Legalità, dalla Regione il bando 2026: fondi contro mafie, usura e odio online
Nuovi fondi e nuovi ambiti di intervento per rafforzare le politiche di legalità sul territorio. La Regione Emilia-Romagna ha approvato il bando 2026 per gli accordi di programma con gli enti locali, con l’obiettivo di sostenere progetti contro criminalità organizzata, usura e caporalato, ma anche per il supporto alle vittime e il riutilizzo dei beni confiscati.
La misura è stata presentata a Bologna a amministratori pubblici e coordinatori delle politiche locali. Le candidature potranno essere presentate entro il 4 maggio.
Accanto alle azioni già consolidate, il bando introduce quest’anno un’attenzione particolare ai fenomeni emergenti, come l’odio online e le forme di discriminazione legate all’uso dei social e degli strumenti digitali.
«La lotta per la legalità si trasforma e evolve insieme alla società – sottolinea l’assessora regionale alla Legalità Elena Mazzoni –. Mentre manteniamo alta la guardia contro mafie e usura, chiediamo un impegno forte anche sulle nuove piazze virtuali. L’educazione digitale e il contrasto all’odio online sono diventati anticorpi essenziali per la nostra democrazia».
Il bando si inserisce nel quadro della legge regionale 18 del 2016, che promuove interventi integrati per la diffusione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile. Dalla sua entrata in vigore sono stati sottoscritti 344 accordi di programma con enti locali, scuole e università, per un investimento complessivo di oltre 9 milioni di euro.
Tra le azioni finanziabili rientrano i progetti educativi nelle scuole, la prevenzione dell’usura e del caporalato, il sostegno alle vittime del racket e dei reati mafiosi, anche attraverso servizi di consulenza legale e psicologica, oltre a campagne di informazione sul Fondo di solidarietà.
Un capitolo importante riguarda anche il recupero e il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata: in Emilia-Romagna sono attualmente 49 quelli già recuperati grazie al sostegno regionale, con investimenti che dal 2011 superano i 7,8 milioni di euro.
Sul fronte della prevenzione dei crimini d’odio, nei giorni scorsi la Regione ha inoltre sottoscritto un protocollo con Corte d’Appello di Bologna, Procura Generale, Ordine degli avvocati, Unione dei consigli forensi e Comune di Bologna, per rafforzare le azioni di contrasto alle discriminazioni e promuovere la cultura dei diritti.
Il nuovo bando rappresenta quindi un ulteriore passo nel rafforzamento delle politiche territoriali per la legalità, con un’attenzione crescente anche alle nuove forme di rischio sociale legate al contesto digitale.


