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“Sciopero delle domeniche” per i netturbini di Ravenna e Cervia: i cestini stradali rischiano di restare pieni se non si trova l’accordo

La spazzatura nei parchi e nelle vie di Ravenna e Cervia rischia di non venire raccolta nei prossimi week end, compreso il 26 aprile, dopo la Festa della Liberazione in cui è atteso come di consueto un certo traffico turistico, per lo “sciopero delle domeniche” indetto dal sindacato SGB al grido di “Se sono solo mozziconi, la domenica ve li raccogliete voi”. Questo lo slogan con il quale le lavoratrici e i lavoratori di Colas e Copura annunciano una mobilitazione che punta i riflettori sulle condizioni di lavoro nel settore dell’igiene urbana.

Da sabato 18 a domenica 26 aprile è stato infatti proclamato uno sciopero di nove giorni consecutivi, durante il quale i dipendenti impegnati nei servizi di raccolta rifiuti rifiuteranno qualsiasi variazione dell’orario: niente straordinari, reperibilità o turni domenicali.

Al centro della protesta c’è la questione dell’inquadramento contrattuale: le richieste sindacali sono di riconoscere ai lavoratori il passaggio al secondo livello, che garantirebbe uno stipendio più alto e commisurato alle mansioni svolte, non solo di spazzamento con scopa e paletta, ma anche di raccolta dei rifiuti dai cestini stradali, nei parchi pubblici e nei mercati, oltre alla rimozione dei rifiuti abbandonati accanto ai cassonetti. Operazioni che prevedono anche il trasporto con mezzi aziendali, spesso a pieno carico a fine turno, sottolineano dal sindacato. A supporto delle loro rivendicazioni, è stata inviata una segnalazione all’Ispettorato del Lavoro, corredata da foto e video.

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Secondo quanto denunciato, tutti gli addetti risultano attualmente inquadrati al primo livello, nonostante carichi di lavoro definiti gravosi. La retribuzione mensile supera di poco i 1300 euro, con una perdita indicata in oltre 170 euro rispetto a quello che il sindacato rappresenta come il corretto inquadramento.

La mobilitazione, definita da SGB “sciopero delle domeniche”, riguarderà anche il 19 e il 26 aprile, giornate in cui i lavoratori sono normalmente chiamati in servizio pur essendo considerate di riposo. Per queste prestazioni, viene segnalata un’indennità di 7 euro, senza il riconoscimento della maggiorazione per flessibilità.

Lavoratrici e lavoratori fanno sapere che, senza un’immediata apertura del confronto, la protesta potrebbe proseguire con ulteriori iniziative.