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Botta e risposta tra Morrone e Bakkali su immigrazione, violenze in città e risultati di governo

Dopo il lungo intervento dell’onorevole Ouidad Bakkali, pubblicato nella giornata di ieri, in cui la deputata ravennate in forza al PD puntualizzava la sua posizione a seguito dei terribili fatti che hanno funestato la cronaca cittadina negli ultimi giorni, ultimo e più grave dei quali, l’omicidio del 29enne Moussa Cisse in zona Darsena, arriva la risposta dell’onorevole Jacopo Morrone in quota Lega, che l’accusa di “lezioncine socialbuoniste”.

“Sì, la sicurezza si costruisce – rivendica Morrone -, soprattutto partendo da basi obiettive che riconoscano la situazione disastrosa creata da una sinistra per cui la sicurezza è un tabù. Ma è difficile se non impossibile costruire sicurezza quando il Pd demolisce sistematicamente ogni norma e ogni provvedimento assunto dal Governo di centrodestra e contrasta localmente ogni richiesta di più rigore. Siamo stanchi di sentirla impartire lezioncine socialbuoniste”.

“Pd e alleati sono gli ultimi a poter parlare di accoglienza e coesione sociale – aggiunge – quando stanno ancora tifando per i porti aperti e per un immigrazionismo seriale in controtendenza perfino rispetto ad altri Paesi europei. Anche Bakkali dovrebbe sapere che l’immigrazione non controllata mette a rischio identità, cultura e sicurezza sociale delle nostre comunità. Ma ‘business is business’: l’immigrazione irregolare è affare lucroso e chissenefrega delle ricadute devastanti su città, welfare e sicurezza. E siamo anche stanchi della spregiudicata narrazione buonista dell’accoglienza ‘senza se e senza ma’ da parte di una sinistra sempre pronta a giustificare e legittimare barbarismi vari e addirittura reati che ci regalano certi immigrati e certe culture. Il tutto senza pretendere rispetto delle nostre leggi, della nostra cultura e di una vera integrazione. No, egregia onorevole Bakkali, se le donne e non solo si sentono insicure per la strada, se la gente ha paura la responsabilità sta tutta in capo alle politiche, alle ideologie, ai sindaci e alle amministrazioni di sinistra e ai loro terminali in Parlamento. Gli stranieri che commettono reati, soprattutto se irregolari, vanno espulsi dall’Italia nell’ottica della legalità e di una maggiore sicurezza. Ci dica cosa ne pensa e come giudica l’inchiesta ravennate sui ‘certificati’ fasulli per evitarne l’espulsione. Se la sicurezza si può costruire appare evidente che è arduo pensare di farlo con l’area politica di Alessandro Barattoni e del ‘campo largo’”.

Chiamata dallo stesso segretario della Lega Romagna, non si è fatta attendere la controreplica di Bakkali, che ricorda a Morrone di essere al governo. “Devo constatare che l’egregio onorevole Morrone siede probabilmente tra i Vannacciani, transfughi dalla Lega e che si dichiarano “la vera destra” criticando duramente il Governo a partire proprio dalle politiche migratorie e di gestione della sicurezza . è la risposta della deputata PD -. Perché Morrone dovrebbe ricordarsi di essere invece al Governo da 4 anni e di essere deputato di una maggioranza che ha approvato innumerevoli provvedimenti su tutte le questioni che oggi dichiara di essere, lo cito “tutte in capo alle politiche, ideologie, sindaci e deputati di sinistra”. Basterebbe già questo per valutare la qualità e sostanza delle argomentazioni del deputato leghista “di lotta e di governo”, al quale però per serietà e amor di verità voglio rispondere puntualmente”.

“’Il Pd demolisce ogni provvedimento’, dice: peccato che la maggioranza non abbia certo bisogno dei nostri voti per approvare tutte le soluzioni introdotte dai decreti immigrazione e dai decreti sicurezza. Quei provvedimenti sono legge ormai e non sono io, ma il Paese, a chiedervi conto dei risultati ottenuti con le vostre decisioni. E quindi chiedo – snocciola Bakkali -: gli scafisti li avete poi presi? I porti li avete poi chiusi? Gli irregolari colpevoli di reati e socialmente pericolosi li avete poi “remigrati”? Il centro in Albania ha funzionato? La stretta sulle ONG ha davvero scoraggiato le partenze e diminuito i morti? E ancora: le zone rosse, le pene più severe, il daspo ai giovani, il decreto Caivano, il decreto rave, il divieto della cannabis light, i nuovi reati e aggravanti che comportano oltre 400 anni di carcere in più nel sistema penale, hanno prodotto risultati?”

“E sia chiaro – puntualizza -: sono politiche che rifiuto nell’impostazione e nella sostanza, ma è tempo che emerga il vostro grande inganno — perché l’unica evidenza ormai è che sull’immigrazione avete lucrato elettoralmente voi per oltre vent’anni. Sui porti: crede davvero che i ravennati si bevano che sia il sindaco a telefonare al ministro Piantedosi per chiedere più navi? È il vostro Governo che ha deciso di farle navigare per giorni, mandandole in tutti i porti italiani e per ben 25 volte a Ravenna. Nel frattempo promettevate ad Ancona che lì non ne sarebbero arrivate nel 2025, trasformando una politica illogica in merce elettorale. Accusate me di volere i porti aperti, mentre voi ne avete fatto una selezione ‘à la carte'”.

“La nostra posizione è chiara – ribadisce -: non si lasciano morire le persone in mare. La politica migratoria inizia dopo il salvataggio: rimpatri, asilo, quote e redistribuzione europea. Ma prima ancora servono canali legali di ingresso se si vuole governare seriamente un fenomeno e non restare in balìa delle emergenze. Perché le chiacchiere stanno a zero. Lei, Onorevole Morrone, ha votato il decreto flussi che prevede 500.000 ingressi in tre anni “senza se e senza ma”: come intendete difendere “la nostra cultura” e “le nostre leggi” se non distinguete tra regolari e irregolari e la criminalità ha il solo volto degli immigrati? Come pensate di prevenire questa minaccia? Come risponderete al sistema produttivo italiano che segnala un importante fabbisogno occupazionale, che farete? remigrerete anche le imprese italiane?”

“Sull’inchiesta sui certificati medici, lo ribadisco: tornerei al flash mob in sostegno dei medici e dell’ospedale di Ravenna –dichiara la deputata PD senza mezzi termini -. Era giusto e doveroso difendere il nostro ospedale, badi bene, non da un’inchiesta che accerterà se ci sono responsabilità e nel caso gli imputati si difenderanno in un processo, ma dallo sciacallaggio politico dei vostri ministri che vogliono scaricare su chi dovrebbe solo occuparsi di curare le persone i loro fallimenti su rimpatri e cpr. Perchè la correggo su un punto:i medici non sono chiamati a giudicare se una persona che non ha titolo per rimanere in Italia debba essere espulso o meno, il passaggio sanitario determina l’idoneità ad entrare dentro un CPR. Se il Ministro volesse espellere queste persone, come dice, lo potrebbe fare senza passare da un cpr. Lo avete fatto per lo stupratore Almasri, che non mi risulta passato nè per un cpr, nè per una visita medica”.

“E chiudo sul socialbuonismo – chiosa Bakkali -: e le dico che, come la sanzione che avete deciso, sospendendomi dal Parlamento 5 giorni, perchè ho protestato contro l’ingresso di neo fascisti in parlamento, prendermi della socialbuonista è per me un onore e un’altra medaglia, ma soprattutto è una netta scelta di campo soprattutto se l’alternativa deve essere il vostro pavido cattivismo che non ha risolto un problema che fosse uno in 4 anni di governo Meloni”.