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Quattro ore davanti al gip: Luca Spada si difende e nega l’omicidio di Deanna Mambelli

Un interrogatorio lungo e articolato, durato oltre quattro ore, durante il quale Luca Spada ha sostenuto con fermezza la propria estraneità ai fatti. Il 27enne di Meldola, ex autista della Croce Rossa, è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Forlì nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Deanna Mambelli.

All’uscita dall’aula, – come riporta l’Ansa Emilia Romagna – i suoi difensori, gli avvocati Marco Martines e Gloria Parigi, hanno riferito che l’indagato ha scelto di rispondere a ogni quesito, senza sottrarsi neppure agli aspetti più delicati dell’indagine. “Ha fornito la sua versione su tutti i punti sollevati”, hanno spiegato, sottolineando come Spada abbia ribadito più volte di non avere alcuna responsabilità nella morte dell’anziana.

L’attenzione degli inquirenti si concentra sul decesso dell’85enne, avvenuto lo scorso 25 novembre. Secondo la Procura, la donna sarebbe stata uccisa attraverso l’introduzione di aria nel corpo, causa di una presunta embolia gassosa. Una ricostruzione che la difesa contesta in modo netto: Spada, hanno chiarito i legali, nega sia l’azione sia l’utilizzo di strumenti compatibili con tale ipotesi.

Durante l’interrogatorio non sono mancati momenti di tensione emotiva. Il giovane si sarebbe commosso in più occasioni, anche in considerazione del quadro accusatorio che lo vede indagato per altri cinque episodi analoghi. Tuttavia, la misura cautelare attualmente in atto riguarda esclusivamente il caso Mambelli.

La linea difensiva si concentra soprattutto sull’elemento scientifico. “È fondamentale chiarire le reali cause del decesso”, hanno evidenziato gli avvocati, annunciando la volontà di affidarsi a consulenti medico-legali per mettere in discussione le conclusioni dell’accusa.

Tra i temi affrontati figurano anche i contenuti di alcune conversazioni intercettate, in cui Spada utilizzerebbe espressioni forti riferite a decessi. Secondo la difesa, si tratterebbe di un linguaggio interno a determinati contesti lavorativi, inappropriato ma non indicativo di comportamenti criminali.

Spazio anche ai chiarimenti sui rapporti con il settore delle onoranze funebri, che – stando a quanto dichiarato – si limiterebbero a conoscenze personali circoscritte. In merito invece alla presunta manomissione delle telecamere installate su un’ambulanza, i legali hanno fornito una versione alternativa, parlando di un semplice intervento tecnico su una componente del mezzo.

Quanto al possesso di strumenti sanitari, la difesa ha spiegato che Spada, avendo talvolta operato anche in contesti di emergenza, poteva avere con sé materiale utile da mettere a disposizione del personale medico. Nessun elemento, tuttavia, collegherebbe direttamente questi oggetti al caso in esame.

A innescare l’indagine era stata anche la segnalazione di una ex collega, che ha riferito di aver notato in passato una siringa tra gli effetti personali dell’indagato, precisando però che non si trattava di uno strumento pronto all’uso. La stessa testimone ha descritto Spada come una persona capace di influenzare gli altri sul piano emotivo.

Nei prossimi giorni la difesa potrebbe depositare una richiesta di scarcerazione. Intanto, la Procura prosegue gli accertamenti su un caso che continua a sollevare interrogativi e a tenere alta l’attenzione.