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Sette volte tra i migliori al mondo: Silvio Zalambani porta la Romagna sul palco del tango (ed è l’unico italiano)

Dalla Romagna ai palchi internazionali del tango, alla XII Cumbre Mundial del Tango. Protagonista è Silvio Zalambani, sassofonista di origini fusignanesi e faentino d’adozione, appena atterrato a Granada per uno degli appuntamenti più prestigiosi del panorama mondiale.

Non è una partecipazione qualunque: Zalambani è infatti l’unico artista italiano presente per la settima volta consecutiva al summit itinerante che, ogni due anni, riunisce l’élite internazionale del tango. Un riconoscimento importante, sottolineato anche dal direttore artistico Horacio “Tato” Rebora, che lo ha indicato come esempio di innovazione capace di emergere anche oltre i confini argentini.

“La partecipazione alla Cumbre significa, fin da subito, il riconoscimento e la stima del mondo musicale internazionale e degli addetti ai lavori di Buenos Aires — spiega Zalambani —. È motivo di orgoglio rappresentare l’Italia e la Romagna in questa manifestazione. Con me ci sono i musicisti del mio 4to Tango, tutti corregionali: Vittorio Veroli, Massimo Mantovani e Gianluca Ravaglia”.

A Granada, il sassofonista porterà sul palco sia il suo quartetto storico sia nuove collaborazioni internazionali. Accanto al progetto 4to Tango, si esibirà anche come solista insieme al Glück Quartet, ensemble di giovani talenti delle Canarie, proponendo composizioni originali di tango contemporaneo.

Ma il 2026 per Zalambani si preannuncia un anno cruciale anche sul fronte discografico. A maggio è prevista l’uscita del nuovo album “Piazzolla y mas allá”, registrato a Buenos Aires con il Quinteto Revolucionario.

“È un lavoro nato al Bebop Club di Buenos Aires grazie all’intercessione di Maria Susana Azzi, biografa ufficiale di Piazzolla — racconta il musicista —. Il progetto attraversa il linguaggio attuale definito “Tango Siglo XXI”, partendo dall’interpretazione contemporanea di alcuni brani che Astor compose negli anni Settanta proprio in Italia, per giungere a composizioni mie e di autori argentini di punta come Cristian Zárate e Leonardo Sánchez”.

La partecipazione alla Cumbre culminerà nelle serate del 21 e 22 marzo, tra il Teatro Isabel la Católica e il Centro Federico García Lorca, all’interno di un cartellone che vede la presenza di grandi nomi del tango internazionale.

Per la Romagna – e in particolare per Faenza e Lugo – si tratta di un motivo di orgoglio: Zalambani continua a portare nel mondo un’identità musicale radicata nel territorio, ma capace di parlare un linguaggio globale.