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Cesenatico, sequestrati 60 kg di pesce senza tracciabilità: la Guardia Costiera li dona in beneficenza
IMMAGINE DI REPERTORIO

Un controllo di routine sulla banchina del porto si è trasformato in un sequestro di pesce senza tracciabilità. E alla fine quel carico, anziché finire sul mercato, è stato destinato alla solidarietà.

Nel pomeriggio di martedì 10 marzo, intorno alle 15.30, i militari della Guardia Costiera di Cesenatico, impegnati nelle attività di vigilanza sulla filiera della pesca, hanno effettuato un controllo nella banchina della Darsena Ovest dell’area portuale fermando un furgone per un accertamento.

Durante l’ispezione del vano di carico del mezzo sono state rinvenute 13 cassette contenenti prodotto ittico, per un peso complessivo di circa 60 chilogrammi.

Dalle verifiche è però emerso che il pescato era privo delle previste etichette identificative, obbligatorie per garantire la corretta informazione al consumatore e la tracciabilità lungo tutta la filiera alimentare.

Al conducente del veicolo è stato quindi chiesto di esibire la documentazione di trasporto o eventuali fatture di acquisto utili ad attestare la provenienza del pesce, ma non è stato possibile presentare alcun documento idoneo a dimostrarne la tracciabilità.

Alla luce delle irregolarità riscontrate, i militari della Guardia Costiera hanno contestato la sanzione amministrativa prevista dalla normativa e proceduto al sequestro delle 13 cassette di prodotto ittico.

Il pesce sequestrato, dopo le verifiche sanitarie di rito e accertata la sua idoneità al consumo, è stato infine destinato alla beneficenza e donato a un ente locale, affinché potesse essere utilizzato a favore delle persone in difficoltà.