SANITA'
|Ricerca sanitaria, Emilia-Romagna ai vertici nazionali: ruolo chiave della Romagna e dell’Irst di Meldola
Ricerca sanitaria, l’Emilia-Romagna tra le eccellenze nazionali. Importanti risultati anche per la Romagna
L’Emilia-Romagna si conferma tra le regioni italiane più avanzate nel campo della ricerca sanitaria. A dirlo sono le ultime valutazioni del Ministero della Salute e i risultati del Bando Ricerca finalizzata 2024, che vedono il sistema sanitario regionale distinguersi per qualità scientifica, capacità di attrarre finanziamenti e sviluppo di terapie innovative.
Complessivamente sono 35 i progetti di ricerca finanziati, per un valore di oltre 14,1 milioni di euro, nei settori dell’oncologia, della neurologia, della cardiologia e dei modelli organizzativi dei servizi sanitari. Un risultato che colloca l’Emilia-Romagna al primo posto in Italia per numero di progetti finanziati presentati da aziende sanitarie e al terzo posto complessivo considerando anche gli Irccs.
Il sistema regionale della ricerca è sostenuto ogni anno dalla Regione con 6,5 milioni di euro di investimenti, con l’obiettivo di rafforzare un ecosistema che coinvolge aziende sanitarie, ospedali, università e istituti di ricerca. «Dove si fa ricerca si cura meglio», hanno sottolineato il presidente della Regione Michele de Pascale e l’assessore alla Sanità Massimo Fabi, evidenziando come la ricerca sia fondamentale per garantire cure sempre più efficaci e innovative ai cittadini.
Tra i protagonisti di questi risultati figurano i cinque Irccs presenti in Emilia-Romagna, tutti ai vertici delle classifiche nazionali per produzione scientifica, capacità di attrarre finanziamenti e partecipazione a studi clinici.
Il contributo della Romagna
Un ruolo di primo piano spetta anche alla Romagna. In particolare, l’Irst “Dino Amadori” di Meldola, istituto di ricovero e cura a carattere scientifico specializzato in oncologia, si distingue per risultati di assoluto rilievo: è il primo tra gli Irccs regionali per volume di finanziamenti italiani ricevuti e il terzo a livello nazionale.
Il centro romagnolo si conferma inoltre tra i più avanzati nella ricerca clinica: è il primo tra i 44 Irccs italiani per numero di pazienti coinvolti in studi e trial clinici e terzo per numero di studi avviati negli ultimi cinque anni, a testimonianza della capacità di offrire ai pazienti accesso a cure innovative e sperimentali.
Anche il sistema sanitario territoriale partecipa direttamente alla crescita della ricerca regionale. Nel Bando Ricerca finalizzata 2024, infatti, l’Ausl della Romagna ha ottenuto il finanziamento di due progetti per un valore complessivo di 900mila euro, contribuendo allo sviluppo di nuove conoscenze e modelli assistenziali.
Un sistema che cresce con giovani e ricercatrici
Un dato significativo riguarda anche il profilo dei responsabili dei progetti: molti studi sono guidati da giovani ricercatori e da donne, segnale di un sistema della ricerca sempre più dinamico e aperto alle nuove generazioni.
Nel complesso, i risultati confermano il ruolo dell’Emilia-Romagna come uno dei principali poli di ricerca sanitaria del Paese, con ricadute dirette sulla qualità delle cure offerte ai cittadini e sullo sviluppo di nuove terapie. In questo contesto, la Romagna e il polo oncologico di Meldola rappresentano uno dei punti di forza della rete regionale della ricerca.


