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Pnrr e welfare, interrogazione di Gnassi: “Tagli inaccettabili, nel Riminese oltre un milione in meno per gli affitti”

Il deputato del Partito Democratico Andrea Gnassi, insieme a un gruppo di parlamentari dem, ha presentato un’interrogazione al Governo sui fondi del Pnrr destinati al welfare, denunciando tagli che inciderebbero direttamente sui servizi sociali e sui territori.

“Quello che sta accadendo sui fondi del welfare del Pnrr, sui servizi e sul sociale che tocca le vite delle persone è semplicemente inaccettabile. Altro che territori, autonomia differenziata! Il Governo rompe unilateralmente un patto di fiducia con i Comuni, mettendo a rischio risorse europee già assegnate, progetti in itinere in corso di realizzazione e completamento, colpendo servizi essenziali per le persone con disabilità e per chi vive in condizioni di estrema fragilità”, dichiarano Gnassi e i deputati Pd.

Nel mirino, in particolare, le risorse destinate a progetti legati all’autonomia delle persone con disabilità, ai servizi domiciliari e al sostegno abitativo. “Parliamo di quasi un miliardo di euro del Pnrr destinato a progetti fondamentali: autonomia per le persone con disabilità, servizi domiciliari, alloggi temporanei per chi non ha una casa. Risorse già programmate, già messe a terra, su cui i Comuni stanno costruendo risposte concrete per i territori”.

I parlamentari portano quindi l’attenzione sul territorio riminese: “In provincia di Rimini è stato azzerato ad esempio il fondo per il sostegno affitti, che per il solo comune di Rimini valeva 6/700mila euro all’anno e complessivamente superava il milione di euro all’anno. Il Fondo Autismo per il Distretto Nord (Rimini, Bellaria, Santarcangelo e Valmarecchia) valeva invece 350mila euro all’anno ed è stato prima tolto, poi ripristinato ma con una cifra inferiore alla metà: 150mila euro”.

“Tagliare risorse all’improvviso significa bloccare interventi, mettere in difficoltà i Comuni che dovranno coprire con risorse proprie i progetti ormai completati, tradendo gli impegni e compromettendo anche la credibilità dell’Italia nell’utilizzo dei fondi europei – continua Gnassi -. È inaccettabile il metodo, oltre che il merito: nessun confronto, nessun preavviso, solo lettere che comunicano tagli già decisi”.

I firmatari dell’interrogazione criticano anche il metodo adottato: “Così si mina alla radice la fiducia istituzionale e si mette a rischio l’attuazione stessa del Pnrr sui territori. Siamo davanti a un Governo allo sbando, incapace di gestire il Pnrr e di assumersi le proprie responsabilità, mentre prova a nascondersi dietro scandali imbarazzanti e tristi da fine impero, come quello che coinvolge il ministro degli Interni”.

Da qui la richiesta finale: “Chiediamo l’immediato ritiro di questi tagli e l’apertura di un confronto serio con gli enti locali. Il Pnrr non può essere usato come un bancomat per coprire errori: è un impegno con l’Europa e con i cittadini italiani. Serve rispetto per i Comuni, serve rispetto per i cittadini. Così si rompe il Paese”.