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Rifacimento ponti di Boncellino e Sant’Agata. La Regione E-R: “Entro maggio la progettazione esecutiva delle due infrastrutture”

Dopo le alluvioni del 2023, restano ancora senza certezze tempi e finanziamenti per due infrastrutture cruciali della Bassa Romagna: i ponti ferroviari di Boncellino e Sant’Agata sul Santerno.

A sollevare la questione è stata la consigliera Eleonora Proni (Partito democratico), che in un question time ha chiesto chiarezza su tempistiche e coperture economiche, invitando la giunta regionale a ottenere aggiornamenti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e da Rete Ferroviaria Italiana.

Il nodo è particolarmente delicato: durante l’Alluvioni in Emilia-Romagna del 2023, il ponte ferroviario sul fiume Lamone a Boncellino è stato individuato come uno dei principali punti critici, avendo ostacolato il deflusso dell’acqua e contribuito all’allagamento del centro abitato.

Secondo quanto evidenziato da Proni, gli interventi di ricostruzione – stimati in circa 50 milioni di euro per Boncellino e 30 milioni per Sant’Agata – rientrano in un più ampio piano di messa in sicurezza del territorio. Tuttavia, a oggi mancano ancora garanzie ufficiali sia sui fondi sia sull’avvio dei cantieri. Un ritardo legato anche alla Convenzione quadro tra commissario straordinario e Rfi, la cui formalizzazione è prevista entro fine 2026, con il rischio concreto di ulteriori slittamenti.

A rispondere in Aula è stata la sottosegretaria regionale Manuela Rontini, che ha fornito un aggiornamento sullo stato dell’arte: entrambi i ponti sono inseriti nel Piano speciale di ricostruzione e la progettazione esecutiva è già in corso.

A Boncellino verrà sostituito il ponte sul Lamone ed è in corso la progettazione esecutiva, per un importo di oltre 900mila con soggetto attuatore Rfi, che arriverà a conclusione entro maggio 2026 – ha ricordato -. Per il ponte sulla linea Lugo-Lavezzola sono previsti due interventi, sempre a cura di Rfi: la demolizione e rimozione della travata metallica e la sostituzione della travata, la cui progettazione esecutiva ha un costo di 1,29 milioni di euro, e anche questa sarà conclusa entro maggio 2026. Per entrambi gli interventi, il ponte sul Lamone, con un costo di 48 milioni, e il ponte di Sant’Agata, per 32 milioni di euro, nei prossimi mesi verrà definita la copertura finanziaria sulla base delle caratteristiche e delle finalità delle infrastrutture, fra cui la mitigazione del rischio idrogeologico. Per quanto riguarda le richieste a Ministero e Rfi restiamo disponibili all’interlocuzione, che è quotidiana”.

Parole che hanno raccolto la soddisfazione della stessa Proni, che ha sottolineato l’importanza di mantenere aggiornati territori, cittadini e imprese: “Serve un impegno condiviso, anche alla luce delle ingenti risorse necessarie e dei danni causati dalle alluvioni”.

Intanto, per le comunità locali, la priorità resta una sola: trasformare le promesse in cantieri concreti, per evitare che le ferite del 2023 restino ancora a lungo aperte.