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Occupazione, previsioni positive della Camera di Commercio: 29.600 ingressi tra Forlì-Cesena e Rimini

Sono 29.600 gli ingressi programmati dalle imprese delle province di Forlì-Cesena e Rimini nel trimestre marzo-maggio 2026. È quanto emerge dalle previsioni occupazionali diffuse dalla Camera di commercio della Romagna, elaborate attraverso le analisi di Excelsior Informa, il bollettino mensile con orizzonte trimestrale sui fabbisogni occupazionali delle imprese industriali e dei servizi realizzato da Unioncamere, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalle Camere di commercio italiane.

Nel solo mese di marzo le entrate previste sono 7.930, di cui 4.210 in provincia di Forlì-Cesena e 3.720 in provincia di Rimini. Il dato rappresenta il 19,7% delle entrate programmate a livello regionale, pari a 40.200, con un’incidenza in crescita rispetto al mese precedente, e corrisponde all’8,4% degli ingressi previsti in Italia, stimati complessivamente in 479.000.

Forlì-Cesena: 14.210 ingressi previsti nel trimestre, trainano turismo, commercio e servizi

In provincia di Forlì-Cesena gli ingressi programmati nel trimestre sono 14.210. Nel mese di marzo le entrate previste sono 4.210 e i principali settori di attività risultano i servizi di alloggio, ristorazione e turismo, con 780 ingressi, seguiti dal commercio con 740, dai servizi alle persone con 360, dalle costruzioni con 350 e dalle industrie alimentari, delle bevande e del tabacco con 230.

Le entrate previste si concentrano per il 60% nel settore dei servizi, che comprende commercio, alloggio e ristorazione, servizi alle imprese e alle persone, e nel 65% dei casi riguardano imprese con meno di 50 dipendenti, cioè micro e piccole imprese. Preponderante l’impiego dei contratti a tempo determinato, pari all’83% delle assunzioni.

Una quota del 23% delle entrate previste riguarderà giovani con meno di trent’anni, mentre il 35% delle imprese prevede di assumere personale immigrato. Nel 59% dei casi viene richiesta esperienza professionale specifica o nello stesso settore e 44 imprese su 100 prevedono difficoltà nel reperire i profili richiesti.

Rimini: 15.390 ingressi programmati, forte domanda nel turismo e nei servizi

In provincia di Rimini gli ingressi previsti nel trimestre sono 15.390. Nel mese di marzo le entrate programmate sono 3.720 e il settore trainante è quello dei servizi di alloggio, ristorazione e turismo, con 1.540 ingressi previsti.

Seguono il commercio con 450, i servizi alle persone con 450, i servizi operativi a supporto delle imprese e delle persone con 280 e le costruzioni con 280. Anche in questo caso la domanda di lavoro si concentra fortemente nei servizi, che rappresentano l’80% delle entrate, e nel 76% dei casi riguarda imprese con meno di 50 dipendenti.

Prevalgono anche qui i contratti a tempo determinato, pari all’83% delle assunzioni. Il 21% delle entrate interesserà giovani con meno di trent’anni e il 28% delle imprese prevede di assumere lavoratori immigrati. L’esperienza professionale specifica o nello stesso settore è richiesta nel 65% dei casi e 41 imprese su 100 segnalano difficoltà nel trovare i profili desiderati.

Settore primario: agricoltura in trasformazione tra stagionalità, innovazione e nuovi fabbisogni professionali

Accanto ai dati occupazionali, la Camera di commercio della Romagna propone anche un approfondimento sul settore primario, legato alle indagini Excelsior sui fabbisogni formativi e professionali delle imprese agricole.

Dal 2020 a oggi il comparto agricolo italiano ha mostrato una sostanziale tenuta dei volumi produttivi e nel 2024 si è registrata una crescita del 2% del valore aggiunto, misurato a prezzi costanti. Negli ultimi anni si osserva anche una ripresa dell’occupazione, con un aumento del numero di lavoratori nel settore, mentre il minimo degli addetti si era registrato nel triennio 2020-2022.

Il sistema delle imprese agricole sta attraversando una fase di trasformazione strutturale caratterizzata da una diminuzione numerica delle aziende. Nel 2025 si contano circa 668 mila imprese agricole in Italia, con una riduzione di quasi 11 mila unità rispetto all’anno precedente. Il tessuto produttivo rimane fortemente frammentato e composto prevalentemente da ditte individuali, pari all’84% del totale, ma si registra anche una crescita delle società di capitale, che aumentano del 3% su base annua e rappresentano il 3,5% del settore.

Nel complesso il settore primario si conferma un comparto con una forte propensione ad assumere, in cui un ruolo chiave è svolto dalle microimprese con meno di dieci addetti. Nel 2025 il 98% della domanda di lavoro si è concentrato nelle attività di agricoltura, silvicoltura e caccia, mentre il restante 2% ha riguardato pesca e acquacoltura. Le coltivazioni arboree e quelle di campo risultano tra le attività più determinanti nell’apertura di nuove posizioni lavorative.

La forte stagionalità delle attività agricole incide in modo significativo sulle forme contrattuali: quasi l’88% delle posizioni offerte nel settore nel 2025 è stato legato a contratti a tempo determinato. Allo stesso tempo è molto elevata la richiesta di lavoratori immigrati, che rappresentano il 43% delle entrate programmate, una quota nettamente superiore rispetto alla media degli altri settori economici.

Il settore primario rappresenta per l’Italia un asset strategico fondamentale, pilastro dell’identità nazionale e motore dell’export agroalimentare fondato sull’eccellenza delle produzioni. La sfida dei prossimi anni sarà accompagnare la transizione verso un’agricoltura sempre più innovativa e sostenibile, capace di integrare tecnologie avanzate con lo sviluppo di competenze professionali adeguate e di rafforzare competitività e produttività del comparto.