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|Costruzioni, tra crescita e rallentamenti: i dati 2025 e le previsioni 2026 per Forlì-Cesena e Rimini
Dopo la diffusione del Rapporto sull’economia 2025, prosegue l’analisi dell’Osservatorio economico e sociale della Camera di commercio della Romagna con un focus dedicato al settore delle costruzioni. I dati consuntivi e le previsioni Prometeia delineano un quadro articolato tra le due province: Forlì-Cesena mostra ancora segnali di crescita, mentre Rimini evidenzia una fase di rallentamento, in un contesto complessivo di progressiva ridefinizione della domanda.
Forlì-Cesena: crescita nel 2025, segnali positivi anche per il 2026
In provincia di Forlì-Cesena il comparto chiude il 2025 con un aumento del valore aggiunto del 4,0%. Per il 2026 è prevista una crescita dello 0,3%, in controtendenza rispetto al lieve calo atteso sia a livello regionale (-0,2%) sia nazionale (-0,2%).
Al 31 dicembre 2025 si contano 5.550 imprese edili attive, pari al 15,7% del totale (16,6% in Emilia-Romagna e 14,8% in Italia). Rispetto a dicembre 2024 si registra una diminuzione dell’1,1%, superiore alla flessione complessiva delle attività economiche provinciali (-0,6%). Nel dettaglio, calano dello 0,7% le imprese dei lavori di costruzione specializzati (78,6% del totale), del 2,2% quelle della costruzione di edifici (20,3%) e dell’8,7% quelle dell’ingegneria civile (1,1%).
Il settore resta fortemente frammentato: il 96,1% delle imprese ha una dimensione media di 1,5 addetti, il 3,5% impiega mediamente 18,6 addetti e le restanti 21 unità hanno una media di 121,4 addetti. Le ditte individuali rappresentano il 66,1% del totale, le società di capitali il 20,6%. L’80,5% delle imprese è artigiana.
La componente straniera incide per il 31,4% della base imprenditoriale e per il 38,0% dei titolari di imprese individuali. Le principali nazionalità sono albanese (41,1%), rumena (15,1%), tunisina (9,3%), ucraina (5,8%) e macedone (5,2%). Il 64,7% degli imprenditori stranieri ha meno di 50 anni, contro il 32,8% degli italiani.
Sul piano congiunturale, nel 2025 il volume d’affari cresce del 2,3%, in controtendenza rispetto al dato regionale (-0,7%). Aumentano anche gli occupati: i dipendenti raggiungono quota 7.995 (+1,9%) e le ore lavorate salgono a 7,67 milioni (+2,8%). La media annua per addetto cresce dello 0,9% (da 950 a circa 960 ore), pur restando sotto i livelli pre-pandemia. In aumento anche la Cassa integrazione guadagni, con oltre 130mila ore autorizzate (+2,2%), pari al 3,5% del totale provinciale.
Nel mercato immobiliare, nel 2024 si registra un aumento del 2,7% delle compravendite residenziali rispetto al 2023 (1,3% sia a livello regionale sia nazionale). I dati dei primi tre trimestri del 2025 indicano un ulteriore incremento del 10,9%.
Rimini: stabilità nel 2025 e flessione attesa nel 2026
In provincia di Rimini il valore aggiunto del settore nel 2025 resta stabile (0,0%), a fronte della crescita registrata in Emilia-Romagna (+2,4%) e in Italia (+2,5%). Per il 2026 è prevista una flessione dell’1,0%, più marcata rispetto al -0,2% stimato a livello regionale e nazionale.
Le imprese edili attive al 31 dicembre 2025 sono 5.159, pari al 14,9% del totale (16,6% in Emilia-Romagna e 14,8% in Italia), con una diminuzione dello 0,4% rispetto all’anno precedente, in linea con l’andamento complessivo delle attività economiche provinciali. Le imprese dei lavori specializzati (75,0%) risultano stabili, mentre calano dell’1,3% quelle della costruzione di edifici (24,2%) e del 6,8% quelle dell’ingegneria civile (0,8%).
Anche qui prevale la micro-impresa: il 95,9% ha una dimensione media di 1,6 addetti, il 3,9% impiega mediamente 16,7 addetti e le restanti 13 unità hanno una media di 99,9 addetti. Le ditte individuali rappresentano il 63,1%, le società di capitali il 26,0%. Il 77,2% delle imprese è artigiana.
La componente straniera è più elevata rispetto a Forlì-Cesena, con il 40,1% della base imprenditoriale e il 43,4% dei titolari di imprese individuali. Le principali nazionalità sono albanese (38,7%), rumena (21,5%), macedone (7,2%), marocchina (4,7%) e ucraina (4,2%). Il 67,2% degli imprenditori stranieri ha meno di 50 anni, contro il 32,4% degli italiani.
Nel 2025 il volume d’affari registra una diminuzione del 2,4%, a fronte del -0,7% regionale. I dipendenti crescono a 6.365 unità (+1,0%), ma calano le ore lavorate, pari a 5,52 milioni (-6,1%), così come la media annua per addetto, in diminuzione del 7,0% (da 932 a circa 867 ore), ancora sotto i livelli pre-pandemia. In forte calo la Cassa integrazione, che scende a circa 110mila ore autorizzate (-55,4%), pari all’1,9% del totale provinciale.
Il mercato immobiliare mostra segnali di dinamismo: nel 2024 le compravendite residenziali crescono del 9,9% rispetto al 2023, mentre nei primi tre trimestri del 2025 si registra un ulteriore aumento del 15,0%.


