Crisi Energetica. Legacoop Romagna: “Occorre accelerare sulla transizione alle rinnovabili”
La guerra in Iran e le tensioni geopolitiche che ne sono seguite, confermano che il tema della sicurezza energetica è quanto mai fondamentale per la competitività delle imprese e la stabilità dei sistemi economici.
Sul tema interviene Legacoop Romagna sottolineando che le risposte strutturali non possono dipendere esclusivamente dalla ricerca di nuovi fornitori di combustibili fossili: “Occorre accelerare la transizione energetica, puntando su rinnovabili, innovazione tecnologica e maggiore autonomia energetica dei territori. Per fare questo, occorre passare da una logica totalmente centralizzata a un’architettura distribuita, dove possa nascere un nuovo protagonismo dei territori e delle comunità”.
A favore di questa tesi, Legacoop Romagna sottolinea due elementi che sono emersi di recente in Romagna. “Il primo è il ruolo crescente delle Comunità Energetiche Rinnovabili (Cer), che permettono a cittadini e imprese di produrre, condividere e consumare energia rinnovabile a livello locale. È proprio in questa direzione che si muove Energia Romagna, il progetto promosso da Legacoop Romagna per sviluppare una rete di comunità energetiche nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e nel Circondario Imolese. Le Cer sono uno dei tasselli della trasformazione del sistema energetico, che nei prossimi anni vedrà crescere il ruolo di fotovoltaico, sistemi di accumulo, reti intelligenti e gestione digitale dei consumi – spiegano -. Il secondo è lo sviluppo dell’eolico offshore nel Mare Adriatico. In questi giorni il Sindaco di Ravenna ha ribadito la necessità di cogliere questa opportunità industriale ed energetica per il territorio: Il mondo cooperativo è pienamente concorde: l’eolico offshore può rappresentare uno dei pilastri della produzione di energia rinnovabile nel medio periodo, contribuendo sia alla decarbonizzazione, sia alla sicurezza energetica del Paese”.
“Le crisi energetiche internazionali dimostrano quanto sia fragile un sistema che dipende in larga parte da fonti fossili importate -, spiega Paolo Lucchi, presidente di Legacoop Romagna -. Per questo la produzione locale di energia rinnovabile e la partecipazione diretta di cittadini e imprese diventano sempre più strategiche. Ridurre la dipendenza dai mercati internazionali dell’energia significa anche rafforzare la resilienza economica dei territori”.
“La differenza rispetto a molte altre esperienze è che qui la comunità energetica è davvero del territorio -, spiega Emiliano Galanti, responsabile Comunità Energetiche di Legacoop Romagna. Non si tratta di un servizio gestito a distanza, ma di un progetto costruito insieme a imprese, cittadini e a disposizione delle amministrazioni locali, con referenti presenti sul territorio e un’impostazione cooperativa”.
“Abbiamo la possibilità – dice il responsabile Pesca di Legacoop Romagna, Mirco Bagnari – di costruire una convivenza operativa virtuosa tra le realtà dell’eolico offshore e della pesca e dell’acquacoltura, riducendo le aree sottratte all’esercizio di queste attività di grande importanza economica e sociale. Obiettivo del Governo, quindi, deve essere non di ostacolare le energie rinnovabili, bensì di normare opportunamente adeguatamente questa convivenza negli spazi marittimi, cosa per la quale, al momento, mancano regole adeguate”.
IL PROGETTO ENERGIA ROMAGNA
Energia Romagna sta registrando una crescita significativa: oggi conta circa 80 soci, di cui 50 imprese, per un totale di oltre 250 utenze già allacciate alle comunità energetiche attive. Parallelamente sono già operative o in fase di attivazione oltre 10 configurazioni territoriali, mentre nel corso del 2026 è previsto l’allaccio di circa 10 MW complessivi di nuovi impianti fotovoltaici all’interno della rete delle comunità energetiche.
Il progetto è strutturato come una piattaforma territoriale cooperativa unica, all’interno della quale vengono attivate progressivamente le singole comunità energetiche. Complessivamente sono previste 44 comunità energetiche su tutta la Romagna, con modelli organizzativi e servizi omogenei. In prospettiva può diventare un soggetto capace di operare su più fronti: gestione della flessibilità dei consumi, integrazione con sistemi di accumulo, partecipazione ai nuovi mercati energetici locali e servizi avanzati legati alle “smart grid”.
Per le imprese e i cittadini partecipare a una comunità energetica è semplice. Chi non possiede un impianto fotovoltaico può aderire come consumatore, senza cambiare fornitore o modificare il proprio contratto energetico. Quando un impianto della comunità produce energia e un socio la consuma nello stesso momento si genera energia condivisa, che dà diritto a un incentivo economico riconosciuto dal GSE per vent’anni.
Per le imprese che vogliono realizzare o possiedono già un impianto fotovoltaico, invece, la comunità energetica consente di migliorare ulteriormente la redditività dell’impianto, grazie agli incentivi sull’energia condivisa con gli altri membri della comunità. Per informazioni e iscrizioni: www.energiaromagna.it


