Logo
Cervia, turista affronta un branco per salvare un ragazzo

Ha sentito le urla, ha visto la violenza e ha fatto una scelta che pochi avrebbero avuto il coraggio di prendere: intervenire. A distanza di dieci giorni rompe il silenzio e racconta quella notte da incubo a Cervia, quando un pestaggio di gruppo ha rischiato di trasformarsi in tragedia.

“Fermatevi, lo state ammazzando”. È con queste parole che Mino Spano ha provato a fermare la furia di un gruppo di giovani che si stavano accanendo contro un ragazzo. Una scena brutale, consumata sabato 4 aprile a Cervia, durante quella che doveva essere una semplice passeggiata serale.

Spano, volto noto nel comprensorio ceramico, collaboratore del settore giovanile del Sassuolo, arbitro Csi e volontario della sicurezza, ha deciso di intervenire senza esitazioni. Davanti a sé, una decina di ragazzi contro due giovani coppie, in un’escalation di violenza che stava rapidamente degenerando.

Senza pensare alle conseguenze, si è frapposto tra aggressori e vittima, cercando di sottrarre il giovane a un pestaggio che, a suo dire, avrebbe potuto avere esiti ben più gravi. La reazione del branco è stata immediata: Spano è stato colpito con calci e pugni, riportando ferite importanti.

Il bilancio per lui parla di quattro dita della mano sinistra fratturate e diverse contusioni, con conseguente ricovero all’ospedale Bufalini di Cesena. Spano ha anche allertato i Carabinieri, intervenuti rapidamente sul posto. Tuttavia, l’arrivo delle pattuglie con le sirene ha consentito agli aggressori di dileguarsi prima di essere fermati.

Più delle ferite fisiche, a pesargli è stato l’atteggiamento di chi ha assistito alla scena senza intervenire, e quindi, dopo dieci giorni di silenzio, ha deciso di raccontare quanto accaduto, per lanciare un messaggio chiaro: “Di fronte a episodi di violenza non si può far finta di nulla. Intervenire è una responsabilità, non una scelta eroica”