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Caccia ai bagnini per l’estate: ne mancano ancora 40 per le spiagge ravennati

A quasi due mesi dall’avvio della stagione estiva 2026 nei lidi ravennati, che durerà ufficialmente dal 16 maggio al 20 settembre, mancano all’appello ancora una quarantina di bagnini di salvataggio.

La ricerca si fa più difficile di anno in anno, per questo la Cooperativa Spiagge Ravenna ha deciso – per la prima volta – di aprirsi anche a chi arriva da fuori regione, sostenendo una parte delle spese di alloggio.

In tutto servono 130 bagnini per garantire la copertura dei turni e presidiare le 88 torrette, di cui 14 sulle spiagge libere comunali di maggiore frequentazione, lungo i circa 37 chilometri di costa ravennate che includono 9 lidi: Casalborsetti, Marina Romea, Porto Corsini, Marina di Ravenna, Punta Marina Terme, Lido Adriano, Lido di Dante, Lido di Classe e Lido di Savio.

“Al momento ne abbiamo trovati 85 – afferma Mirko Leoni, responsabile Salvataggio della Cooperativa Spiagge Ravenna –, ma il numero è destinato a crescere considerando che questo è il periodo clou in cui gran parte dei candidati presenta domanda. Una parte dei nuovi assunti arriverà dai corsi, ormai in fase conclusiva, per le nuove reclute”.

In un’epoca storica in cui nulla è per sempre, quella del bagnino è una professione ormai ‘a tempo’, scelta per lo più da giovani per al massimo 7-8 anni, prima di prendere altre strade. “Alla fine, ogni anno, il personale si rinnova al 70% – aggiunge Leoni –. Per cui, anche se ovviamente le prime conferme le abbiamo avute da chi ha deciso di fare un’altra stagione, non possiamo fare affidamento più di tanto, su chi già conosciamo. Questo ci ha spinto a introdurre una novità per avere più possibilità di trovare candidati: estendere la ricerca, tramite internet, anche fuori regione. Come incentivo offriamo la copertura di una parte delle spese di alloggio, in appartamenti già individuati dalla cooperativa come idonei all’uso”.

Ma qual è lo stipendio base netto di un bagnino? Si parla di almeno 1.600 euro, con diversi bonus per anzianità. Una cifra appetibile? “Forse altrove, fuori da Ravenna – risponde Leoni –. Il nostro territorio offre tante opportunità di lavoro, mediamente più interessanti rispetto ad altre località per chi ha appena finito gli studi, grazie soprattutto ai settori legati al porto e all’oil&gas”.

Stando ai dati forniti dalla Cooperativa Spiagge Ravenna, l’80% dei bagnini è costituito da uomini, ma le donne sono in crescita. L’età media oscilla dai 17-18 ai 20-25 anni. Solo il 10% dei bagnini ha più di 50 anni: rientrano in questa categoria le persone che hanno scelto la professione nel lungo periodo, ormai un’eccezione e non più la regola.

I bagnini di oggi sono in genere studenti, anche universitari, che – dopo aver preso il brevetto – vogliono guadagnare qualcosa d’estate. O giovani, che in attesa di altri impieghi, per qualche anno posso contare su un’entrata stagionale sicura. Molti di loro in inverno fanno altri lavori o vanno all’estero.

Lungi ormai dalla figura mitica del bagnino di salvataggio romagnolo, così come celebrata nel cinema italiano e internazionale specialmente negli anni Ottanta e Novanta, qual è oggi il punto di forza? “Si tratta di una professione unica – ricorda Leoni – che offre ai ragazzi la possibilità di vivere in un ambiente bello come la spiaggia, dove si possono conoscere tante persone. Il bagnino è un punto di riferimento per tutti quelli che lo circondano, si occupa della loro salvaguardia e quindi ha stimoli continui”.

In merito alla sicurezza, il responsabile Salvataggio della Cooperativa Spiagge Ravenna non ha dubbi: “Il numero di episodi di salvataggio è per lo più lo stesso negli anni. Rispetto al passato, oggi c’è una conoscenza maggiore dei pericoli in spiaggia ma anche un’utenza diversa. Ci sono soprattutto persone provenienti dall’estero che non hanno la stessa sensibilità che abbiamo noi e che si mettono più a rischio. I nostri bagnini cercano sempre di prevenire e di insegnare come andare in mare in sicurezza. A volte, per esempio, i problemi maggiori derivano da correnti un po’ particolari che trasportano al largo dove non si tocca senza accorgersene”.