronto sempre più serrato tra genitori e figli, tra verità e sospetti, mentre emergono interrogativi su responsabilità, reputazione e consenso.
Il testo di Fritz costruisce una tensione narrativa che alterna momenti di ironia e forte intensità emotiva, mettendo in luce le fragilità di una generazione cresciuta sotto lo sguardo costante della tecnologia e il ruolo degli adulti in un contesto sociale sempre più complesso.
Premiato con il Critics’ Circle Award e finalista agli Olivier Awards, lo spettacolo ha conquistato il pubblico del West End londinese prima di essere rappresentato in numerosi paesi europei e negli Stati Uniti.
Le scenografie sono firmate da Alessandro Chiti, il disegno luci è di David Barittoni, mentre le musiche originali sono di Mimosa Campironi.
I biglietti per gli spettacoli sono disponibili presso la biglietteria del Teatro delle Forchette a Forlì (via Vivaldi 22), aperta il martedì e il giovedì dalle 18 alle 20.
Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 0543 1713530 o scrivere a info@teatrodelleforchette.it.


