Ex Eridania, dopo il Tar resta lo scontro: il Comune di Forlì difende i lavori, AVS parla di retromarcia
Non si chiude il confronto sull’area ex Eridania di Forlì dopo l’udienza davanti al Tar. La vicenda, che negli ultimi mesi ha visto contrapposti Comune, associazioni ambientaliste e opposizione, continua a dividere anche dopo il passaggio in tribunale, con interpretazioni opposte su quanto accaduto.
Al centro c’è l’intervento di “bonifica” disposto dal Comune nell’area verde, diventata negli anni anche habitat di una garzaia. Un intervento che aveva sollevato le contestazioni di Wwf, Lac e Animal Liberation, poi sfociate nel ricorso al Tar.
L’amministrazione respinge con decisione l’idea di un passo indietro. “Non c’è nessun ravvedimento del Comune di Forlì – afferma l’assessore Giuseppe Petetta –. Il Tar ha riconosciuto la legittimità del procedimento, eseguito nel rispetto delle prescrizioni pervenute”.
Secondo il Comune, infatti, il ricorso è arrivato quando i lavori erano già stati sostanzialmente completati. “Le lavorazioni previste erano già state eseguite prima della proposizione del ricorso – spiega Petetta – ad eccezione di un intervento residuale di trinciatura e decespugliazione in un’area adiacente alla garzaia, che non interferisce con la stessa. La parte sostanziale del lavoro era quindi già stata fatta”.
L’intervento, sottolinea l’assessore, è stato realizzato per rispondere alle indicazioni di Ausl Romagna e Arpae, che avevano segnalato la necessità di un ripristino igienico-sanitario dell’area. “I lavori sono stati programmati e ultimati prima del periodo di nidificazione degli aironi – aggiunge – e gli ardeidi sono stati costantemente monitorati e mai disturbati”.
Il Comune ribadisce inoltre di aver operato in modo limitato e compatibile con le norme ambientali: “Ci siamo limitati al diradamento basso, con rimozione di alberature secche senza nidi e potatura della vegetazione spontanea. Non c’è mai stata l’intenzione di distruggere il bosco”.
Quanto alla possibilità di installare dissuasori per gli uccelli, prevista solo come misura eventuale, l’amministrazione evidenzia che “le modalità operative seguite hanno evitato che vi fosse la necessità di farvi ricorso”. Anche la Regione, viene ricordato, ha rilevato che i lavori “non hanno determinato conseguenze negative significative sulla nidificazione”.
Di segno opposto la posizione di Alleanza Verdi Sinistra, che ha deciso di portare il tema in consiglio comunale con una mozione – in discussione il 31 marzo – per chiedere la tutela dell’area e della garzaia.
Secondo AVS, quanto emerso dopo il passaggio al Tar non può essere letto come una semplice conferma della correttezza degli interventi. “Al di là dei toni dell’assessore, è difficile non rilevare che si tratta di un cambio di posizione, se non di una retromarcia, dettata dalla pressione di cittadini e associazioni”.
Il gruppo consiliare contesta anche le modalità con cui sono stati eseguiti i lavori, sostenendo che vi siano stati effetti sulla fauna: “Sono state documentate immagini degli aironi in fuga mentre era in corso la stagione di nidificazione, con un danno che poteva essere evitato”.
Per AVS il punto centrale non è solo giuridico, ma politico e ambientale. “Se davvero l’intervento era corretto e privo di criticità, perché ridurne così rapidamente l’entità? Le due cose non stanno insieme”.
L’area ex Eridania viene descritta come un ecosistema urbano ormai consolidato, capace di svolgere funzioni ambientali importanti e di ospitare una garzaia con numerosi esemplari. Per questo, la mozione punta a ottenere impegni chiari e duraturi per la sua tutela.
“Se il Comune ha davvero intenzione di tutelare l’area – conclude AVS – lo dimostri votando la mozione e impegnandosi formalmente. Altrimenti resta solo un passo indietro fatto sotto pressione”.


